Magnum

Magnum P.I. – Recensione 1×02 – “From The Head Down”

Il capitan Findus era il principale sospettato del furto di un Pinna blu…no scherzo sul capitano. Il tonno su cui ha indagato Magnum no.

Il duro lavoro del detective privato.

Premetto subito che non sto impazzendo per questo reboot di Magnum PI. Se però devo dargli atto è che gli episodi scivolano lisci e teneri come un tonno che si taglia con un grissino. Se vi serve una serie leggera con qualche piccolo flashback, allora Magnum P.I. fa per voi.

D’altro canto chi non andrebbe in giro con una ferrari nera da urlo a fotografare adulteri? Sicuramente non Higgins che rappresenta per me la vera sorpresa della serie e se devo essere sincero, avrei preferito uno spin off  di Magnum P.I. con protagonista Perdita Weeks magari nel periodo in cui serviva Sua Maestà britannica nell’ MI6.

Magnum P.I. 1×02: Apollo Creed è vivo e fa il pescatore alle Hawaii!!!

Pensate che gran serie ne sarebbe venuta fuori! Vabbeh noi dobbiamo accontentarci di vedere Apollo Creed, che, creduto morto da Rocky, si è rifatto una vita alle Hawaii come pescatore di tonni. Resta sempre in gran forma perché solleva 150 chili di pesce senza fatica.

Il lavoro del detective è così: prima gli amanti ora i pescioni. Quello che ho notato in questo episodio è che il Magnum P.I. odierno tende a empatizzare più del suo omologo anni 80, lo dico come impressione personale. Di base ci sono tutte le caratteristiche dell’originale ma Jay Fernandez ci mette forse un po’ più sangue caliente, più istinto.

Cosa sarebbe la vita di Magnum senza Higgins.

Juliette Higgins ha il suo bel perché e non solo per il fatto che è una bella donna, ma anche per come in coppia con Magnum, funzionino alla grande. Altro che amici reduci dall’Afghanistan. Le cose più belle di questo episodio sono i battibecchi fra lui e lei.

Juliette Higgins esce da una macchina distrutta con l’eleganza di una modella a una sfilata.

A Juliette manca un po’ di Azione da spia, lo si nota, ma è anche cosciente del ruolo affidatole da Robin. Lei vive in questa continuo tira e molla fra il desiderio di collaborare con Magnum e restare nella tenuta a badare all’amministrazione insieme a Zeus e Apollo.

Trovo che in questo episodio la cosa sia stata ben evidenziata e credo che si punterà molto su questa accesa formula amici/nemici, che nella serie originale funzionava benissimo e che in questa ha in più la connotazione del potenziale ship che aleggia nell’aria.

Non sono una bella coppia?

Presto per dire se fra i due scatterà qualcosa, certo è che Higgins anche in questo episodio, ha rubato parecchia scena a colui che dovrebbe essere il protagonista, con classe e bellezza tutte particolari. Grande Higgins e grande Perdita Weeks che noi amiamo già da tempo.

La questione del tonno si complica.

Apollo Creed pensa di aver pescato un tonno normale…ma non è così. Gli showrunner di Magnum vanno senza dubbio lodati per riuscire a inserire all’interno di una banale indagine tipica di un detective privato, anche questioni più alte come il terrorismo internazionale.

“Tonno” subito…

Il nostro amico si trova così invischiato in qualcosa più grande di lui e l’episodio sul finale dà una bella accelerata, accompagnandoci nel mondo delle spy story con tanto di inseguimento, incidente e botte da orbi e indovinate un po’ chi accende la scintilla? Juliette Higgins? Bravi. Ancora una volta avete azzeccato al primo colpo.

Gli amici TC e Rick anche stavolta hanno fatto solo da comprimari, uno sfondo carino e ben fatto ma nient’altro che tappezzeria rispetto a Magnum e Higgins, che restano a mio avviso i veri protagonisti con una preferenza per quest’ultima.

Gassman mostra orgoglioso la scatoletta di Tonno acquistato da Apollo Creed.

Alla fine tutto va per il verso giusto: Alessandro Gassman ha comprato il tonno da Apollo Creed per farne scatolette di Rio Mare.

Flashback e conclusioni.

Il tema dei flashback sembra interessante. Dico solo che non si capisce se hanno un collegamento con la vita attuale di Magnum. Sapere che era tentato di tenere i baffi ma poi li taglia e che l’amico Nuzo gli parla di una vita a 4 da passare insieme, non offre molti elementi di congiunzione con la realtà di Magnum.

Ragazzi si è fatto tardi…

Forse, e concludo, a questa serie manca ancora una trama orizzontale seria che non può mancare nella moderna scrittura di una serie TV. Probabilmente questi flashback sono la chiave per crearne una decente, ma finora è l’aspetto del quale Magnum versione 2018, sente più la mancanza.

In ogni caso, se volete passare 40 minuti senza scervellarvi per capire chi, come, cosa e perché, Magnum P.I. è la serie giusta per voi.

Passo e chiudo.

 

 

Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa.
Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak.
Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita.
Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time.
Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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