Peaky Blinders – Recensione 4×01 – The Noose

Peaky Blinders è tornato ed io ho la pelle d’oca. L’attesa si è fatta sentire e la premiere lascia presagire una stagione davvero imperdibile. Questa premiere è stata davvero intensa e ha saputo ben dosare attimi di azione con scene di presentazione delle nuove situazioni.
Ma adesso, prima di addentrarci nella recensione, alziamo i nostri bicchieri di whisky e diamo il nostro saluto a John Shelby.

We’re not the Peaky fucking Blinders unless we’re together

L’episodio si apre in prigione, dove Arthur, John, Polly e Micheal stanno per affrontare la condanna a morte. Il modo in cui ognuno di loro viene condotto fuori dalla cella è molto rappresentativo del carattere di ognuno dei personaggi. Quindi, se vediamo Michael chiedere udienza con il suo avvocato, allo stesso modo vediamo John reagire con folle violenza. Uno dei punti di forza di Peaky Blinders sta sicuramente nel suo regista, Steven Knight, che mette in scena delle situazioni ai limite del possibile. I quattro condannati a morte, infatti, si salvano per il rotto della cuffia da una chiamata all’ultimo minuto. Si tratta di puro intrattenimento, ma che dà lo stesso quel brivido lungo la schiena.

Con un salto in avanti di un anno, ci troviamo nel periodo natalizio. Nel corso di quest’anno sono cambiate molte cose e gli Shelby non sono più quelli di un tempo. Sono una famiglia spezzata, divisa in due dalla stessa figura di Tommy. Si dividono in quelli che hanno continuato a lavorare per lui e in quelli che non ci vogliono avere più nulla a che fare; ma, più nello specifico, ognuno di loro affronta seri problemi nel proprio quotidiano. Arthur vive sotto l’influsso dominante della moglie; Micheal assume cocaina; John e Esme sono sempre più immersi nel vortice di pistole e sesso che li ha sempre distinti come coppia, con Esme più che mai intenzionata a tenere John lontano dalla sua famiglia; Polly completamente fuori di testa a causa delle medicine e dell’alcol; e infine Tommy, completamente isolati da tutti, che disinfetta i suoi dolori con il sesso a pagamento e il whisky.
Attraverso il ritorno di Ada entriamo in contatto con ognuno dei personaggi, scoprendo quanto siano mal ridotti da quanto la famiglia si è sfasciata. I Peaky Blinders sono tali solo quando gli Shelby sono uniti e lo ricorderanno a loro spese, purtroppo.

Questo è il quadro generale in cui si insinua il nuovo problema, un problema che emerge come sempre dal passato disseminato di cadaveri della famiglia. Tornano i Changretta già conosciuti nella scorsa stagione e finalmente facciamo conoscenza – anche se più per fama che per altro – del personaggio di Adrien Brody, Luca. In questa premiere abbiamo solo modo di intravederlo mentre arriva in Inghilterra dall’America, ma la faccia da strafottente di Brody lascia solo presagire l’impatto che il suo personaggio avrà sulla serie. La lotta con la mafia italiana sarà sanguinolenta e la conseguente dipartita di John è un colpo basso che Peaky Blinders non doveva farci. Come faremo, adesso, senza di lui? Di certo John non era il più brillante degli Shelby e nemmeno il più impeccabile nelle uccisioni – lo vediamo anche mentre fallisce con la caccia – ma di sicuro era quello che aveva raccolto più fan in assoluto dopo Tommy. Portarcelo via in questo modo, proprio nella premiere di stagione, è imperdonabile.

Peaky Blinders sta tornando alle origini, anche a livello fisico, con gli Shelby che tornano nel loro quartiere di Birmingham. La spietatezza della serie, anche verso i suoi stessi personaggi, è sempre stato un marchio di fabbrica di Peaky Blinders e in The Noose ci viene ricordato che nessuno dei personaggi sarà mai fuori pericolo (insomma, chi di noi non ha ancora superato la morte di Grace, si troverà con altri traumi da dover gestire).

Considerazioni sparse

  • On a gathering storm comes a tall handsome man canta Nick Cave nella opening della serie e, adesso più che mai, questa figura assume le fattezze di Adrien Brody. Non vedo l’ora di vederlo in azione.
  • Sono l’unica ad aver percepito una certa tensione tra Tommy e Jessie Eden? Ditemi di no, vi prego! Ancora non so come mi sento a riguardo, comunque. Non ho ancora metabolizzato la morte di Grace.
  • E, a proposito di Grace, il piccolo Charlie che dice a Tommy di prendere la mamma quando se ne vanno di casa, ne vogliamo parlare?
  • Qualcuno liberi Arthur da quella palla al piede della moglie, vi prego!

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About Jeda

Top 5 : Banshee, Twin Peaks, Son of Anarchy, Homeland, Downton Abbey. Nata e cresciuta in mezzo al verde e alla campagna nel lontano 1990, Jeda sviluppa sin da piccola l’innata capacità di stare ore ed ore seduta di fronte un qualsiasi schermo a guardare serie tv - che, in età infantile, erano cartoni animati. È una dote che le tornò utilissima con l’avvento dello streaming, riuscendo a vedere telefilm senza stancarsi mai, ignorando completamente lo studio e i risultati si vedono: fuoricorso da circa mille anni, la sua preoccupazione principale è quella di riuscire ad essere in paro con i recuperi, almeno una volta nella vita. Le piace leggere, scrivere ed ha una passione quasi ingestibile per le cose oscene.

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2 comments

  1. Vedere iil sorrisino melenso di Ditocorto, fra le new entry della quarta stagione, (tra l’altro ingrassato in viso) mi preoccupa non poco

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