From Dusk Till Dawn – Recensione 3×01 – Head Games

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Per la gioia degli amanti dei vampiri, del gore, del pulp e del tocco (voluto) di leggero trash, è tornato From Dusk Till Dawn, show non molto popolare ma meritevole di un’occhiatina soprattutto se siete abbastanza vecchi o cinefili da aver visto e apprezzato l’omonimo film originale del 1996.
Nonostante il suo creatore Robert Rodriguez (Planet Terror, Machete) avesse annunciato poco tempo fa che la season premiere sarebbe andata in onda il 6 settembre e ci avrebbe intrattenuti per ben due ore, ecco che il primo episodio (la prima metà della doppia premiere?) è stato reso ufficialmente disponibile con oltre una settimana di anticipo. Ma andiamo avanti.
Come già detto nel corso delle recensioni della scorsa stagione, questa creatura seriale del talentuoso Rodriguez espande di molto l’universo, la mitologia e i luoghi raccontati dal film e rielabora in maniera innovativa il materiale di partenza. E questo primo episodio di stagione non fa eccezione e preannuncia un terzo ciclo di episodi in grado di coniugare il cuore della pellicola originale a un mucchio di nuove idee che, sebbene a volte sembrino un po’ eccessive e/o confusionarie, finiscono per rendere From Dusk Till Dawn una serie diversa dalle altre, e non necessariamente in senso negativo (del resto “de gustibus…”).
“Head Games” ci mostra gli eventi salienti dall’esplosione dello storico locale notturno Titty Twister al presente, dove troviamo i nostri Gecko Bros. impegnati come Esattori per conto dei Nine Lords. Come se non bastasse, oltre a questo ingrato compito odiato in particolare dal buon Seth, ecco spuntare nuovi terribili nemici: il mostruoso Skull Keeper, molto evocativo e anni ’80, e Brasa, di cui abbiamo modo di vedere ben poco. Ma non è tutto, perché sul finire dell’episodio fa la sua comparsa una vecchia conoscenza che ha l’aria di portare molte grane con sé.
Questa 3×01 sembra una preview di quello che ci aspetta: l’Inferno, dice la Signora Venganza, sta arrivando e noi spettatori non vediamo l’ora di essere al fianco dei due fratelli Gecko per capire come affronteranno la cosa. Al loro fianco, immancabile, ci sarà il buon ranger Gonzalez (del resto lui è il Peacekeeper!) e probabilmente anche Santanico Pandemonium, che ritroviamo – per fortuna! – nel materiale pubblicitario. Non c’è da dire molto, dunque, su quello che è un episodio atto a mostrarci quelle che sono le premesse della stagione che ci accingiamo a seguire: oscurità in arrivo, atmosfere pulp, un tocco di gore e trash e un po’ di horror, per una nuova avventura che si preannuncia ricca di azione.
I due fratelli hanno il solito rapporto di amore-odio, Seth preferisce l’essere umano all’entrare tra i Culebra e il ranger è, al solito, intenzionato a salvare tutto e tutti. L’elemento di rottura, la novità, pare essere la piccola Katie, ora forza malvagia pronta a portare distruzione: un bel cambiamento rispetto all’adolescente dolce e buona che ricordavamo. Ma potrà essere salvata? Quanto e in che modo il Santa Sangre l’ha cambiata? Tutte domande legittime, visto che la ragazzina è uno dei perni dello show.
Tirando le somme, “Head Games” non è un episodio indimenticabile come furono i primi sette della prima stagione, ma sembra un buon inizio. Questo show, c’è da dire, può risultare un esperimento azzardato e forse ben poco riuscito per chi ha amato molto il film originale e gli è fedele, ma il segreto è fare tabula rasa del passato e godersi questa scanzonata avventura on the road senza fare troppi paragoni poco calzanti.

Passate da From Dusk Till Dawn – Italia per essere sempre aggiornati su questo show!

Vi avverto che, a partire dai prossimi episodi, troverete delle recensioni doppie e cioè una ogni due episodi.

Clizia Germinario

Grande appassionata di cinema, serie tv e cucina, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dei telefilm a fine anni ’90, ma ne sono diventata addicted solo diversi anni dopo. Non ho un genere preferito, pur avendo una spiccata predilezione per gli show (come i film, del resto!) che parlano di vampiri e licantropi o, più in generale, di soprannaturale: non per niente il mio serial preferito è l’ineguagliato “Buffy the Vampire Slayer”.

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