Game of Thrones – Sam è la chiave di volta della storia

Sam

Di tutte le grandi ed esplosive scene del finale di Game of Thrones, una sola stranamente spicca: Sam (John Bradley) che fissa inebetito ed eccitato la biblioteca.

I fan ci hanno ricamato su molte prese in giro, la maggior parte delle quali basate su La Bella e la Bestia. Ma è saltato fuori che questo potrebbe essere uno dei momenti più importanti nella storia della serie, ed ha tutto a che fare con il lampadario.

Per tutta la 6° stagione, Sam e la sua simil-moglie Gilly (Hannah Murray) hanno viaggiato verso l’erudita città di Oldtown (=La Cittadella) e Sam lo sta facendo per varie ragioni. Apparentemente punta a diventare il nuovo Maestro di Castle Black, il che significa che avrà più a che fare con attività incentrate sui libri mentre il resto dei Guardiani della Notte proteggerà inutilmente Westeros dagli zombie di ghiaccio.

Ma cosa più importante, è in missione per il suo migliore amico Jon Snow (Kit Harington) per scoprire in quale modo possono efficacemente sconfiggere gli Estranei. Le ricerche a Castle Black sono state inconcludenti, e solo nella biblioteca di Oldtown Sam sarà in grado (speriamo) di scoprire il loro tallone di Achille.

Questo è tutto quello che chi lavora a Uproxx è riuscito a notare mentre la telecamera girava intorno al massiccio deposito di libri: il lampadario è lo stesso astrolabio sferico che ci viene mostrato nella sigla di apertura.

Sam

Il tutto potrebbe essere solo un richiamo straordinario, ma c’è un altro dettaglio: gli occhiali d’ingrandimento che indossa il Maestro (Frank Hvam) che mette in difficoltà Sam, per la loro forma, potrebbero fornire la stessa inquadratura fish-eye (è un obiettivo fotografico o cinematografico ultragrandangolare che abbraccia un angolo di campo non minore di 180°) attraverso la quale osserviamo le terre di Westeros, ancora una volta nella sigla d’apertura.

Sam

Che cosa significa questo esattamente? È un divertente messaggio visivo di qualcosa con cui abbiamo vissuto per sei anni, o ha anche uno scopo più grande nella storia di Game of Thrones?

I libri di George R.R. Martin, sui quali si basa la serie, sono in verità intitolati A Song of Ice and Fire (Le cronache del ghiaccio e del fuoco) e non Game of Thrones. Nei libri, i racconti epici spesso assumono delle qualificazioni che non indicano specificatamente il modo in cui vengono distribuite. Per esempio, “Dance of Dragons” non è un bel balletto, ma il racconto della guerra di successione dei Targaryen. Quindi è ovvio che “A Song of Ice and Fire” non è il nuovo singolo dei Sette Regni, ma una storia.

Il punto cruciale di questa teoria è che qualcuno deve scrivere questa storia e deve raccontarla. Ci sono due opzioni, in realtà, ed entrambi hanno senso: potrebbe essere Sam o potrebbe essere Sam. Detto più chiaramente, l’autore potrebbe essere il nostro amato Samwell o potrebbe essere il suo figlio Sam.

È alquanto in tema, in effetti, se venisse confermata. Martin ha sempre parlato pubblicamente di come i suoi libri siano una risposta e un tributo al ciclo del Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. Questi libri sono anch’essi un racconto epico narrato dal migliore e più fedele amico del triste eroe dai cupi capelli arruffati Frodo. Quale amico? Samwise.

Questa non è una scoperta o qualcosa del genere. Samwell è sempre stato il personaggio con l’analogia più diretta tra le due serie. Quindi è ovvio che alla fine della storia Sam potrebbe essere l’unico a rimanere in vita in grado di raccontare questa storia, proprio come Samwise nel Signore degli Anelli.

Il che è una buona notizia, almeno uno dei due Sam (grande o piccolo) sopravviverà a tutto quello che accadrà negli ultimi pochi episodi dello show. E sappiamo anche che la serie finirà, molto probabilmente, con Sam 1 o Sam 2 che racconta l’epica storia di Jon e Daenerys (Emilia Clarke). Come ci arriveremo, però, è ancora tutto da definire.

E pensare che tutto questo è scaturito da un semplice lampadario. Sia sarebbe così orgogliosa.

Voi che ne pensate di questa teoria? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte

Serendipity

Per descrivermi basterebbe dire che sono un'accozzaglia di immaginazione, sogni e passioni. Archeologa con mille interessi come la lettura, il cinema, il basket, la danza e la fotografia. Sono cresciuta a pane e serie tv. In tempi non sospetti ero già un'addicted di telefilm come Stargate SG1, Streghe, Buffy-l'ammazzavampiri, Xena:la principessa guerriera, Hercules, Sex and the city... fino ad arrivare ad oggi dove riconosco i giorni della settimana solo in base alla puntate che devo vedere.

8 Comments

  1. Infatti per tutta la sesta stagione mi sono chiesto perche’ sia stato dato cosi’ tanto spazio a Sam che ( almeno in apparenza ) sembrerebbe essere un personaggio minore di GoT.
    Oltre a quello che hai scritto aggiungerei il fatto che Sam ha la spada di Valyria rubata al padre e pure questa potrebbe avere un importante significato nella lotta finale.
    Infine, sicuramente Sam nella biblioteca trovera’ qualche importante rivelazione/informazione da usare contro gli uomini di ghiaccio o , forse addirittura, sara’ (anche) lui a scoprire le vere origini di Jon Snow (ormai lo sa tutto il mondo ma chi lo ufficializzera’ nella serie TV ? forse Bran che grazie alle visioni ha assistito al parto ?)
    Che ne pensi ?
    grazie e ciao

    NB: non ho letto i libri , quindi sono totalmente ignorante in materia 🙂

    1. Sono super iper certa che Sam ad un certo punto della storia diverrà cruciale, è l’unico, oltre a Tyrion, ad essere in grado di capire se c’è un modo per sconfiggere gli Estranei. Poi non so, il modo in cui Martin l’ha sempre descritto, le avventure che gli ha fatto vivere, mi ha sempre dato l’impressione di essere uno di quei personaggi che all’inizio reputi inutili, ma poi ti risolvono la situazione. Per la questione di Jon non so, lo scenario più probabile è che sarà Bran a dire la verità, ma non è escluso che Sam ci arrivi da solo tramite ragionamento, non so se si è capito ma ho molta fiducia in questo personaggio >.<

      1. Vista la prima puntata dell’ottava serie, direi che ci hai visto lungo

  2. Sono sincero, non ho capito. La storia non ha un punto di vista, ne ha tanti quanti i suoi personaggi e non ha voce narrante. Non capisco la storia degli occhiali: dite che Sam è miope o ipermetrope?
    Credo che Sam scoprirà qualcosa di importante e lo riferirà a Jon. È interessante pensare ad esempio che come il padre di Sam ha combattuto per un Targaryen, ora anche lui “combatte” per un Targaryen

    1. La questione degli occhiali è solo uno dei fatti, un po’ tirato secondo me ma non per questo impossibile, che la teoria presenta. In pratica, il modo in cui si vede la mappa nella sigla di apertura in termine tecnico si chiama fish eye e i fautori della teoria pensano che quegli occhiali siano un riferimento a questa tecnica. Spesso, chi ipotizza queste teorie tende a vedere anche in cose stupide un indizio, ma rimane il fatto che secondo me, fish eye o no, Sam è davvero uno dei personaggi importanti della storia, a pari merito di Bran. D’altronde la saga si chiama “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” e se ci sono delle cronache qualcuno le deve pur raccontare, e lo zio non è uno che inserisce dettagli a buffo nei titoli. Mi piacerebbe davvero vedere Sam che combatte al fianco di Jon, e, molto probabilmente, il fatto che abbia rubato la spada è perché lo farà. Voglio la settima stagione subito! 😀

  3. Stiamo parlando della serie oppure dei libri? Perché l’ipotesi che sia il piccolo Sam a scrivere questa cosa non è possibile nei libri. E non aggiungo altro per evitare spoiler ad altri lettori.

    Domanda importante: prima di scrivere certi articoli vi documentate un po’ oppure andate a sentimento?
    Per prima cosa non capisco il perché usiate i termini inglesi, cosa che sembra pretestuosa e stona tantissimo. Inoltre “Oldtown” non è la traduzione di “La cittadella” visto che sono due cose diverse. “Oldtown” è “Vecchia Città” e “La cittadella” (“Citadel” in inglese) è il luogo all’interno di “Vecchia Città” dove studiano i maestri.
    Inoltre avete detto che è Samvise (SamVise non SamWise) a scrivere il Signore degli anelli mentre il suo autore è Frodo. Sam ne scrive solo la fine o meglio Frodo lo invita a farlo. Questa scena c’è anche nel film quindi non è necessario aver letto i libri, vi bastava guardare per bene Il ritorno del re.
    E, ultima cosa, gli Estranei non zono zombie di ghiaccio. Gli Estranei sono esseri viventi. I non morti sono un’altra cosa. Martin lo ha ripetuto fino allo sfinimento.

    Ormai tutti scrivono de Il trono di spade, è possibile chiedere agli autori di documentarsi meglio? In rete ci sono già abbastanza post scritti da chi non ha capito niente della storia.
    Grazie.

    1. Rispondo con ordine… è chiaro che si sta parlando della serie tv, visto che si parla di Game of Thrones e non de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, inoltre non so se hai notato ma parliamo principalmente di serie tv qui, quindi non vedo perché qualcuno avrebbe dovuto pensare che ci stessimo riferendo ai libri. Abbiamo tenuto i nomi originali perché di solito preferiamo così, può sembrare pretestuoso ma se a noi piace così non vedo quale sia il problema… Il Cittadella tra parentesi è stato messo per specificare dove si trovi Sam non per indicare una qualsiasi traduzione, chiunque abbia visto la serie penso ci arrivi senza bisogno di specificare.
      Per quanto riguarda il Signore degli Anelli, come detto prima preferiamo usare i nomi originali—> Samwise, che in italiano avrebbe dovuto essere tradotto al max con Samsaggio, ma all’epoca preferirono Samvise e ok ci teniamo sta storpiatura, però se vogliamo metterci a discutere su tutto allora il nome corretto è quello usato da noi e non quello deciso arbitrariamente dalla casa editrice italiana Astrolabio nel 1967. Inoltre se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i, il libro del signore degli anelli è scritto da Frodo e finito e pubblicato da SamVise ma nel film la voce narrante di tutto è quella dell’amico Sam che racconta questa storia, non quella di Frodo, quindi non è tecnicamente sbagliato scrivere che l’epico racconto è NARRATO (non scritto) da Sam.
      Passiamo ora agli Estranei. George Martin può dire quello che vuole, MA qui stiamo parlando di serie tv e non di libri e nella serie tv David Benioff e DB Weiss hanno fatto vedere morti che risorgono come White Walkers… Ed infatti i corpi di chi muore oltre la Barriera vengono bruciati per evitare che questo possa succedere. Ora, finché non mi diranno esattamente cosa e perché sono, io sono libera di chiamarli zombie, non morti o come mi pare… La definizione di Zombi dal dizionario Treccani è la seguente: “Nel rito vudù, il fantasma o comunque la persona che, dopo il decesso, si pretende sia richiamata in vita da un boko, sacerdote vudù dedito a pratiche di magia nera e di cui lo zombi diviene lo schiavo, utilizzato per lavori infimi o addirittura illeciti e malefici (nella realtà etnografica si tratta per lo più di individui in stato di torpore letargico o di psicolabili); la figura, oggetto di racconti e poi di film dell’orrore, è diventata un personaggio di genere, contrassegnato da un aspetto cadaverico e da un atteggiamento allucinato e abulico, che spesso cerca di afferrare i viventi per cibarsene e ridurli nella sua stessa condizione”. Fino a quando non daranno una spiegazione diversa, direi che questa descrizione calza a pennello.
      Quindi prima di criticare le scelte o gli articoli o le traduzioni altrui, si prega di verificare quello che si scrive.
      Grazie

    2. Precisiamo prima un punto: quando scrivi di Game of Thrones è impossibile non lasciarsi trasportare dai sentimenti! Detto questo Chiara (grazie Chiara) ha già risposto in modo esaustivo alle questioni Signore degli anelli (prima di accusare qualcuno di non documentarsi faresti bene almeno ad essere certo di non dire cavolate. SamWise, e non SamVise, l’ho lasciato volutamente in inglese per sottolineare la somiglianza con il nome SamWell) ed Estranei (ho trovato la definizione zombie di ghiaccio davvero calzante e divertente). Per quanto riguarda il lasciare i nomi originali, questa è stata puramente una mia scelta che si basa essenzialmente sul fatto che guardo la serie in inglese e quindi mi suonano più familiari, sostenuta poi dal fatto che la serie è talmente famosa anche in lingua originale che non c’è bisogno di fare la traduzione dei nomi. Come dice Chiara, è ovvio che La Cittadella non è la traduzione di Oldtown, se avessi messo Vecchia Città probabilmente nessuno si sarebbe immediatamente ricordato che è il luogo dove si trova La Cittadella, pensavo che così fosse più immediato, errore mio hai ragione, molto pretestuoso perché non sai mai chi può leggere…
      Ultimo ma non ultimo, come puoi vedere da quella parola sottolineata alla fine “Fonte”, l’articolo non è scritto di mio pugno, ma è una traduzione rivisitata di un altro articolo, ma anche se fosse, mai avrei la presunzione di scrivere un articolo su qualcosa che non conosco o lasciare commenti con nozioni palesemente sbagliate…

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