Aziz Ansari accusato di molestie – L’incoerenza di Master of None

Dopo gli appena passati Golden Globes, con i tanti e apprezzati consensi alla campagna Time’s up, non ci aspettavamo questa doccia gelata, che ci ha colti del tutto impreparati.

Aziz Ansari, vincitore del premio come miglior attore in una serie commedia o musical, è stato accusato di aver molestato sessualmente una giovane fotografa di Brooklyn.
La notizia è stata diffusa attraverso il sito Babe, al quale la ragazza ha rilasciato la sua testimonianza anonima, descrivendo dettagliatamente le presunte attenzioni moleste ricevute dall’attore.
Ci tengo a precisare, che uso la parola presunto, solo perché si è innocenti fino a prova contraria e non è mia intenzione in nessun modo sminuire la faccenda, anzi.

Ansari, dopo le recenti dichiarazioni, ha commentato:

Mi dispiace di aver sentito tutto questo. Tutto ciò che posso dire è che non sarebbe mai mia intenzione far sentire te o chiunque altro nel modo che hai descritto. Ovviamente ho giudicato male il momento e mi dispiace davvero.

È deducibile, purtroppo, che quanto la ragazza abbia testimoniato non sia altro che la realtà, e una deludente realizzazione che anche Aziz Ansari appartenga a quella deplorevole cerchia di uomini che hanno abusato della loro posizione.
In questo caso, il disgusto è ancora più forte, non solo perché gli atti descritti siano così graficamente vividi, da far provare il disagio e la forzatura, sentiti da una donna che si è ritrovata in una situazione oserei dire claustrofobica, ma perché Ansari ha mostrato una mancanza di coerenza morale, che non può che ripugnarci.

Non sarà la spilletta di Time’s Up ad identificare da che parte sia una persona, non parliamo di questo genere di maschere o artifizi, ma dell’opera di un artista, che non può non essere considerata parte integrante della sua immagine e del suo essere.

Master of None non è solo una serie pluripremiata, non è solo una rappresentazione della vita tra i 20 e i 30 anni, ma è un manifesto, che dà messaggi cristallini, riguardo argomenti spinosi, quali anche l’odio razziale e la misoginia.

Quando è stato mandato in onda Ladies and Gentlemen, non ho potuto far a meno di pensare quanto fosse illuminante, quasi una lezione che rischiarasse quella linea grigia tra corteggiamento e molestia.
In questo periodo,nel quale questa linea risulta per molto sottile, ma che comprendetemi, per me avrebbe le dimensioni di una strada statale, Ladies and Gentlemen ha rappresentato una luce, un barlume di speranza, che la nuova Hollywood fosse diversa, ma soprattutto che ci fosse tanto da imparare da una persona come Aziz Ansari.

Per chi non avesse guardato l’episodio, la 1×06 di Master of None è una narrazione al femminile di qualunque tipo di molestia, che una donna si può trovare ad affrontare, confrontata con l’estrema facilità dell’esperienza maschile, in occasioni simili.


Si parte dall’essere seguiti a tarda sera, fino al masturbatore nella metro,  l’episodio tende a trasporre con tanta chiarezza quanto una donna non possa sentirsi mai al sicuro, in situazioni che dovrebbero essere tendenzialmente innocue, tanto da far dubitare che lo stesso soggetto sia stato scritto da un uomo.
Ci vuole un’estrema sensibilità a comprendere certe sfumature, sensibilità che crediamo appartenga ad una persona che sappia cosa sia un rapporto consensuale, anche quando la vittima rimane paralizzata, si senta a disagio.

Aziz Ansari non sarà né il primo, né purtroppo l’ultimo, e questo non è un mistero, ma è l’immagine che ha dato, e la fiducia e il consenso riscossi dal pubblico, che hanno pesato in questa gogna mediatica. Per questa ragione, questo tipo di scuse risultano quantomeno riprovevoli, perché è impossibile credere che un artista, che sembri aver capito così tanto della società odierna, dell’intrinseca misoginia, non si sia reso conto del aver abusato della sua posizione, e del fatto che possa essere stato in qualche modo respinto.

Siamo curiosi di vedere come si svilupperà la faccenda e quale sarà il destino della sua serie, considerando la politica di Netflix, riguardo questi scandali, tenendo presente il trattamento ricevuto da Kevin Spacey e Danny Masterson.

Vi invito a leggere  le dichiarazioni dalla fonte per avere un quadro più chiaro della situazione.

About missdanastood

Parlo troppo e il mio corpo è fatto al 100% di caffeina e rabbia. Se fossi un personaggio di un telefilm, sarei entusiasta come Leslie Knope, pazza come Charlie Kelly, ossessionata da Got come Ben Wyatt il tutto con le fattezze di Kimmy Schmidt e l'armadio di Hannah Horvat

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