Once Upon A Time – Jennifer Morrison non si pente di essere uscita

Mentre Once Upon A Time si avvia verso la sua conclusione, Jennifer Morrison ha un’ultima possibilità per dire addio ad Emma Swan, visto che apparirà nel finale di serie in onda venerdì 18 maggio in America, e qualche settimana dopo in Italia. Dopo aver interpretato la salvatrice per sei stagioni, l’attrice aveva lasciato il drama sulle fiabe nel 2017. Era tornata brevemente all’inizio della settima stagione e poi aveva appeso al chiodo la sua caratteristica giacca rossa – una cosa che l’attrice dice di non esserne pentita. In questa intervista Jennifer Morrison riflette sull’eredità di Once Upon A Time e di come si sente a dire addio ad Emma Swan per sempre.

Hai avuto un po’ di tempo via da Once Upon A Time, ma sei pronta a dire addio ad Emma per sempre?
Credo. Penso di essere in una posizione dove, a causa del fatto che ho lasciato alla fine della sesta stagione, ho avuto un po’ più di tempo e spazio e me ne sono fatta una ragione. Lei è un personaggio che amerò per sempre, e di cui mi importerà sempre, ma sento davvero che ha fatto un viaggio straordinario. Ero così piena e soddisfatta di come lei sia cresciuta, di come sia cambiata e di dove sia riuscita ad arrivare nella sua vita e con le sue reazioni. Mi sento molto in pace, perché sento che lei è stata capace di crescere e di diventare tutto quello che speravo fosse.

Hai qualche rimpianto per aver lasciato Once Upon A Time nel momento in cui lo hai fatto?
No, sento che tutto è accaduto come doveva accadere. Il mio contratto era terminato. Sento come se la storia di Emma fosse arrivata naturalmente al suo lieto fine. Non c’era davvero un nuovo posto per lei dove andare. Le cose a cui miravamo dal punto di vista creativo in quei sei anni erano tutte arrivate al culmine in un modo magnifico. E per me personalmente, quelle cose che sono successe nell’ultimo anno della mia vita sono state incredibilmente importante sia personalmente che professionalmente. È stata assolutamente la cosa giusta per me.

Cosa ha significato per te avere un modello femminile forte da seguire come Emma Swan per le giovani di oggi in questa epoca?
Sto scoprendo a diversi livelli quale grande questione sia. Mi sento così fortunata per aver potuto interpretare Emma Swan ed essere stata capace di darle la vita per sei, quasi sette, anni. So come mi sono sentita quando sono andata a vedere Wonder Woman, e mi sono davvero commossa mentre lo guardavo. Non me lo aspettavo. Non mi aspettavo di commuovermi. Ma mi è successo perché ho pensato “Non posso immaginare se avessi 10 anni potrebbe esserci un supereroe femminile.” Non ci avevo mai pensato da bambina. Ed allora ho riflettuto “Oh mio Dio, così si sentono i maschi. Loro hanno tutti i supereroi.” È stata la prima volta che ho capito davvero perché le bambine e le giovani donne hanno avuto una risposta così forte nei confronti di Emma Swan, e perché le loro mamme sono rimaste così eccitate dal fatto che le loro figlie avessero questi sentimenti verso Emma Swan. Ha davvero messo in prospettiva per me di quale cosa speciale avessi fatto parte, perché finalmente lo vedevo dal di fuori, e guardandolo da un punto di vista diverso, sono riuscita a capirlo.
Quindi penso sia veramente importante e spero davvero che siamo solo all’inizio di moltissimi altri esempi simili. Spero davvero che nei prossimi cinque o sei anni, visto che ci sono molti progetti in sviluppo, riusciremo a vedere più supereroine, riusciremo a vedere più donne forti, intelligente che possono anche essere persone reali, proprio come Emma era una persona reale, ma alla fine possono superare le circostanze attorno a loro e compiere qualcosa di straordinario con le loro vite. Intendo un po’ come Lady Bird [il film di Greta Gerwig], una grande storia del diventare adulti per una giovane donna, ci sono 1000 grandi storie per giovani uomini e difficilmente per donne, o almeno poche di queste vengono proiettate al cinema. Quindi spero che nel lungo periodo riusciremo a guardare indietro e a vedere come Emma Swan sia stata parte dell’inizio di questo movimento verso questi personaggi e che molti di loro escano dall’ombra, in modo che ci sia più equità.

Qual è stata l’interazione più intensa avuta con un fan che ti ricordi ancora oggi?
Penso molto ai fan che parlano di come guardino lo show con i loro familiare e il fatto che ci siamo così poche cose ormai capaci di interessare più generazioni allo stesso momento. Può essere visto da un 15enne insieme ai genitori, o da un 12enne o ancora più piccoli. È bello che il contenuto sia aperto a tutti, ad adulti e ai giovani allo stesso tempo. In questo contesto c’è stata una persona che è venuta da me durante una convention e mi ha detto: “Questo ha veramente aiutato la mia famiglia, perché sono la matrigna dei miei figli. Eravamo davvero in difficoltà a mantenere un equilibrio con la mamma biologica e tutto il resto, e questo era un esempio di come si possa amare due mamme diverse.” Questo è stato davvero un potente esempio per i bambini, e ha portato unione nella loro famiglia allargata in un modo che è stato d’aiuto. Ho pensato che fosse una cosa bellissima da poter prendere da una serie tv.

Quale pensi che sarà l’eredità di Once Upon A Time?
Oddio, non lo so. Spero certamente che faccia parte dell’eredità della Disney. L’eredità della Disney tende ad andare verso l’idea che se puoi sognarlo, puoi farlo. Ma alla fine c’è la possibilità di situazioni speranzose nella vita, e una persona si deve prendere le sue responsabilità in quello che sera. Si può avere la propria versione di magia nella vita. Spero che riusciamo ad entrare in quella visione Disneyana della vita, e che alla fine riusciremo a entrare in quella eredità e a mandare lo stesso messaggio.

Puoi parlare dell’importanza del mandare a tutti il messaggio che tutti possono avere un lieto fine?
Penso molto a questo ultimamente, specialmente a causa del clima politico del mondo in cui ci troviamo, e dell’agitazione che scuote il mondo, e da quante cose negative siamo circondati ogni giorno. Ho parlato con altri artisti di questo, specialmente a New York nella comunità teatrale, e abbiamo parlato di come per molto tempo, l’industria si sia piegata all’idea che affinché qualcosa sia considerato buono deve essere molto cupo, molto pesante, mentre invece qualcosa che è speranzoso o positivo è considerato scadente. Allora, ad un certo punto come artisti e come comunità dobbiamo prenderci la responsabilità del fatto che abbiamo bisogno di mettere più positività nel mondo. Se tutto quello che facciamo è costantemente proporre l’idea di un futuro cupo, negativo, apocalittico nel mondo, nell’arte che facciamo, contribuiremmo a propagare questo messaggio come esseri umani. Creeremo quello che vediamo e diventerà una realtà.
Quindi, come artisti, dobbiamo scavare e cercare di portare la stessa qualità, la stessa integrità, la stessa profondità alle cose che creiamo. Ma dobbiamo anche prenderci la responsabilità che abbiamo bisogno di futuri positivi nel mondo. Dobbiamo dare alle persone un esempio di qualcosa di positivo e speranzoso che loro possano cercare di raggiungere. E penso che Once Upon A Time sia parte di questo tipo di modo di raccontare. Il mondo è complicato e ci sono delle forze oscure. Ma cosa possiamo fare per avere un futuro positivo? Quali sono davvero le cose che possiamo fare? Penso che siamo responsabili come artisti di iniziare a mettere queste idee nel mondo così che possiamo ammirarle e puntare a quello che potrebbe essere.

Se potessi aprire un capitolo su Once Upon A Time 10 anni dopo, quale sarebbe e di cosa parlerebbe?
Amico, non ne ho idea. Penso che sono ancora troppo vicina. Avete presente quando si è così vicini a qualcosa, così dentro, che è difficile sapere cosa succederebbe con un po’ di distanza. È difficile percepire quale riconfigurazione di questo potrebbe apparire lungo la strada. La gioia che ho sempre trovato nello show era vedere tutte le complessità delle relazioni, e vedere i passati lieti fine che abbiamo visto nei libri di fiabe da bambini. D’accordo, quindi Biancaneve e Azzurro stanno insieme. Poi cosa? Se sono amici con Cappuccetto Rosso, cosa succede? Se dovessero avere un figlio? Questo è il divertimento. Penso che ci sia un verso senso di divertimento dietro tutto questo.
Ci sono probabilmente moltissime storie da esplorare in questa lunga corsa di storie diverse, tutte queste fiabe, le storie della Disney che conosciamo da quando siamo piccoli. Ci sono probabilmente milioni di modi per reinventarle. Ma alla fine penso che il cuore dello show sia che non importa quante volte le reinventiamo,  o ci lavoriamo, o le ripensiamo penso che il cuore sarebbe sempre la speranza. Penso che questa sia davvero il cuore dello show e lo sia sempre stata ed è per questo che gli spettatori si sono affezionati fin da subito.

 

Questa sera in America va in onda il finale di Once Upon A Time, probabilmente in Italia sarà disponibile tra qualche settimana su Netflix.

About chiara_mini

Fin da piccola si è innamorata delle serie tv con Buffy The Vampire Slayer, ha passato l'adolescenza a Tree Hill dove ha vissuto grandi amori, versato tante lacrime e si è creata una famiglia tutta sua con tanti Brothers & Sisters! Sempre a Pasadena passa le sue giornate a ridere con i nerd più fighi del pianeta parlando della teoria del Big Bang. Nel tempo libero combatte i mostri assieme ai Winchester e dà una mano a Eric a Bon Temps. Game of Thrones è la sua bibbia.

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