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The Walking Dead – Recensione 7×06 – Swear

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Tra tutti i casini successi in queste prime 5 puntate di The Walking Dead, avevo quasi dimenticato che Tara e Heath si erano allontanati dal gruppo in cerca di provviste (e avevo anche dimenticato che Tara non sa della morte di Denise…), e devo dire che “Swear” mi è piaciuta tantissimo proprio perché, un po’ com’era successo per l’episodio 2, prendiamo una boccata d’aria da quello che, ahimè, ci angoscia, cioè Negan, anche se la sua presenza si fa sentire pur non essendo in video.

Ammetto di essere rimasta un po’ sorpresa quando, ad inizio puntata, ci hanno presentato una Tara svenuta in riva al mare, e soprattutto non riuscivo a mettere a fuoco queste due figure – la ragazza e la bambina – e collocarle in un luogo ed in un tempo specifici. Pian piano, però, ci è stato spiegato tutto e siamo anche riusciti a vedere cosa hanno fatto Heath e Tara nelle due settimane intercorse tra l’assalto alla stazione satellitare e l’uccisione di Glenn ed Abraham.

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Il cammino dei nostri due superstiti, protagonisti di questa puntata, si è diviso nel momento in cui sono stati attaccati da un branco di walkers nascosti sotto un mucchio di sabbia. Ed è qui che si è apre un capitolo interamente dedicato a Tara, che si imbatte in Oceanside, una comunità formata da sole donne la cui prima regola è “sparare a vista”. Un altro mondo, quindi, all’interno dell’apocalisse zombie. Un’altra comunità dilaniata da Negan, ma che è riuscita a non sottomettersi scappando e nascondendosi.

La parola chiave di “Swear” penso possa benissimo essere “fiducia”, lo vediamo sin dal momento in cui Cyndie salva Tara chiedendo alla piccola Rachel di non fare la spia con le altre. Questa fiducia va testata, va guadagnata – quando Tara inizia a raccontare di sé alla matrona del gruppo, Natania, a Kathy e a Beatrice – da entrambe le parti; e qui Tara mente, ma a fin di bene, e questo fa in un certo senso capire a Natania che la ragazza non ha cattive intenzioni, e quindi, quando capisce che Tara può essere una risorsa per tutte loro, le propone di rimanere. Ma lei vuole e deve tornare dalla sua famiglia, e a questo punto, dopo aver raccontato la verità, chiede alle donne di unire le forze con il suo gruppo. Tutto sembra andare per il meglio, ma forse Tara aveva ragione a non fidarsi di queste donne, che, non appena possono, la attaccano.

La scintilla che è scattata nelle donne di Oceanside è senza dubbio il racconto di Tara dell’attacco alla stazione satellitare. Lì tutte capiscono che il gruppo di Tara ha scatenato una vera e propria guerra, e loro lo sanno bene, dato che hanno già avuto a che fare con i Savior. È Beatrice a raccontare la verità sulla morte degli uomini a Tara, è per questo, quindi, che nessuno può sapere della loro esistenza, perché altrimenti i Savior verranno a cercarle. Fortuna vuole che Cyndie ha ancora dentro di sé un po’ di umanità e salva Tara per la terza volta, facendosi promettere che non avrebbe rivelato a nessuno la loro esistenza né tanto meno la loro posizione.

La domanda che mi è sorta spontanea nel momento in cui Beatrice svela la verità a Tara è stata: Tara ci crederà o no? E credo che capisca davvero come stanno le cose soltanto quando torna ad Alexandria – tutta contenta con gli occhiali colorati – e vede la faccia di Eugene…

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Saranno sì e no passati cinque giorni dall’evento traumatico che ha colpito Rick&Co., e l’uomo ne è l’emblema. Se lui è così desolato e triste, Rosita, invece, è piena di rabbia e pronta per vendicarsi, come abbiamo già visto nell’episodio 4 di questa stagione. Quel suo “Non dobbiamo per forza starcene sedute qui” la dice lunga su quanto sia grande la voglia di sterminare Negan ed il suo gruppo per tutto quello che la sua gente ha dovuto subire. E non perde neanche tempo a chiedere a Tara se abbia visto un posto in cui trovare armi e munizioni. In tutta questa storia, però, per il momento Tara sta solo incassando il colpo, davanti alla proposta di Rosita di aggiustare le cose lei dice “We can’t“, perché in realtà adesso sa benissimo di cosa i Savior sono capaci e non vuole che la sua famiglia finisca come  la comunità di Oceanside. Decide quindi di non rivelare nulla di questa comunità, per mantenere la promessa fatta a Cyndie. Tutti noi sappiamo quello che è successo e come prima reazione alla notizia che tre dei tuoi più cari amici sono morti, faresti di tutto pur di vendicarli, ma dall’altra parte dobbiamo ricordare che Tara è una ragazza dal cuore d’oro e se ha fatto una promessa non la romperà di certo. Inoltre, vorrei aggiungere che la comunità di Oceanside ormai sa chi è e stavolta non esiterebbe a sparare a vista.

Nonostante la poca fiducia che questa comunità ha nei confronti degli estranei, vorrei spezzare una lancia in favore di questo gruppo di donne che confermano la teoria mia e di molti riguardante il fatto che la settima è la stagione delle donne. È vero che si stanno nascondendo, ma hanno avuto il fegato di non sottostare alle leggi di Negan e di scappare, rifugiandosi in una vecchia struttura ricettiva e mimetizzandosi al meglio. Per non parlare dell’ingegnosità dei segni per allontanare i walkers e per segnalare una presenza estranea. Voglio pensare che un loro eventuale coinvolgimento nella distruzione di Negan, con l’aiuto di Rosita, Michonne, Carol, possa essere possibile. Forse questo potrebbe essere il tassello mancante a Rick&Co. che in questo momento sono spaventati da morire.

Sebbene la protagonista assoluta di questo episodio sia stata Tara, non bisogna dimenticare che Heath ha avuto un ruolo importante per la salvezza della ragazza. Se all’inizio avevamo pensato che l’avesse abbandonata, a fine episodio vediamo che in realtà l’ha aiutata e speriamo, insieme a lei, che sia riuscito a sopravvivere. Sulle tracce del loro caravan, Tara trova poi un sorta di carta magnetica con su scritto “PPP”… cosa vorranno dire quelle tre lettere? Alanna Masterson a Talking Dead ha detto che solo Scott Gimple lo sa… quindi non ci resta che aspettare.

Non so voi, ma io sto trovando davvero bella questa settima stagione! Mi piace il fatto che gli showrunner abbiano deciso di spostare l’attenzione su altre realtà e di non focalizzarsi più su un solo gruppo, nonostante io sia sempre stata riluttante quando si trattava di vedere i nostri separati. Eppure stavolta ho come l’impressione che questa divisione possa renderli ancora più forti ed unirli ancora di più. Spero, inoltre, che rivedremo Oceanside e le sue donne, devo dire che Natania sarebbe un’ottima alleata (non so perché, ma la vedo come una sorta di Carol) e le sue ragazze sono delle vere e proprie badasses! Un plauso va a Briana Venskus, che in quest’occasione ha interpretato Beatrice ma che ha fatto comparse in Agents of SHIELD, Supergirl e Grace & Frankie.

In attesa del prossimo episodio, Sing Me a Song, vi invito a passare dalla pagina Norman Reedus Italia!

Claire

Superfan di Rizzoli&Isles, ha visto talmente tanti crime e procedural che vorrebbe diventare un cop americano o addirittura entrare nella FringeDivision. Sin da piccola ha nutrito la passione per i libri di Patricia Cornwell ed è molto incuriosita dalla medicina legale. Da un paio d’anni a questa parte, ha quadruplicato le serie da seguire ed è soprattutto diventata una EvilRegal accanita, grazie al fantastico Once Upon a Time e alla splendida Lana Parrilla!
Sogna di vivere a Los Angeles per respirare appieno l’aria telefilmica, anche se negli ultimi anni Vancouver sta rubando la scena alla famosa località californiana. Se non fosse che fa troppo freddo, non sarebbe male vivere lì.

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