Better Call Saul – Recensione 3×03 – Sunk Costs

Sunk Costs”, terzo episodio della terza stagione di Better Call Saul, è finalizzato al concretizzarsi delle alleanze che, presumibilmente, ci porteremo avanti di qui fino a fine stagione.
Le primissime scene sono dedicate al nostro Mike, che ritroviamo esattamente dove lo avevamo lasciato, ma, fin da subito, ci viene fatto capire chi e cosa stiamo per vedere grazie alla sapiente inquadratura della scritta Los Pollos Hermanos, con annesso marchio, sul furgoncino. Difatti, puntuale come sempre, Gustavo Fring si palesa come la persona dall’altro capo del telefono e si appresta ad incontrare Ehrmantraut lì, in mezzo alla strada. Nonostante l’improbabile scenario, il faccia a faccia tra i due ha una grandissima carica energetica, complice la bravura di Banks ed Esposito e la prestanza fisica e volitiva che riescono a conferire ad i reciproci personaggi. Pur nella notevoli diversità che li separano, simbolizzate già nel modo di vestire, c’è del rispetto da parte di Fring ed anche un non troppo celato interesse verso una personalità che, forse, riconosce come a sé parzialmente affine. È l’inizio di un sodalizio che sappiamo bene dove porterà – il cammino verrà percorso lentamente, come è ovvio in un mondo criminale in cui fidarsi della persona sbagliata può essere la fine, ma la tensione che caratterizza le scene che li vedono protagonisti riesce a tenerci tutti sull’attenti.
better call saulDall’altro lato, invece, Jimmy paga le conseguenze di aver osato ingannare Chuck, rischiando il processo e la prigione. Il legalissimo compromesso che il fratello gli offre e che gli permetterebbe di evitare tutto questo si rivela ben presto per quello che è: una mela avvelenata il cui prezzo è la radiazione dall’albo degli avvocati. Se qualche ingenuo spettatore nutriva il benché minimo dubbio circa la veridicità delle lacrime e dei rimorsi di Chuck, con la rivelazione finale la sua maschera cade per l’ennesima volta e l’uomo si conferma per quello che è. Un avvocato abile, della stessa pasta di Jimmy ma più furbo, forse più spietato. La vera domanda è: il suo atteggiamento è solo un’applicazione del noto detto “a mali estremi, estremi rimedi” o il suo è un modus operandi utilizzato non solo con il fratello, ma con la generalità delle sue malcapitate controparti, ogniqualvolta questi osino opporsi al suo volere con un po’ più di tenacia del previsto? La caparbietà con cui il più grande dei McGill insiste nel voler allontanare Jimmy dalla professione forense sicuramente legittima questo dubbio e di sicuro non basterà questa stagione a dirimere la questione.


Il nostro protagonista ha comunque trovato una valida alleata in Kim, che lo definisce un “sunk cost” (termine economico per indicare quei costi cui si è già andati incontro e che, pertanto, non possono essere recuperati), per quanto i più accorti fra di noi non potranno che vedere l’inizio della fine in questa sua presa di posizione. Come già presagito da Jimmy, le chance di riuscire ad opporsi ad un manipolo di abilissimi avvocati, manipolati addirittura dal capo del prestigioso studio legale HHM, sono davvero irrisorie e chissà che la carriera di Jimmy non sia l’unica a soffrire le conseguenze nel lungo periodo.
Better Call Saul, pur confermando la predilezione di Gilligan e soci per uno sviluppo lento e metodico della trama, riesce a non annoiare mai grazie alle molteplici sfaccettature dei suoi personaggi e a quei mille quesiti su moralità e immoralità, legalità ed illegalità, bene e male che aleggiano continuamente nell’aria, rendendo partecipe lo spettatore di questi dilemmi esistenziali.
A voi è piaciuto “Sunk Costs”? Ditemelo in un commento!

Allegra Germinario

Un mix letale fra Buffy Summers e Lorelai Gilmore, trovo da sempre conforto in un mondo fatto di libri e serie tv. Fra i miei preferiti vanno annoverati Buffy l'Ammazzavampiri, Dexter, Justified, Banshee, Sherlock, Gilmore Girls e Jessica Jones (stagione 1).

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