Fargo – Recensione 2×02 – Before the Law

Il secondo episodio della seconda stagione di Fargo si può classificare come la quiete dopo la tempesta. È un momento di sospensione narrativa. La polizia sta iniziando a raccapezzarci qualcosa, non ha ancora deciso quale strategia adottare per risolvere il caso. La gang è in cerca dello scomparso Rye e non si fa scrupoli di risultare insistente e pedante. Una macchina da scrivere diventa un piccolo strumento di tortura. La gang e la polizia si incontrano fugacemente per le strade infreddolite del Minnesota, come cani che non si conoscono e si annusano vicendevolmente.

Ed e Peggy devono ancora riaversi dallo shock dato dall’uccisione di Rye, il corpo tenuto nella cella frigorifera della rimessa. Non hanno ancora costruito su di sé il vestito dei criminali, li troviamo spaesati, con tanto sangue da far sparire. Così come il cadavere. Flash dell’evento della sera prima si confondono, si lavano via con la candeggina usata per pulire le strisciate di sangue. Peggy cerca di far finta di niente sul luogo di lavoro, mentre accende la fantasia un po’ perversa della sua datrice di lavoro, venuta a curiosare nella rimessa dopo avere constatato con sospetto la quantità esorbitante di carta igienica riposta con cura nel mobile del bagno dei coniugi. Ed ecco che Peggy si trova di fronte al primo stadio di identificazione con il male: “Sei una cattiva ragazza, eh?”. La reazione di Peggy forse ci lascia intendere quello che accadrà nelle puntate successive. Un sorriso imbarazzato, stiracchiato, come a lasciar presagire che ne è insieme attratta e disgustata.

Nel frattempo, Solverson è alle prese con i primi segnali della malattia della moglie. Un piccolo cameo ce la fa vedere in una seduta di chemio. Ma per ora si hanno solo i giramenti di testa, mentre aspetta con la figlia il marito nel parcheggio del Waffle Hut. Come nella casa di Ed e Peggy, si respira un’atmosfera di tempo congelato. Bicchieri e posati perfettamente allineati, quasi in attesa dei clienti, per poi avere una fugace visione delle tracce di sangue rappreso, del bicchiere di latte, ora vuoto, ma comunque riverso sulla tavola. Solverson si confronta con il collega più anziano, più tardi. Tutti e due con grandi interrogativi ancora senza risposta.

È notte. Ed entra in macelleria con il cadavere di Rye in un sacchetto di tela verde. Poi, dopo uno stacco di pellicola, ecco un primo piano sul tritacarne. E sì, avete capito bene. Dall’altro lato fa capolino il piede di Rye. Quello che prima era un giovane nervosetto, eccolo meticolosamente scomposto in trippa, pancetta e derivati. Ed sa quel che fa. La citazione con il film dei Cohen è voluta, ma qui raggiunge alte punte di manierismo e di precisione splatter. Solverson rompe anche lui le regole (di qui, il titolo, almeno secondo le mie ipotesi), suonando alla macelleria per avere un po’ di bacon. Ed ecco che anche Ed, come Peggy, si trova per le sorti del caso a doversi reinventare una seconda vita parallela, una maschera, una facciata di apparente onestà: un sorriso statico che gli rimane inespressivamente inalterato anche quando si tratta di nascondere il tronchetto di dito inavvertitamente scivolato fino al bancone. Solo gli angoli della bocca tradiscono un certo nervosismo.

Per ora la storia si è presentificata in modo evocativo. Regna l’ambiguità. Vedremo che verso prenderà la narrazione. Per il momento possiamo accontentarci solo di candeggina e tentativo di ristabilimento di un equilibrio. Passo e chiudo.

fargo2.2.3

Mustaelide

La gattara nerdeggiante

Top 5: Fargo, Sherlock, The Big Bang Theory, Mozart in the Jungle/Broadchurch/The Hour, New Girl/The Knick

Ha strane (ed inquietanti) affinità con Sheldon Cooper. Drogata di tè e gattara nell'anima, vive per metà in Italia e per metà in UK, conducendo una vita nomade. Dopo il trauma infantile di non aver ricevuto risposta alla sua letterina indirizzata ad Angela Lansbury, non demorde comunque nel suo apprezzamento delle serie investigative. Più il personaggio principale è allegramente disfunzionale, più è innamorata della serie.

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