How To Get Away With Murder – Recensione 5×02 – Whose Blood Is That?

Secondo episodio di HTGAWM e primo caso per la classe di Annalise Keating, si ritorna finalmente al procedural, che ci ha fatto tanto amare questo show.

Con il passare degli anni ci rendiamo conto, come questa componente sia fondamentale e renda l’amalgama delle trame più compatti, mostrandoci lati più reconditi dei personaggi, attraverso i casi che ci vengono proposti.

Sempre sul pezzo e attuale, questo episodio racconta di una donna queer mussulmana, accusata dell’omicidio della moglie, dopo aver ottenuto la greencard. Come al solito, dietro una trama semplice, viene fuori il tema del razzismo, che anno dopo anno ci è stato posto in qualunque salsa e proporzione, e a noi non fa altro che piacere.
È giusto che se ne parli ferocemente, che questa serie sia un medium per rendere chiaro ciò che persone con background differenti da quello canonico sono costrette a subire. Peter Nowalk, spalleggiato da Shonda Rhymes, da anni è portavoce di questo messaggio, lo si denota dalla forte componente multietnica e LGBTQ+ friendly, ma questa non è una novità.

L’episodio riesce ad essere interessante, perché mette in luce le debolezze e la capacità di reagire dei personaggi principali.
Whose blood is that? ci ricorda come tutti stiano sanguinando e soffrendo nel trovare il proprio posto, combattere i propri demoni e dimenticare il proprio passato.
La prima è Micaela, con la sua caduta durante la scorsa stagione, riesce a ribaltare a situazione, abbattendo il senso di colpa scatenato dall’odio da parte dei suoi amici, più che dalla presa di coscienza.

Micaela vince il suo primo caso della stagione, ma prima di tutto i suoi demoni, se non ci fosse riuscita, avrebbe assicurato a Nanda le stesse pene che Simon sta presumibilmente vivendo a causa sua.
È sempre stupefacente analizzare il suo personaggio, una piccola Annalise Keating in miniatura, che lotta per non essere succube come Bonnie, e spesso per la sua anaffettività e efferatezza nelle scelte rischia di essere la copia carbone del suo mentore.

Uno slancio verso l’evoluzione lo ha avuto anche Asher, che è riuscito attraverso le doti acquisite negli anni ad accaparrarsi un tirocinio presso Miller, aka ex tirapiedi di Denver, aka nuova fiamma di Bonnie.

Proprio lei sembra essere la chiave della stagione, e riusciremo a scoprire cosa si cela dietro questo personaggio abbastanza inquietante e meno cristallino di quanto ci aspettiamo. Con la sua aria innocente e la prosopopea da succube ci ha tirato parecchi colpi bassi, primo su tutti l’omicidio di Rebecca.
I suoi traumi riescono in qualche modo sempre ad allontanarci dall’idea che sia lei il carnefice, ma in questa stagione forse non saranno abbastanza.

È più che assodato che lei sia la madre di Gabriel e pare che lo abbia rapito dopo la sua nascita, ma per ora è troppo presto per  sapere come siano effettivamente stati divisi.
Il figlio di Bonnie risulta inquietante almeno quanto sua madre, dal telefono a conchiglia, impossibile da hackerare al perché sia così poco preso dalla competizione scolastica fin troppo viva nel gruppo. È strano vedere qualcuno così rilassato e voglioso di far conoscenze all’interno dell’ambito universitario della Middleton, che risulta quasi sospetto.
Quindi risulta lecito domandarci se lui sia così ingenuo da non rendersi conto che sia nel mirino di Frank, per l’appunto, essendo così attento alla sua privacy da avere un cellulare del secolo scorso pur di non essere intercettato.

Il finale dell’episodio ci dà qualche frammento interessante, non era Laurel ad aver portato via il suo bambino, né Micaela, che ha notato il sangue sulla caviglia di Bonnie.
Il dato che riesce a darci uno spunto interessante è proprio il fatto che Laurel non fosse preoccupata per l’assenza di suo figlio, ciò implica che la persona che ha perso la vita sia un suo amico, o qualcuno di cui lei si fida molto.

Per essere un Red Wedding degno dell’originale, il totomorto in questione potrebbe essere Oliver, al quale in questo episodio è stato affidato spesso Christopher. A supportare questa teoria, c’è il fatto che né Oliver, né Connor siano stati inquadrati al loro matrimonio.
E voi credete che questa stagione di How To Get Away With Murder sia quella finale per i Coliver? Noi speriamo di no, e intanto, nell’attesa del prossimo episodio vi consigliamo di visitare le nostre pagine amiche: How To Get Away With Murder Italia e Matt McGorry Source

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Mi dicono che parlo troppo e ho provato a stare zitta, ma dite che una che ha messo in difficoltà pure Kit Harington ce la possa fare? Sono fatta al 100% di caffeina e citazioni di It's Always Sunny in Philadelphia

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