Origin – Una serie con del potenziale che sa di già visto

L’astronave Origin lascia la Terra, diretta verso il pianeta Thea. A bordo non solo i membri dell’equipaggio ma anche persone di tutte le età e di tutte le nazionalità che hanno accettato di abbandonare la Terra per ricominciare una nuova vita su un altro pianeta. All’improvviso qualcosa mette a rischio le sorti della missione e, nel disperato tentativo di salvarsi, le persone a bordo salgono sulle scialuppe e abbandonano l’astronave.

Nella concitazione della fuga 8 passeggeri ancora nelle loro capsule, in una specie di sonno indotto, vengono di fatto abbandonati sull’Origin. Uno ad uno si risvegliano, convinti di essere prossimi all’atterraggio su Thea, scoprono invece che l’astronave sta ancora viaggiando e che non sono affatto in prossimità del pianeta.

Così otto persone, ognuna con il loro background, diverse personalità e diversi modi di pensare si ritroveranno a dover collaborare, a volte riuscendoci, altre fallendo, per cercare di sopravvivere sull’Origin sperando di riuscire in un modo o nell’altro ad atterrare su Thea. Le cose però si dimostrano fin  da subito più complicate del previsto, quando, trovando una giovane donna, membro dell’equipaggio, viva ma gravemente ferita, vengono a scoprire che un’entità aliena, probabilmente un parassita, si aggira nei corridoi della nave. Come un qualsiasi parassita per sopravvivere ha bisogno di un corpo, nel quale, una volta insediatosi, prende il controllo del cervello.

Lentamente, il dubbio, la paura che la persona a fianco possa essere infetta, si insinua tra le persone rimaste a bordo. Le personalità di ognuno vengono a galla, episodio dopo episodio capiamo chi pensa solo a se stesso ed è disposto a sacrificare i compagni pur di salvarsi e chi invece sceglie di cooperare, nella speranza che quanti più di loro possano lasciare l’Origin sani e salvi.

Ma in un clima di sfiducia, timore ed egoismo, c’è anche chi per la prima volta sente di essere compreso e amato.

In conclusione, non mi sento di bocciare completamente questa serie interamente distribuita da Youtube Premium. I 10 episodi della prima stagione svolgono discretamente il loro compito di intrattenere. Merito anche di alcuni attori capaci di spiccare su tutti gli altri, in particolare Sen Mitsuji, modello australiano di origini giapponesi, che, nonostante sia al suo primo ruolo come attore, ha saputo fin da subito tirare fuori le sue capacità e vestire perfettamente i panni di un appartenente alla Yakuza (mafia giapponese).

Ci sono poi Natalia Tena e Tom Felton, entrambi famosi per la saga di Harry Potter. In questa serie Natalia ha saputo distaccarsi abilmente dall’immagine dell’estrosa Ninfadora Tonks a cui tutti siamo abituati ad associarla, calandosi nelle vesti di Lana, una bodyguard professionista con un enorme peso sulle spalle a logorarla. C’è poi Tom, all’inizio non si può fare a meno di prendere in antipatia il suo personaggio Logan, poi episodio dopo episodio ci si rende conto come che fra tutti quelli rimasti sulla nave le sue reazioni siano le più spontanee e vere e di come, anche a costo di risultare antipatico, rimanga sempre se stesso.

Origin è una serie di cui si avverte il gran potenziale, ma che di fatto non aggiunge nulla alle serie di fantascienza. Questo credo sia il suo difetto più grande, che ha spinto molti ad abbandonare la visione. Chi come me ha scelto di proseguire avrà avvertito, via via che le cose andavano avanti, che tutto sapeva di già visto. Prendete un frullatore, buttateci dentro un po’ di Lost, quanto basta di Passengers, Alien e Host, un pizzico di cliché tipici delle serie di fantascienza, frullate tutto insieme ed ecco che sarete pronti a servire Origin ai vostri ospiti.

Nonostante ciò mi auguro si possa giungere ad una seconda stagione, sopratutto dopo l’enorme cliffhanger finale che lascia con troppi dubbi e domande senza risposta.

 

About Shaula

Nata a Roma, Venerdì 2 Novembre. Fin da piccola ha sempre trovato rifugio nella fantasia. È cresciuta tra libri, film e serie TV. Adora viaggiare, che sia fisicamente o solo con il pensiero. Trova che non ci sia nulla di strano a parlare da soli e quelli che fa con se stessa sono dei veri e propri dialoghi.

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