Better Call Saul – Recensione 3×01 – Mabel

Finalmente Better Call Saul è tornato a farci compagnia con una première che lo conferma un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della televisione di qualità. Prequel e spinoff del più noto Breaking Bad, ma dotato di una sua forte identità che lo rende una serie autonoma, lo show AMC ha ricominciato senza deludere le aspettative.
Mabel” inizia con un flashforward del futuro di Jimmy (allora noto come Gene), in cui lo vediamo intento a lavorare in un fast food, lontano dall’ambiente dell’avvocatura e privo di quella baldante vitalità che l’ha sempre contrassegnato. L’intera vicende rappresentata è fortemente simbolica, a cominciare dai colori: la sapiente scelta del bianco e nero, infatti, non solo rimarca il fatto di trovarsi in un momento temporale diverso da quello della storyline principale, ma è anche indice delle emozioni del protagonista e del periodo che sta vivendo. Privo del suo completo, che sia quello grigio da Jimmy o quello colorato da Saul, non è più l’uomo che abbiamo conosciuto, eppure non tutto di lui è perduto; difatti, consegna il ragazzo alla polizia, ma cede presto alla tentazione di dargli quell’amichevole consiglio, memore di tutte le volte in cui è stato lui il furfante o l’avvocato del furfante di turno. Ancora una volta, lo vediamo diviso fra la tensione verso il “male” da un lato o la quella verso la scelta moralmente più corretta dall’altro, segno che non tutto è cambiato in lui – anche se non sappiamo quando esattamente questo futuro si verificherà.


Nel presente, invece, lo show riprende esattamente da dove lo avevamo lasciato, cioè con le distorte dinamiche del rapporto fra lui e Chuck, ormai completamente sul piede di guerra dopo aver scoperto l’inganno che ha portato la HHM a perdere Mesa Verde come clienti. L’episodio si divide allora in due parti – due squadre, oserei dire – , una in cui osserviamo il lento districarsi dei piani del maggiore dei McGill e l’altra in cui abbiamo i più umili Jimmy e Kim, intenti a cercare di far ingranare il loro studio legale. Proprio sulla figura dell’avvocatessa vorrei spendere qualche parola in più: la giovane è diventata un personaggio sempre più focale per lo show, complici anche i sentimenti che Jimmy dichiara di nutrire nei suoi confronti, benché molto spesso il loro rapporto sia conflittuale e, soprattutto, ambiguo nella misura in cui lui non riesce a essere completamente genuino con lei, così morale ed onesta. Proprio queste sue caratteristiche la portano a non riuscire a scendere a patti con la grave scorrettezza che l’ha condotta ad accaparrarsi il caso Mesa Verde, poiché è conscia del fatto che, se Jimmy non fosse intervenuto, come al solito, al margine della (il)legalità, non sarebbe stata lei a spuntarla.


Dal momento che la lentezza e la cura dei dettagli è marchio di fabbrica di Better Call Saul, come lo è stato di Breaking Bad prima di lui, le emozioni contrastanti di Kim verranno di sicuro sviluppate nei prossimi episodi ed il risultato di questo groviglio di sentimenti non ci verrà presentato per un po’, ma, possiamo scommetterci, sarà esplosivo.
Dal canto suo, Jimmy mostra meno remore. Intravediamo qualche barlume di cedimento nel discorso che comincia ad urlare contro il capitano dell’aviazione, in quel “cercate sempre di farmi sentire come…” lasciato irrisolto si cela moltissimo. Tutto, però, viene poi messo. Il suo percorso continua a snodarsi sinuoso verso il cambiamento che ben conosciamo.
Un plauso finale va alle scene che vedono protagonista Mike Ehrmantraut, le cui scene sono come sempre estremamente potenti grazie alla bravura di Jonathan Banks. Con pochissime parole, nel silenzio quasi totale, riesce con la gestualità corporea e l’espressione del viso a far trapelare la preoccupazione, il calcolo di quale sarà la sua prossima mossa e, soprattutto, quella sensazione da “con questo non si scherza”.
A voi è piaciuta la première di Better Call Saul? Ditemelo in un commento!

About Allegra Germinario

Studentessa di Giurisprudenza, per descrivermi basta dire che il mio modello di donna è da sempre Buffy. Top 5 telefilmica: Buffy l'Ammazzavampiri, Dexter, Justified, Banshee e Sherlock, ma una menzione d'onore va anche a Jessica Jones.

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2 comments

  1. Io delle scene di Mike non ho capito praticamente nulla ahahah che sta succedendo??

    • Allegra Germinario

      Effettivamente sono state parecchio criptiche come scene! Immagino che a breve ci diranno chi è che lo sta prendendo di mira e che gli ha lasciato quel messaggio…

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