Big Little Lies – Recensione 1×04 – Push Comes to Shove

Dopo tre episodi davvero accattivanti e coinvolgenti, Big Little Lies si prende una pausa e decide di procedere un po’ più lentamente, in vista della corsa finale che di sicuro ci porterà a sapere chi è stato ucciso (mentre non è detto che scopriremo per mano di chi), e di puntare più l’attenzione sull’imminente omicidio – perché, se ve lo foste dimenticato, Big Little Lies è un murder mystery drama.

Ci avviciniamo inesorabilmente alla festa che farà da scenografia al misterioso omicidio e, nel frattempo, vediamo inasprirsi molte situazioni, tutte ipotetiche situazioni che potrebbero sfociare nel tanto atteso omicidio.
Il killer più papabile è sicuramente Perry, con i suoi atteggiamenti violenti e le sue manie di controllo verso la moglie. Di sicuro, il bisogno di Celeste di ritornare a lavorare, di avere qualcosa che sia solo suo e che vada oltre i suoi compiti come madre, renderà ancora più turbolenti i rapporti con il marito – tanto per usare un eufemismo. E se Perry fosse l’assassino, la possibile vittima non potrebbe essere solo la moglie ma, per estensione, anche le amiche che allontanano Celeste dai suoi compiti nel nucleo familiare. In questo episodio vediamo davvero emergere Celeste, la vediamo prendere forza, coraggio e, soprattutto, consapevolezza di se stessa e dei suoi bisogni. È davvero comprensibile la sua reazione in macchina insieme all’amica Madeline e finalmente riusciamo a simpatizzare per questa donna algida e irraggiungibile, riuscendo ad immedesimarci in una donna che si sente in trappola e senza apparente via di uscita.

Poi abbiamo Madeline che, pur dimostrando di essere una donna disposta a farsi in quattro per le sue amiche, si sta creando una schiera di nemici tale da renderla il bersaglio principale nel mirino dell’assassino. Non solo la sua rivalità con Renata si fa sempre più evidente ed aspra, ma anche il suo rapporto con l’ex marito Nathan e Bonnie è abbastanza borderline, potrebbe precipitare da un momento all’altro e la cena a quattro sarà significativa in questo senso.
Come se non bastasse, eccola che si imbarca in una relazione (a quanto pare nemmeno così tanto fresca) con il regista della rappresentazione teatrale, che di sicuro non può sfociare in nulla di buono. A tal punto da sfociare in un omicidio passionale? Non credo, ma di sicuro è un tassello del puzzle che non va tralasciato. Tra le donne di Big Little Lies, madeline è sicuramente la più insoddisfatta della sua vita e, allo stesso tempo, anche quella che cerca di trasformare la sua insoddisfazione in qualcosa di positivo; è anche per questo che si trova inserita in moltissimi scenari diversi, tutti potenzialmente pericolosi.

Il quadro di Jane si fa sempre più chiaro e, allo stesso tempo, complesso. Man a mano che le verità sul suo passato emergono, si fa avanti la possibilità di vederla sia come vittima che come assassina. La verità sul concepimento di Ziggy ed l’identificazione (possibile) dell’uomo, mettono Jane in una situazione di pericolo e, al tempo stesso, di instabilità. Dice di sentirsi più libera da quando si è aperta su questo segreto che si porta dietrop da tempo, ma i fatti si discostano dalle parole. Solo alla fine, quando la vediamo saltare, possiamo associare quel gesto ad una forma di liberazione dalle sue angosce, che un attimo prima sembrano attanagliarla.
Inoltre c’è il problema di Ziggy che, appurato che non si tratta di un bambino violento, sembra lui stesso vittima di bullismo, probabilmente verbale. Che sia la stessa Amabella la responsabile? Sarebbe sicuramente una possibilità che vedremme Jane e Renata come protagoniste di un nuovo scontro.

L’appuntamento è alla prossima settimana e colgo l’occasione per invitarvi a visitare le pagine di Reese Witherspoon Italia e Alexander Skarsgård Fans.

About Jeda

Top 5 : Banshee, Twin Peaks, Son of Anarchy, Homeland, Downton Abbey. Nata e cresciuta in mezzo al verde e alla campagna nel lontano 1990, Jeda sviluppa sin da piccola l’innata capacità di stare ore ed ore seduta di fronte un qualsiasi schermo a guardare serie tv - che, in età infantile, erano cartoni animati. È una dote che le tornò utilissima con l’avvento dello streaming, riuscendo a vedere telefilm senza stancarsi mai, ignorando completamente lo studio e i risultati si vedono: fuoricorso da circa mille anni, la sua preoccupazione principale è quella di riuscire ad essere in paro con i recuperi, almeno una volta nella vita. Le piace leggere, scrivere ed ha una passione quasi ingestibile per le cose oscene.

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