Mom – Il produttore Chuck Lorre discute del finale

[Attenzione, spoiler sul finale di stagione!]

 

Una sorprendete uscita ha scosso il finale della seconda stagione di Mom, quando il piccolo Roscoe ha chiesto di trasferirsi da suo padre Baxter, andando via da quella casa sempre più tossica, condivisa con la madre Christy e la nonna Bonnie.

Mantenendo, naturalmente, la risata per tutto l’arco narrativo iniziato con la ricaduta di Bonnie nell’abuso di droghe e alcol – ed il successivo risentimento pieno di rabbia della figlia Christy – la serie ha dato prova di essere “il lavoro più impegnativo” della carriera del produttore esecutivo e co-creatore Chuck Lorre. “Dobbiamo sempre onorare il fatto che stiamo facendo una comedy, ed io non voglio perdere di vista questa cosa“, dice a TVLine. “Ma allo stesso tempo, sin dall’inizio la promessa della serie è stata quella di affrontare problemi della vita vera che hanno un impatto su tutti.

Per questo motivo, l’episodio di giovedì scorso ha seguito Christy mentre anche lei ha preso la decisione di andar via da casa di Bonnie, per poi scoprire che le dimore dei suoi amici e familiari non sono fatte per lei. Nella scena finale, l’alter-ego di Anna Faris ritorna sul divano del salotto, tra le braccia della madre (che a sua insaputa ha inutilmente cercato di localizzarla, andando in giro in bici) e a contemplare il potere della seconda (e terza e quarta) possibilità.

TVLine ha spremuto Lorre affinché rivelasse qualche dettaglio sulla decisione di far interagire solo la Faris e Allison Janney all’inizio e alla fine della puntata, sull’evoluzione dello show in una pièce d’ensamble su donne forti, e sulle idee che lui ed il team degli scrittori metteranno in moto per la terza stagione.

Sembra che avessi piantato dei semini per tutta la stagione riguardo al malcontento di Roscoe – dal momento in cui si è trasferito nella sua stanzetta piccola quanto un armadio. Quanto tempo fa avete preso la decisione di farlo trasferire da suo padre?
Abbiamo pianificato con qualche episodio di anticipo che tutta l’instabilità familiare nel finale avrebbe avuto un costo.

Negli ultimi episodi della stagione abbiamo avuto una Christy più arrabbiata che mai. È sempre stata quella la direzione che volevate prendere dopo che avete deciso che Bonnie avrebbe avuto una ricaduta?
Una delle prime domande che ci siamo posti è su chi avrebbe avuto impatto lo scivolone di Bonnie, e quanto avrebbe dato al personaggio di Anna una possibilità di sentire veramente quello che sta sentendo nei confronti della madre. In un modo strano, è Christy quella che sta pagando il prezzo, emotivamente parlando, per la ricaduta di Bonnie nelle droghe e nell’alcol. E questa è una storia che non viene raccontata molto spesso – sicuramente non in una sitcom. L’arco è stato anche una grande opportunità per Anna di rappresentare un’ampia gamma di emozioni. Prendi quella scena a fine penultimo episodio, in cui Christy è all’incontro degli Alcolisti Anonimi e riconosce che la sua rabbia è legata alla paura che aveva da bambina: se sua madre non sta bene, lei non sta bene.

Abbiamo anche avuto una meravigliosa battuta di Christy a metà episodio: “La strada verso la felicità ti conduce via da tua madre”.
Quella era solo rabbia. La strada verso la felicità, in realtà, è la strada verso la propria responsabilità e la consapevolezza di sé. È questa l’unica strada che conosco. Christy non era in grado di gestire l’idea di perdere suo figlio.

Lo schema finale è stato interessante: Christy che rimbalza di casa in casa, Bonnie che la insegue con la bici. Come ci siete arrivati?
Volevamo che il personaggio di Anna facesse un viaggio, uno che la riconducesse a casa. Ad un certo punto ci siamo resi conto che stavano accadendo due storie: una che riguardava la fuga e l’altra invece Bonnie che la rincorreva, cercando di fare ammenda e di fare la cosa giusta. Ed il modo per fare ciò era inseguirla e non avere successo. Ma poi abbiamo avuto la grande opportunità di scrivere quella scena per loro alla fine dell’episodio, sul divano – dove Bonnie ancora non ammette che la stava inseguendo. Abbiamo mantenuto il suo personaggi intatto. [Ride]

Nonostante due anni di sobrietà, la vita di Christy non è ancora facile. Quella battuta in cui dice che ha cercato di essere una buona madre e non è abbastanza è stata straziante. Con un colpo del genere per la sua fiducia, che direzione prenderà nella terza stagione?
Non sottovalutiamo il fatto che in quei due anni di sobrietà sia diventata manager del ristorante e sia tornata a scuola. E non sta contando su una relazione romantica che la possa salvare; sta contando solo su se stessa. Questa è una crescita enorme – lei potrebbe non rendersene conto, ma spero che il pubblico lo faccia. C’è un “due passi avanti, uno indietro” nella sua storia, ma così è la vita. Quando pensi che hai tutto chiaro sul lato sinistro, il destro inizia a fare i capricci. La sobrietà non è sinonimo di vita perfetta. Ti dà la possibilità di partecipare alla tua vita.

È piuttosto insolito avere in una serie TV un personaggio femminile principale, attraente, che per un’intera stagione non ha alcun approfondimento dei suoi coinvolgimenti romantici.
Questa cosa è fatta apposta. Volevo davvero che quest’anno fosse incentrato su queste donne ed i loro percorsi personali. Quello che fai normalmente in questo tipo di serie è precipitarsi nelle relazioni romantiche e trovare lì la commedia. Ma queste donne stanno scoprendo loro stesse, e questo sembra essere abbastanza. È sicuramente fresco e impegnativo da scrivere, ne andiamo molto fieri. Non c’è niente di male con il romanticismo, e noi non scappiamo da esso, ma questi personaggi stanno facendo percorsi diversi a questo punto delle loro vite.

Mom si è sicuramente evoluto in un vigoroso ensemble fatto di donne… Mimi Kennedy che interpreta Marjorie…
La nostra Obi-Wan Kenobi! [Ride]

E poi Jaime Pressley e Octavia Spencer… Quando hai creato il pilot, avevi immaginato che lo show sarebbe cresciuto e diventato quello che è adesso?
All’inizio vedevamo solamente Anna e Allison. Si è sviluppato lentamente, e fortunatamente siamo stati in grado di rimanere in onda abbastanza a lungo per cercare di dare più dimensione a queste altre donne. In questo momento è un ensemble incredibile. Guardi le scene con Jaime, Octavia e Mimi – aggiunte ad Anna e Allison – ed è piuttosto sbalorditivo.

La relazione di Violet con il suo professore (David Krumholtz) non è finita proprio con una nota positiva – dato che lui è finito a dormire sul divano dopo che voleva fumare una canna durante la visita di Christy. La loro relazione continuerà nella terza stagione?
[Ride] Quant’è fantastico quell’uomo? È spassoso, un attore molto abile ed intelligente. Spero che possiamo continuare la relazione. [Gregory] è in realtà una buona influenza per Violet – è una relazione strana, ma a volte quel tipo di relazioni funzionano.

Quali parti del finale della seconda stagione sono dei suggerimenti di quello che potrebbe succedere quando lo show tornerà il prossimo autunno?
La speranza per la serie è l’amore incondizionato che questa madre e questa figlia hanno l’una per l’altra, ed il modo in cui permette loro di tirare avanti. Le loro vite cambiano e crescono. È un amore impacciato, ma l’unione fa la forza, all’interno di una comunità come in famiglia, lo credo fortemente. Queste altre donne sono diventate un’estensione della famiglia e si sostengono a vicenda.

Fonte

About Claire

Superfan di Rizzoli&Isles, ha visto talmente tanti crime e procedural che vorrebbe diventare un cop americano o addirittura entrare nella FringeDivision. Sin da piccola ha nutrito la passione per i libri di Patricia Cornwell ed è molto incuriosita dalla medicina legale. Da un paio d’anni a questa parte, ha quadruplicato le serie da seguire ed è soprattutto diventata una EvilRegal accanita, grazie al fantastico Once Upon a Time e alla splendida Lana Parrilla! Sogna di vivere a Los Angeles per respirare appieno l’aria telefilmica, anche se negli ultimi anni Vancouver sta rubando la scena alla famosa località californiana. Se non fosse che fa troppo freddo, non sarebbe male vivere lì.

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