Once Upon a Time – Recensione 5×07 – Nimue

La scorsa settimana la fugace apparizione di Merlino ci aveva lasciati con un importante interrogativo a cui trovare risposta: chi è Nimue?

2156968_origPer scoprirlo abbiamo dovuto affrontare un viaggio tra gli eoni del tempo, il quale ci ha mostrato come Merlino abbia acquisito i propri poteri, bevendo niente meno che l’acqua miracolosa del Santo Graal. Perciò adesso sappiamo che la celebre Excalibur altri non è che la reliquia per eccellenza, rimodellata dal fuoco di Prometeo.
Leggende, religione e miti si mescolano in quella che potrebbe apparire un’accozzaglia di elementi gettati lì a caso, ma che nel complesso forniscono una discreta trama, atta ad attirare l’attenzione del telespettatore. Ed è d’altronde questo che ci interessa: restare incollati davanti allo schermo del nostro pc fino alla fine dei quaranta minuti senza neanche fare una pausa, poiché desiderosi di scoprire di più.
È stato affascinante il viaggio tra i flashback di questa settimana e la conoscenza più profonda di un mago che eravamo abituati ad immaginare diversamente. Ed è lo stesso Merlino che si concede una battuta citando i maghi e le più rappresentative barbe bianche che li collocano nell’immaginario collettivo come degli anziani signori, segnando un rimodernamento della figura classica del vecchio col bastone ed il cappello a punta.
Ma se da un lato la sua estetica è stata aggiornata ai tempi attuali (ammettiamo che è un gran bel figliolo!), dall’altro la storia dell’amor perduto è un po’ trita e ritrita, e mi pare di averlo già detto altre volte, ed è okay perché in fondo è nel mondo delle favole che ci troviamo, no?
Tuttavia, da quando il “true love kiss” è passato di moda, esaurendo il suo potenziale già nelle prime stagioni dello show, le love stories stanno diventano noiose. E no, non mi riferisco solo a quella tra Mary Margaret/David e Regina/Robin. Eppure ci piace l’elemento romantico, tanto quanto a me è piaciuto – con le dovute riserve – il risvolto che ha saziato la nostra curiosità nei riguardi di Nimue: intuibile che la misteriosa essenza fosse una donna, un po’ meno prevedibile la sua identità di primo Oscuro. Ancor meno il fatto che il volto celato dietro la maschera di Vortigan appartenesse all’unica donna mai amata da Merlino nella sua eterna vita.

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La dolce ed indifesa Nimue diviene il primo Oscuro della storia, poiché ella non dà retta ai saggi consigli di Merlino, colta dal tipico egoismo cieco che appartiene alla natura umana, mostrandoci come non sempre l’amore sia sufficiente ad essere felici. Nimue e Merlino erano ad un passo dal coronare il loro sogno d’amore, ma l’oscura avidità – mista alla sete di vendetta – celata nell’animo della giovane donna, la conduce sulla cattiva strada: bevendo dal Graal diviene immortale e finge di morire tra le braccia di Merlino. Eppure la sua non è solo una morte simbolica, in quanto rappresenta la dipartita della vera Nimue per fare spazio all’Oscuro, rendendo a tutti noi spettatori più chiara la frase che Merlino dice ad Emma in merito: “L’Oscuro ha ucciso la donna che amavo.”
Non è quindi Vortigan ad assassinare Nimue, ma succede l’esatto contrario che dà vita ad una spirale di eventi lunga più di duecento anni.
tumblr_nxj2sl0EOo1spp1umo7_250Ci vogliono coraggio e dedizione nei confronti della missione affinché Merlino decida di affrontare Nimue nel cammino di salvezza per Emma, consistente nel ricongiungere Excalibur alla sua punta così da spazzare via ogni traccia di malvagità nella magia buona della ex-salvatrice; ciononostante, nelle mani sbagliate la spada può divenire una potente arma di distruzione.
Quando Emma incontra Nimue si ha come l’iniziale sensazione che sarà proprio quel momento a scandire il passaggio a Dark Swan, laddove Emma cederà alla sua parte oscura come già sappiamo. Tuttavia, Emma non uccide Merlino e non torna dagli altri a completare l’acchiappasogni che li priverà dei ricordi, ma resiste e riesce ad ottenere anche il pezzo di carbone custode della fiammella appartenente al fuoco di Prometeo. Con quel prezioso elemento i nostri eroi possono adempiere facilmente alla loro missione, ma gli sceneggiatori hanno altre carte da giocare a Camelot, quindi di facile non vi è proprio niente.

Once-Upon-a-Time-season-5-episode-7-david-gateTra queste risorse inesplorate c’è la novella collaborazione tra Artù e Zelena, divenuta un personaggio di contorno fino a questo settimo episodio in cui la malvagia strega riacquista i propri poteri attraverso Artù, riuscendo ad ingannare ancora una volta sua sorella Regina, sempre più ignara pedina di un gioco più grande di lei. La povera Regina ha perso la verve della Evil Queen che, personalmente, vorrei rivedere ancora in azione. Chi l’ha detto che lo schieramento dei good ones debba per forza indebolire un personaggio tanto forte e ben caratterizzato? Possibile che ancora gli sceneggiatori non abbiano capito come far funzionare la Evil Queen che vive in Regina anche se non abita più nel lato oscuro del “regno”? Non mi stancherò mai di polemizzare su questo punto, proprio in virtù del mio amore per Regina, che sia Evil o no. Torniamo a noi.
La collaborazione tra Artù e Zelena è un do ut des, un dare la libertà a Zelena – e di conseguenza riassegnarle i suoi poteri – e un ricevere in cambio, per Artù, il potente sortilegio che conferisce ad Excalibur la medesima funzione di controllo che vanta il pugnale dell’Oscuro. Il nome impresso sul metallo incantato è quello di Merlino, ora burattino impotente nelle mani di un Re che ha ben poco di leggendario. L’opportunista Artù ha come unico scopo l’interezza della spada, ma non in virtù dei poteri ch’ella potrebbe ostentare una volta completata, tanto più per il significato che ha per la sua missione: possedere una mezza spada fa di lui un mezzo Re, è questo il suo cruccio più grande, ma erroneamente Artù crede che gli basterà riunire i pezzi del puzzle per divenire un monarca completo e degno delle leggende che di lui si raccontano. Peccato che quando capirà che non è la spada a fare l’uomo, sarà sicuramente troppo tardi.
Quanti quotano la redenzione di Artù e quanti una sua inaspettata morte? Io voto per la redenzione ed il finale a tarallucci e vino, non perché ci spero ma perché mi aspetto che le cose vadano esattamente in questo ordine.
In vista del mid-season finale, questo episodio è stato sì ricco di colpi di scena, ma anche il più tranquillo per quanto riguarda i feels. Nessun cuore si è spezzato e nessun OMG! (ci aspettavamo che spada e pugnale venissero riuniti prima del mid-season, nulla di eclatante quindi) viene associato agli eventi che fanno da ponte verso quelli che ci lasceranno a bocca aperta, almeno stando a quanto ho letto in giro in vista del centesimo episodio.
Prima di chiudere devo confidarvi quanto trovi carino l’Hook innamorato. Sarò impopolare tra le mie amate SwanQueen fan, ma adoro come Killian sia cresciuto e come non stenti a dimostrare il suo amore nei confronti di una più ritrosa Emma. Hook, lasciala e prendi me! Lei non ti merita!

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E dopo l’angolino del delirio, posso tranquillamente lasciarvi con il promo della prossima settimana e ricordavi di fare un salto sulle nostre bellissimebravissimesplendidissime affiliate:

Welcome to Storybrooke
SwanQueenItalia
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Mia

Nata - ormai - parecchi anni fa, è da sempre stata una grande appassionata di serie tv, ma solo con l'avvento dello streaming ha iniziato a seguirne talmente tante da mandarsi da sola in fumo il cervello. Partita con "The Vampire Diares" (che non segue più per ovvi motivi di declino), si addentra ben presto in questo mondo che la porta a scrivere recensioni random e a gestire una pagina su Facebook. Oncers incallita, ha una passione folle per Matt Bomer e Nathan Fillion, che ama disperatamente e senza alcuna possibilità di vederli nemmeno da lontano.
Ha un "omino del cervello" con fandom tutti suoi, il ché la fa sembrare spesso e volentieri un po' comicamente contraddittoria. Stanno litigando tuttora.
Visto che passa un bel po' di ore davanti al pc per vedere telefilm, ama allietare questi momenti con del buon cibo spazzatura: una rovina per la forma fisica, ma anche per questo la colpa ricade sull'omino del cervello. #scaricabarilemodeon
Non ha ancora capito la vera utilità di Twitter (e non le frega più di tanto), si diletta tra la costante ricerca di un lavoro - che teme di non trovare mai - e la quarta stesura del suo primo romanzo che sembra essere quella buona. Il tutto tra una distrazione e l'altra. E le montagne di libri che deve ancora leggere.

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