Grey’s Anatomy – Trecento episodi dopo…

L’ultimo episodio andato in onda di Grey’s Anatomy è molto importante perché segna un traguardo di tutto rispetto per la serie di Shonda Rhimes. Con “Who Lives, Who Dies, Who Tells Your Story”, settimo episodio di questa quattordicesima stagione, siamo arrivati a 300 puntate andate in onda.

Numero importante, forse impensabile per Shonda Rhimes quando andò in onda con la prima stagione composta da solo 9 puntate. Ma è un risultato che mostra quanto ancora Grey’s Anatomy sia uno degli show più guardati del canale ABC e conosciuto in tutto il mondo.

Per questo avvenimento, la creatrice dello show, Shonda Rhymes, ha scritto sul suo sito un lungo e sentito post, per ringraziare i fan e esprimere quello che prova ad essere arrivata così lontana.

Vi riportiamo la traduzione del post originale che potete trovare sul sito Shondaland.

 

 

E’ successo per 300 volte. Abbiamo creato 300 script, costruito la location 300 volte, scelto la musica 300 volte e abbiamo avuto 300 registrazioni finali. Trecento di questo e trecento di quello..

Ma se torno indietro, ci stava solo una cosa di tutto questo, l’unica, ed era il giorno che abbiamo girato il pilot di Grey’s Anatomy, la mia prima volta in TV.

Me la ricordo bene. E’ stata la prima scena che abbiamo filmato. Gli specializzandi uscivano dagli spogliatoi per la prima volta. Meredith, George, Cristina e Izzie camminavano nervosamente mentre andavano a incontrare la “Nazi”. Discutevano su come potesse essere e se fossero vere tutte le storie che avevano sentito. Arrivati alla fine del corridoio, si trovano davanti la Dr. Bailey, che li fulmina all’instante con il suo sguardo. Il suo dialogo era chiaro e semplice. Gli disse le regole dell’ospedale, cosa dovevano e non dovevano fare.

Sapete quale è la cosa più incredibile di questa scena? Ellen Pompeo, T.R. Knight, Sandra Oh, e Katie Heigl quando sono usciti dallo spogliatoio e hanno percorso il corridoio fino a incontrare la Dr. Bailey per la prima volta, allo stesso momento vedevano Chandra Wilson per la prima volta, la sentivano parlare per la prima volta.

Chandra fu molto professionale, disse la sua battuta sulle cinque regole, completamente immersa nella parte della dottoressa Bailey. Tutto il gruppo formato da loro quattro invece scoppiò a ridere all’instante, Chandra invece non uscì dal personaggio, rimase immobile a fissarli dal basso verso l’alto, con lo stesso guardo della Bailey. Pompeo e il resto del cast si ammutolì completamente di fronte a questa scena e lo stesso noi della regia. Da quel momento capì non solo che Chandra Wilson era la scelta perfetta per il ruolo, ma che stavamo creando qualcosa di veramente magico.

Per me questa scena, rimarrà sempre una vera magia, una sorta di miracolo. Vedete, a suo tempo mi ritrovai al pc a scrivere il pilot di Grey’s Anatomy mentre allattavo mio figlio Harper che aveva solo quattro mesi. Un anno dopo, ero sul set a dirigere quello che avevo scritto, con cinque attori che avevo scelto io personalmente! Sogni qualcosa, la immagini nella tua testa, butti la tua idea sul computer e BAM tutto diventà realtà.

Sapete come ci sente quando è il vostro compleanno? Quel momento quando sei davanti la torta con le candeline accesse, mentre tutti cantano “tanti auguri a te” e hai quel senso di felicità che ti pervade sul momento? Mi sono sentita così quando ho scritto il pilot e ho visto la puntata in TV. Tutta quella scena e il pilot, sono stati pura magia per me. Quella volta mi sono innamorata del mio lavoro e non credevo fosse una cosa possibile.

Ma invece è possibile. Puoi innamorarti follemente del tuo lavoro, trasformandolo in una vera vocazione.

In quei primi giorni, tutto sembrava nuovo. Tutto era un esperimento, ogni canzone piazzata nella puntata, ogni storyline, ogni errore e ognuna di queste cose, ha creato lo show come lo vediamo adesso. E allo stesso momento ha creato me stessa per quella che sono.

Non mi piace dire alla gente che spesso mi identifico con il personaggio di Meredith Grey. Sento che è una cosa troppo personale, tanto da aver paura a sussurrarlo a me stessa.

Ma ormai è inconcepibile pensare allo show e non identificarmi nella sua protagonista. Ellen Pompeo stessa è molto simile a me e non lo credevo possibile. Basta guardare i vecchi episodi per farsi un’idea…

Vi confesso un segreto. Quella nello show in effetti sono io, non letteralmente ma quasi… Stagione dopo stagione, ho inserito pezzi della mia vita nella serie. Ho rappresentato me stessa in ogni personaggio. Ho scritto le mie storie, i miei amori, le mie rotture, la mia famiglia, i miei amici, le mie vittorie e miei disastri. Ho rappresentato la mia vita e quello che sono, in ogni episodio. Per me la serie, è diventata una sorta di diario. Posso guardare un episodio e ricordarmi come era la mia vita in quel momento quando avevo scritto la puntata.

Creare “Grey’s Anatomy” mi ha dato un modo per dare senso alla mia vita e metterla in ordine. Mi ha dato modo di risolvere i miei problemi, di immaginare come andrà la mia vita, di sognare, piangere e gioire allo stesso momento. Continuo ad aspettare quando tutto questo finirà, quando la gente si stancherà di sentire questa storia, ma i fan da tutto il mondo sono persone fantastiche.

E così 300 episodi sono andati in onda. Harper che aveva 4 mesi durante la stesura del pilot, ora ha quasi 15 anni e siamo quasi a metà della quattordicesima stagione. T.R., Sandra e Katie sono andati avanti con le loro carriere ma “Grey’s Anatomy” è ancora qui e continua a essere uno dei programmi più visti il giovedì sera in America e ad avere un successo planetario. Il cuore dello show continua a battare. Ellen con Meredith è il cuore dello show. Chandra con Bailey è l’anima dello show. Jim Pickens Jr. con Webber è la coscienza dello show. E Justin Cambers con Karev è il fuoco dello show. So che tutto questo può sembrare troppo sdolcinato, ma è la pura verità.

Ho imparato a scrivere una serie televisiva grazie a “Grey’s Anatomy”. Ho imparato a essere una leader, a crescere veramente come un’adulta, insomma, ho imparato tutto grazie a “Grey’s Anatomy”.

Ma la cosa di cui sono più orgogliosa è del ruolo delle donne in questo scenario.

Ellen una volta mi confessò che con questo show, noi due avevamo preso un vero impegno reciproco. E in questi anni si è dimostrata una spalla insostituibile, regalandomi un’amicizia così forte che spero tutti riescano a trovarne una simile nella loro vita. Questo legame tra noi due è una parte fondamentale che manda avanti lo show.

In questo ambiente lavorativo abbiamo formato un team di donne da cui ho appresso tantissimo in questi anni, a partire da Ellen, Chandra, Sandra e tutte le donne del cast, insieme a tutte le donne della regia come Krista Vernoff, Betsy Beers, Linda Lowy, Linda Klein, Debbie Allen e tante altre. Ci sono naturalmente anche uomini fantastici che mi hanno aiutato e tutt’ora mi aiutano in tutto. Ma questo show è costruito sulla storia di donne forti e professionali, che competono e allo stesso tempo si supportano a vicenda. E’ tutto reale, non è solo uno show, è la nostra vita.

E’ sempre “Grey’s Anatomy” ma è anche le persone che lavorano a “Grey’s Anatomy”.

Sogni qualcosa, la immagini, la trascrivi al pc ed ecco a ritrovarti gli scenari della tua vita rappresentati in TV.

Per ogni episodio che avete seguito, grazie dal profondo del mio cuore. Grazie a tutti voi fan della serie che avete permesso a me e a tutto lo staff di arrivare così lontano, siete parte della mia vita e della mia famiglia per sempre.

Shonda Rhimes

 

Fonte: Shondaland

 

 

About Wilfred

Quando nel 2007 ho scoperto che per vedere le ultime due stagioni di OZ dovevo usare i sub in inglese, è stato l'inizio della fine.

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