Anime su Netflix (ma non solo) : Skull-Face Bookseller Honda-san

Bentornati, care lettrici e lettori, alla saltuaria rubrica in cui mi occupo di recensire e consigliarvi (ma più in generale di blaterare cose a caso su) anime presi qui e là -sempre legalmente- partendo da Netflix, per poi capitombolare giù a cascata verso tutti i vari servizi di streaming minori che affollano i desktop dei vostri pc e tablet/smartphone.

skull face

Oggi, nello specifico, ci occuperemo di una bizzarra ed originale serie proposta per la prima volta in Italia da Crunchyroll nell’ottobre di quest’anno: Skull-face Bookseller Honda-san (Gaikotsu Shotenin Honda-san) nata dalla fantasia (mica tanto, come vedremo poi) dell’autore Honda prima sotto forma di comedy manga sul web nel 2015 e solo quest’anno adattata in forma animata.

La serie è in realtà un racconto fortemente autobiografico dell’autore, che per 10 anni ha svolto il ben poco rilassante lavoro di “commesso in una libreria specializzata in fumetti”, finendo per avere a che fare con una moltitudine di bizzarri clienti ed ancor più bizzarri colleghi/fornitori.
Per proteggere la privacy delle persone coinvolte, autore compreso, ognuno dei character è disegnato con un…qualcosa di diverso -e di solito fortemente assurdo- a coprirgli il volto, come zucche, bende, elmi medievali.
Come detto, lo stesso protagonista opta per l’autocensura, disegnandosi come uno scheletro con addosso abiti umani. Nonostante questa strampalata scelta stilistica ed un chara design che, più in generale, si discosta di anni luce da tutto quello che siamo abituati a vedere arrivare dal Sol Levante, i personaggi sono straordinariamente divertenti e perfettamente in grado di comunicarci all’istante i loro mutevoli stati d’animo, aiutati da un voice acting spassosissimo, anche se non capite una parola di giapponese.
La “censura”, caso rarissimo, riesce ad aggiungere spessore comico all’opera, anziché sminuirla; come nel caso in cui ci si trova a dover nominare serie che non appartengono alla casa editrice originale (la Kadokawa) o le stesse case editrici, i nomi vengono censurati volontariamente in modo maldestro, il che, unito al recitare concitato dei voice talents, produce un effetto decisamente ilare.
Ma cos’ha di così unico questa serie? E perché, secondo me, chiunque stia pianificando un viaggio in Giappone nel quale si recherà in una qualsiasi fumetteria/libreria dovrebbe vederla?
La risposta è più semplice di quanto si possa pensare, dato l’argomento centrale del racconto di Honda-san.
Nell’anime, infatti, assistiamo ad un fintamente involontario vademecum comportamentale dedicato a chi -soprattutto se straniero- si ritrova dall’altra parte del bancone, armato di carta di credito/contanti/incontenibile gioia/ardore da fandom il quale non sempre ha bene presenti le tortuose regole del bon ton nipponico e, spesso in buona fede, rischia di mettere in sincero imbarazzo persone che, a detta del protagonista, “non sono particolarmente brave a dire no“. Inoltre la serie ci offre uno spassoso “dietro le quinte” su tutti quei passaggi a noi oscuri che precedono l’arrivo in negozio di un fumetto e vengono immediatamente dopo la sua approvazione e stampa da parte dell’editore.
Se amate i fumetti (non solo i manga però, Honda-san si occupa anche dei comic book esteri e vi sfido a non spaccarvi dalle risate quando vedrete come hanno “censurato” i nomi dell’Uomo-Ragno, di Nick Fury* e di Superman) questa serie saprà regalarvi qualche momento di puro feticismo da appassionato che, nel corso degli anni, ha capito che ama talmente tanto il medium da non accontentarsi di leggerlo e basta, ma desidera saperne sempre di più.
In definitiva un anime spassoso, che vi porterà via pochissimo tempo, dato il format da 11 minuti a puntata e che vi saprà aiutare nella complicata arte di essere un po’ meno italiani/europei/americani e un po’ più giapponesi quando siete in un negozio.
D’altronde, non vorrete mica mettere in imbarazzo il povero Honda-san, vero?

 

VOTO: 7.5

*Almeno, secondo me è Fury.

About Zed Heychfrau

Un neofita delle serie tv, capitato per caso da queste parti. Detesta la maggior parte delle casate di Westeros, spera che Arya Stark uccida milioni di persone e che Hodor resusciti per sposare Brienne di Tarth. Nella vita di tutti i giorni adora la sua personale Trinità formata da Peter Parker, Rocket Raccoon e l'Orso Paddington, inoltre è convinto di essere uno scrittore di romanzi di fantascienza, così come è convintissimo di averne già pubblicato uno. Lasciatelo perdere e non dategli da mangiare dopo mezzanotte. Tra l'altro non si chiama davvero Zed.

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