Le assurde sinossi di Netflix e il loro effetto sulle giovani menti (parte 3)

Bentornati adorabili fancazzisti e fancazziste, voi, che spendete la maggior parte del vostro tempo libero Bingeando i prodotti di Netflix e che, alla sera, accendete una candela al vostro personalissimo altare col logo della HBO.

In questa terza puntata della mia rubrica ci occuperemo, come promesso, di peli.
E no, non sono qui a profetizzare il fallimento di tutti i centri estetici della Penisola e nemmeno a sostenere la secsitudine delle fanciulle dall’ascella boschiva.
Per quello c’è già Tinto Brass.
Oggi parleremo di adolescenti che, in varie misure, hanno a che fare, all’interno degli intrecci narrativi delle serie che li vedono protagonisti, con l’inaspettata crescita di peli su ogni centimetro quadrato della loro epidermide.
Perché è solo di questo che parlano le due opere che andremo a sfottere, no?

No???

 

TEEN WOLF

Santa miseria, questa serie ha un titolo talmente didascalico che basterebbe esso stesso a far capire ad un ignaro avventore il tema trattato…ma no, a Los Gatos devono per forza metterci quello spin talmente weird che, poi, costringe gli scassapalle come me a creare una rubrica simile.
Come già detto in precedenza io non sono un espertone di serie tv, non ne ho viste tantissime e questa non è da meno; però non ci vuole chissà quale sforzo per immaginare di cosa parli, vero?
Narra sicuramente le vicende di un giovane adolescente americano costretto dal proprio allenatore di football della High School ad assumere steroidi per eccellere come quarterback, assunzione che porta il giovane protagonista a soffrire di un rarissimo caso di ipertricosi non genetica con correlati attacchi d’ira…vero?
Ok, il nostro protagonista si ritroverà con lunghi peli sui palmi delle mani (senza essere un fan di Carmella Bing e Gianna Micheals) e con un’accusa di omicidio plurimo preterintenzionale…ma vuoi mettere correre le 60 yard in meno di 4 secondi?
Steve Rogers, tu e il tuo siero del super soldato non siete nessuno!

Dite che mi sbaglio?
Pensate che la sinossi summenzionata sia fedele alla storia originale e le renda anzi onore?
Che dire allora del prossimo caso?

WOLF BLOOD

Suppongo che anche questa serie tratti -parlando seriamente- di licantropi in età prepubescente, ma messa giù così onestamente non vedo molta differenza fra la protagonista (sicuramente vittima di chissà quale articolata maledizione voodoo che la costringe a trasformarsi nell’alter ego di Remus Lupin ad ogni luna piena) e mia sorella quando aveva 13 anni.
O 17.
O 30.

Chiudiamo la breve carrellata di questa settimana con una sinossi che, in sé per sé, non è del tutto delirante o ridicola, ma che involontariamente presta il fianco per qualche educata freddura.

SHADOWHUNTERS: THE MORTAL INSTRUMENTS

Minchia! E io che a 18 anni volevo il motorino!

E anche per oggi è tutto fedeli lettrici e lettori di Serial Crush, vi do appuntamento a settimana prossima e, già che ci sono, visto che sono uno sfaticato che non ha voglia di fare un cazzo sono una persona estremamente impegnata e uno scrittore di fantascienza di successo, chiedo umilmente il vostro aiuto: se anche a voi capita di trovarvi davanti ad assurde sinossi made in Netflix (ma va bene qualsiasi altra piattaforma) vi prego di segnalarle sui vari canali del sito, sarà per me un piacere immaginare per voi delle storie sufficientemente assurde da poter andare a braccetto con loro!

Alla prossima!

About Zed Heychfrau

Un neofita delle serie tv, capitato per caso da queste parti. Detesta la maggior parte delle casate di Westeros, spera che Arya Stark uccida milioni di persone e che Hodor resusciti per sposare Brienne di Tarth. Nella vita di tutti i giorni adora la sua personale Trinità formata da Peter Parker, Rocket Raccoon e l'Orso Paddington, inoltre è convinto di essere uno scrittore di romanzi di fantascienza, così come è convintissimo di averne già pubblicato uno. Lasciatelo perdere e non dategli da mangiare dopo mezzanotte. Tra l'altro non si chiama davvero Zed.

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