Marvel’s Agent Carter – Hayley Atwell ci dà qualche anticipazione

Capitan America continua a vivere in Marvel’s Agent Carter, serie ambientata (presumibilmente) qualche tempo dopo la fatale caduta dell’artico, e tutto quello che Peggy Carter può fare è scrollare le spalle.

Nella seconda metà della première di due ore della serie della ABC (che andrà in onda martedì), l’Agente Carter della SSR (interpretata da Hayley Atwell) ascolta un pezzo di “The Captain America Adventure Program”, una recita radiofonica popolata da ansimanti eroine e da un eroe che ha preso a pugni Hitler. Ma lo stratagemma, pur essendo patriottico, la lascia indifferente e visibilmente triste per la mancanza del vero uomo con cui lei e gli Howling Commandos una volta avevano lavorato fianco a fianco.

Adesso, con gli uomini della Seconda Guerra Mondiale, la battaglia più grande di Peggy è con quelli che mettono da parte il suo potenziale ed i suoi contributi alla SSR. (Allerta spoiler: è una battaglia che lei è sicura di vincere).

Con alle spalle due film, una comparsa nel DVD Marvel One-Shot, qualche cameo in Agents of S.H.I.E.L.D. e una corsa di otto ore di Agent Carter, la Atwell racconta a TVLine che la cosa che più le piace di Peggy “è che non sacrifica la sua integrità, le sue morali e la sua femminilità quando ha a che fare con tremendi ostacoli personali ed esterni”. Come visto in Captain America: The First Avenger, “lei è una combattente ed una sopravvissuta, ma non ha alcun superpotere”, nota l’attrice. “Deve fare affidamento sul suo buon senso, sulla sua intelligenza e determinazione per farsi strada tra le cose in cui si imbatte”.

E a volte, sì, – come testimoniato in questo sneak peek – questo vuol dire fare il gioco delle supposizioni dei suoi colleghi maschi (o indossare una parrucca bionda) per guadagnare il vantaggio, mentre di nascosto mira al recupero di un deposito rubato delle invenzioni del “bambino cattivo” di Howard Stark (il Capitan America di Dominic Cooper) prima che possa farlo la SSR. “È abilissima ad essere un camaleonte ed usare quello che può in qualsiasi situazione per ottenere quello che vuole”, osserva la Atwell. “E a volte questo vuol dire fare uso della sua sessualità, a volte vuol dire essere più furba degli uomini”.

Oltre alla sua amica Angie (Lyndsy Fonseca di Nikita) – una cameriera che crede che Peggy sia una segretaria dai modi gentili di una compagnia telefonica – Carter ha due ragazzi dalla sua parte: l’agente della SSR Daniel Sousa (Enver Gjokaj di Dollhouse), che è ignaro dei secondi fini di Peggy, ed il valletto di Stark, Jarvis (James D’Arcy di Secret Diary of a Call Girl). A causa di una ferita di guerra che l’ha reso disabile, Sousa cammina con un tutore alla gamba e pertanto, tra pari impettiti come l’Agente Jack Thompson (Chad Michael Murray di One Tree Hill), “vive di pregiudizi che lo mettono subito in relazione con Peggy”, dice la Atwell. “Non che essere una donna sia visto come una ‘disabilità’, ma a quei tempi in gran parte lo era”.

Ahimè, l’Agente Carter sta voltando pagina senza il suo più grande campione – il sopracitato ragazzo che brandisce il potente scudo. Nonostante ciò, l’eroe vive dentro di lei. La maggior parte di quello che Peggy è adesso “ha origine dalla sua relazione con Steve Rogers e dal suo amore per lui”, afferma l’attrice. “Credo che abbia trovato in lui l’amore della sua vita, l’uomo più grande che abbia mai conosciuto in termini di carattere e valori. Ed in quel dolore vediamo la sua lotta personale ed il suo esaurimento, ma anche la determinazione di portare avanti il lavoro dal lui svolto”.

Mentre Peggy procede affrontando molte avversità, “vedrete qualcuno che ha i propri demoni ed i propri difetti caratteriali, e deve lottare con questo mentre mantiene la facciata di un agente composto e perfetto che può gestire tutto. Ma c’è un costo in questo”, avvisa la Atwell. “Tutti sul pianeta sono forti fino ad un certo punto, tutti hanno un grilletto, ed in questa stagione viene mostrato. Peggy non è una persona con abilità super umane. La vediamo piangere, vediamo i suoi momenti privati, la sua solitudine. Vediamo i costi emotivi e psicologici della posizione in cui si trova e la perdita di Steve che ha subito”.

Sebbene la première di due ore di Agent Carter ruoti ampiamente intorno alla ricerca di un implosivo altamente pericoloso messo insieme da Stark, la Atwell chiarisce che questo non è uno show con il caso della settimana. “Non si tratta di trovare questo ‘bambino cativo’, ma si va in contro a qualcosa di molto più profondo ed oscuro”.

Ero assolutamente scioccata e divertita quando ho iniziato a leggere gli ultimi episodi e a vedere la direzione che stavamo prendendo”, continua. “Questo è uno dei vantaggi di avere solo otto episodi, cioè che la storia non è diluita in un lungo arco di 22 episodi. Questa serie ha una storia molto forte ed è fondamentalmente un film diviso in quattro”.

Detto ciò, l’attrice è autorizzata a rivelare qualcosa su altre creazioni di Stark rubate, che appariranno negli altri episodi? “Oh mio Dio…”, ha risposto, facendo una pausa per pensare. Subito dopo anticipa, “Non c’è un bambino cattivo, quanto un mostro cattivo”. Con una risate, nota, “Sì, ‘bambini’ è un termine leggero e fuorviante!”.

Fonte

Claire

Superfan di Rizzoli&Isles, ha visto talmente tanti crime e procedural che vorrebbe diventare un cop americano o addirittura entrare nella FringeDivision. Sin da piccola ha nutrito la passione per i libri di Patricia Cornwell ed è molto incuriosita dalla medicina legale. Da un paio d’anni a questa parte, ha quadruplicato le serie da seguire ed è soprattutto diventata una EvilRegal accanita, grazie al fantastico Once Upon a Time e alla splendida Lana Parrilla!
Sogna di vivere a Los Angeles per respirare appieno l’aria telefilmica, anche se negli ultimi anni Vancouver sta rubando la scena alla famosa località californiana. Se non fosse che fa troppo freddo, non sarebbe male vivere lì.

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