Once Upon a Time – Recensione 7×04 – Beauty

Com’è intuibile dal titolo, il quarto episodio non poteva che parlare di lei, la “beauty” per eccellenza: Belle.
Lo spin-off – non – spin- off di OUAT continua a confondere le acque, riportando a galla vecchie storie che dovrebbero aver ottenuto, in teoria, il loro lieto fine.


Dopo Emma, è la volta del ritorno di Belle (Emilie de Ravin) che, al contrario della Salvatrice, non ci mostra il suo lieto fine, ma la sua lieta… morte.
Sì, perché tornata con marito e figlio nel regno delle favole, Belle inizia ad invecchiare. A differenza di Tremotino, lei è una mortale e così come Gideon cresce, lei invecchia fino a morire tra le braccia di uno stranamente devoto Oscuro, laddove il sole non tramonta mai ed il tempo si ferma.
Quel luogo è la roccaforte che ospita gli ultimi anni della Bella, prima che il tramonto sopraggiunga anche per lei.
Tuttavia, come in tutte le storie che abbiamo visto in OUAT, c’è sempre un ma. Prima di morire, Belle e Tremotino hanno cercato in lungo ed in largo un modo per sbarazzarsi del pugnale dell’Oscuro ed una profezia ha rivelato loro uno dei modi in cui farlo: al tramonto – della vita di Belle in questo caso – se il suo amore con l’Oscuro si fosse rivelato vero ed eterno, i due amanti avrebbero trovato il modo per ricongiungersi.

Ed è così che, dopo aver scoperto come Hook – non – Hook e Regina sono finiti ad Hyperion Heights, veniamo a conoscenza del motivo che ha strappato Tremotino/Weaver dalle braccia della sua sposa.
L’unica che sembra essere la più lucida, nella sua follia, è Alice/Tilly ed è con l’incontro tra lei e l’Oscuro che si conclude la serie di flashback di questo episodio, il cui stile narrativo ci ricorda più il vecchio OUAT che la sua nuova versione. Qui Henry&co. diventano delle mere comparse sullo sfondo di una questione molto più importante e più grande di loro; cercano caramelle nel giorno di Halloween, mentre Weaver riprende coscienza, apre gli occhi e riporta alla vita il nostro amato Rumple.
In questo modo, però, si è perso un po’ il significato di questa nuova messinscena che continuiamo a chiamare “Once Upon a Time” ed era inevitabile che qualche falla saltasse fuori, prima o poi.

Basti vedere quanto sia stato sufficiente solo nominare Belle e Tremotino per distogliere l’attenzione dagli altri personaggi. Victoria who? Jacinda what? E perché Lucy si muove sempre come una mosca fastidiosa sullo sfondo di ogni conversazione?
Ciò evidenzia quanto manchino di spessore le nuove generazioni e, per quanto sia espressivo e calato nella parte il nuovo Henry, non è abbastanza carismatico da risaltare agli occhi dello spettatore più attento ed appassionato, finendo nel mucchio delle comparse senza nome.
Tremotino ruba la scena a tutti. Persino Belle, da morta, riesce ad imporsi sulla scena nel fantasma che vediamo aleggiare nei sogni di Weaver.

Tutto ciò ci rende nostalgici, forse più di quanto avrebbero voluto gli autori, ma era un passo necessario per spiegare la presenza di Tremotino in questo nuovo mondo. Era un rischio che si doveva correre, indubbiamente, ma a quale prezzo quando l’unica cosa che si nota – all’interno della storyline della nuova generazione – è la chimica tra Ivy ed Henry?
Persino la scomparsa di Lucy passa in secondo piano perché “tanto alla fine salta sempre fuori quel mostriciattolo”. Mentre scopriamo un’inaspettata empatia tra Henry ed Ivy/Genoveffa, la sorellastra di Jacinda/Cenerentola, più di quella che io ho notato tra l’uomo e quello che dovrebbe essere il suo “one true love”.
Perciò è lecito chiedersi: cosa diamine sta succedendo a Beautiful?

Adesso persino l’agente Rogers/Hook-non-Hook ha più chimica con Tilly/Alice che, vista la coincidenza della torre degli scacchi, potrebbe essere la ragazza scomparsa che l’uomo sta cercando.
Per chi ancora non lo sapesse, questa versione di Hook non è l’originale: come abbiamo visto nella seconda puntata, il vero Hook è ancora accanto ad Emma e avranno un bambino insieme, mentre questo secondo Hook è un doppione ripulito e messo in gioco per non rovinare l’happy beginning della coppia.
Quindi tutto è lecito dal momento che non conosciamo la sua storia e questa svolta potrebbe davvero incuriosirmi, ma visto l’andazzo della serie inizio a nutrire i miei già numerosi sospetti.

Tra personaggi piatti, vecchie glorie e copioni già visti e ri-visti, Once Upon a Time 7 – lo spin-off convinto di essere una serie vera – potrebbe non avere vita granché lunga.
Qualcuno mi ha fatto notare che non è così malaccio come ne scriviamo noi se lo si guarda come se fosse una serie a parte, ma ditemi voi com’è possibile farlo quando per attirare l’attenzione ci propinano le vecchie storie ed i vecchi personaggi?

Come al solito vi invito a commentare insieme la puntata e a farmi conoscere la vostra opinione!

Mia

Nata - ormai - parecchi anni fa, è da sempre stata una grande appassionata di serie tv, ma solo con l'avvento dello streaming ha iniziato a seguirne talmente tante da mandarsi da sola in fumo il cervello. Partita con "The Vampire Diares" (che non segue più per ovvi motivi di declino), si addentra ben presto in questo mondo che la porta a scrivere recensioni random e a gestire una pagina su Facebook. Oncers incallita, ha una passione folle per Matt Bomer e Nathan Fillion, che ama disperatamente e senza alcuna possibilità di vederli nemmeno da lontano.
Ha un "omino del cervello" con fandom tutti suoi, il ché la fa sembrare spesso e volentieri un po' comicamente contraddittoria. Stanno litigando tuttora.
Visto che passa un bel po' di ore davanti al pc per vedere telefilm, ama allietare questi momenti con del buon cibo spazzatura: una rovina per la forma fisica, ma anche per questo la colpa ricade sull'omino del cervello. #scaricabarilemodeon
Non ha ancora capito la vera utilità di Twitter (e non le frega più di tanto), si diletta tra la costante ricerca di un lavoro - che teme di non trovare mai - e la quarta stesura del suo primo romanzo che sembra essere quella buona. Il tutto tra una distrazione e l'altra. E le montagne di libri che deve ancora leggere.

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