Lucifer – Recensione 3×11 – City Of Angels?

Lucifer che combini? Era davvero necessario questo salto indietro nel tempo? Un episodio invero poco significativo da un punto di vista della trama e del quale sinceramente se ne poteva benissimo fare a meno.

Alle origini della fuga.

La storiella di come Lucifer sia arrivato a Los Angeles, come abbia ottenuto la possibilità di restarci contro il volere del Padre celeste, ci incuriosiva, un lieve fremito di interesse muoveva la nostra mente, una via di mezzo fra “Buono a sapersi” e “ma chi se ne frega”.

Lucifer è attratto da Los Angeles.

Ho quindi approcciato l’episodio di Lucifer cercando delle motivazioni (che sicuramente ci saranno) per le quali la FOX ha buttato in uno stagno ricco di coccodrilli da paura (parlo degli sviluppi della trama principale) una ranocchia malconcia che sinceramente, giunti alla 3×11 non ho apprezzato per nulla

Lucifer dunque è giunto nel luogo dove inizia il suo essere attratto da ciò che è terreno, caduco (licenza poetica n.34586999), mortale. L’inferno è noia, urla disperate, condanne sisifee, meglio perdersi fra le braccia morbide della luminosa Los Angeles, tuffarsi fra i piacere orgiastici di seducenti donne e uomini mortali.

Amenadiel il più forte fra gli Angeli.

Paparino però non può consentire a Lucifer di lasciare il suo eonico incarico di capo degli inferi e pensando di fare una cosa logica, manda giù Amenadiel per tirare un po’ le orecchie o le corna a Lucifer e riportarlo nella sua sede. Peccato che Amenadiel sia un vero disastro sulla terra.

Amenadiel il potente angelo di Dio che deve portare Lucifer all’inferno…

Mi domando se Amenadiel ci è o ci fa perché sinceramente non è concepibile che un angelo tanto potente, che controlla il tempo che tiene testa a esseri sovrannaturali possa perdere la sua preziosa collana perché un rapinatore ultrasessantenne gli spara due colpi da una ridicola pistola.

Persino la storia costruita sopra non regge, sa di diafano di leggero, e forse nella testa degli autori l’indagine in se non doveva reggere, ma doveva reggere tutto ciò che gli ha girato attorno, a partire dal coinvolgimento di Chloe ed Espinosa.

Due colpi di pistola e il potente Angelo Amenadiel è a terra.

Diciamo che se Amenadiel è l’angelo più potente di Dio, siamo messi malissimo.

L’indagine e le scelte.

Quindi mi sono detto, mentre guardavo l’episodio: adesso accadrà qualcosa di clamoroso, l’indagine porterà a scoprire che la collana è stata rubata da un nemico ultraterreno di Lucifer o Amenadiel, ci sia uno straccio di collegamento fra questo episodio e la storyline principale.

Inutile come quasi tutto l’episodio persino la scazzottata fra Lucifer e Amenadiel.

Niente di tutto questo. Un’indagine scialba, degli attori che abbiamo visto fare performance convincenti, sotto il sotto tono e l’amarezza di constatare che le scelte fatte da Lucifer alla fine sono state determinate non tanto dalla sua volontà di opporsi a un Padre poco incline a lasciare suo figlio libero di decidere il proprio destino, ma da un banale ricatto morale portato avanti da Lucifer verso Amenadiel, come se quest’ultimo potesse salire in cielo da Dio e dirgli: “Scusa Padre, ma lui mi ha aiutato con la collana e così ti ho disubbidito lasciandolo sulla Terra”

Lucifer è determinato ma forse non sa che Dio sa pianificare meglio di lui.

Dio credo avrebbe rimpianto la nuova Alleanza con gli uomini portata dal figlio e avrebbe molto volentieri ripreso il ruolo di Dio crudele e vendicativo della Bibbia e come dargli torto? Solo il pensiero che tutto questo non sia altro che qualcosa di predeterminato da Dio, in quanto onnipotente, così come lo è stata la nascita di Chloe, evita di commentare in maniera ancora più dura questo episodio.

Conclusioni e delusioni.

Come diceva uno che la sapeva lunga, Franco Califano, l’episodio di Lucifer  è stato per tutto il resto noia. Noia la storia, noia i personaggi davvero indegni  della fama fin qui avuta, noia la stucchevole storiella della collana e della promessa.

La mia faccia alla fine di questo episodio di Lucifer.

Salvo la scena in cui Maze taglia le ali di angelo a Lucifer, l’unica dove ho davvero ritrovato lo spirito vero di questa serie TV, che per nostra fortuna ha esaurito le puntate senza senso e da adesso in avanti ci accompagnerà, si spera linearmente, verso il finale di stagione.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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