The Flash – Recensione 3×17 – Duet (2)

I’m your superfriend, your superfriend, na na na… e niente, non riesco a togliermela dalla testa, avrò visto la scena del duetto almeno cinque volte. Io adoro i musical, quando ero piccola, ma ancora adesso ogni tanto, immaginavo che le persone attorno a me iniziassero a ballare e a cantare e questo bastava a stamparmi un sorriso ebete in faccia, proprio come quello di Kara e Barry. Non tutti sono cresciuti a pane e Grease (shame on you!), quindi potete immaginare quante polemiche e critiche sono fioccate per questo episodio, ma per gli amanti del genere è stato come tornare indietro nel tempo, quando i musical spopolavano nel grande e piccolo schermo. E’ impossibile non fare un collegamento istintivo a uno degli episodi musical che più hanno inciso nel panorama seriale, Once More, With Feeling di Buffy, a cui anche Andrew Kreisberg, scrittore e produttore delle serie della DC Comics, ha ammesso di essersi ispirato (qui l’articolo). Come fece Joss Whedon, un po’ meglio, ha impostato la puntata in modo che la linea narrativa non fosse interrotta, ma che anzi aggiungesse qualche informazione sullo sviluppo dei personaggio.

Duet, diretta da Dermott Downs (Gotham e Arrow), che sancisce un altro crossover con Supergirl, è incentrata essenzialmente su Barry e Kara che si ritrovano catapultati in un mondo da loro immaginato e reso “reale” da Music Meister (Darren Criss), che si giustifica dicendo di voler dare una lezione ai due supereroi. Il motivo per cui si ritrovano in mezzo a gente che canta e balla per esprimere le proprie emozioni come in musical è presto detto, entrambi i supereroi, durante i loro periodi bui, amano perdersi nei loro film/musical preferiti. La lezione che devono imparare? Nonostante i super poteri, anche loro ogni tanto hanno bisogno di essere salvati e devono imparare ad accettarlo, soprattutto quando a farlo è l’amore. In pratica gli fa capire che ciò che loro percepiscono come una debolezza è in realtà la loro forza, tematica che quest’anno viene affrontata anche in Arrow e in senso lato anche il Legends of Tomorrow. Un concetto che ha una forza devastante che ricalca il pensiero atavico del “nessuno si salva da solo“, che è in qualche modo, passatemi l’estremizzazione, l’evoluzione della nozione aristotelica “l’uomo è un animale politico“, che probabilmente dovremo tenere in considerazione anche noi nella vita di tutti i giorni. Che dire, grazie Music Meister per aver ricordato anche a noi che i punti deboli possono diventare la nostra forza più grande e per averci fatto tornare un po’ bambini, anche se solo per 40 minuti circa.

Ma come affrontano Flash e Supergirl questo viaggetto all’interno di un musical? Ça va sans dire, cantando e ballando, e come lo fanno bene! E’ pur vero che una puntata del genere deve essere stata una bazzecola da girare per gli ex attori di Glee, ma è altrettanto evidente che è stato il feeling tra Kara e Barry a rendere alcuni passaggi così emozionanti. Il momento clou è ovviamente quello del duetto tra i due protagonisti, che hanno interpretato con la leggerezza e l’ironia che li contraddistingue. Fedeli al leit motiv delle due serie, pur essendo entrambi in un momento di estrema sofferenza, non si sono abbandonati alla tristezza rendendo il crossover cupo, ma anzi hanno combattuto con coraggio e un sorriso stampato sulla faccia. Hanno colto l’occasione per fronteggiare i propri problemi personali, hanno cambiato prospettiva e, da veri supereroi, hanno ammesso di aver sbagliato. Insomma, evoluzione individuale raggiunta, lezione imparata, coppie ricongiunte e rassicurazioni che non ci troviamo in un film della Disney, direi che è andata abbastanza bene.

Essendo un musical, non si possono non tenere in considerazione le scenografie, i costumi e le musiche. Ottime quest’ultime e in armonia con le coreografie, praticamente perfetti scenografie e costumi. Per gusto personale, ho apprezzato molto le ambientazioni anni ’30 ed ho adorato l’interpretazione canora e danzante di tutti i personaggi coinvolti. Sono rimasta piacevolmente stupita soprattutto dal talento di Jesse L. Martin (Joe West) e Victor Garber (Dr. Martin Stein), che ho scoperto solamente adesso, nascono come cantanti. Il buon Joe ha addirittura interpretato il ruolo di Tom Collins in un musical di Broadway e il Dr. Stein, al contrario di quello che credevo, ha fatto altro nella vita oltre ad andare in giro ad affondare navi titaniche di lusso. Ho praticamente realizzato solo con questo episodio quanto talento artistico si cela negli show della The CW, spesso dimentichiamo il lavoro e il sudore che ci sono dietro le serie tv che diventa facile assurgere critiche senza sporcarsi la coscienza.

Il talento esploso in questa puntata è stato ripagato dagli ascolti alti e la cosa non mi sorprende affatto, per citare Barry, in fondo in un musical tutto diventa più bello.

P.S.: l’espressione piacevolmente stupita e stupida di Barry mentre guarda gli altri cantare e ballare, rimarrà nella storia seriale!

Vi è piaciuto questo crossover musicale? Commentate con noi e passate alla pagina Justice Of S.H.I.E.L.D. Italia.

Stay tuned

Serendipity

Per descrivermi basterebbe dire che sono un'accozzaglia di immaginazione, sogni e passioni. Archeologa con mille interessi come la lettura, il cinema, il basket, la danza e la fotografia. Sono cresciuta a pane e serie tv. In tempi non sospetti ero già un'addicted di telefilm come Stargate SG1, Streghe, Buffy-l'ammazzavampiri, Xena:la principessa guerriera, Hercules, Sex and the city... fino ad arrivare ad oggi dove riconosco i giorni della settimana solo in base alla puntate che devo vedere.

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