Poldark – Recensione 4×03 – Episode Three

E’ dura tornare, soprattutto quando te ne sei andato lontano per sfuggire al dolore e combattere i tuoi demoni, alla ricerca di risposte che diano pace al tuo animo.
E’ dura anche se il luogo in cui la carrozza ti sta portando è la tua casa, il tuo mondo, il luogo dove sei nato, cresciuto e costruito certezze, amicizie e una famiglia.
La solitudine è stata un po’ la compagna di viaggio di Ross, in questo terzo episodio. Era solo a Londra, in una dimensione non sua dove si sente spaesato ma dove riesce anche a farsi notare e ad emergere nel suo nuovo ruolo di parlamentare, dimostrandoci (anche se noi lo sapevamo già) che quello è il posto giusto per persone come lui.
Londra non è solo il luogo di lavoro di Ross, non parte per quello. Londra è il suo nascondiglio, il suo rifugio, il luogo lontano da tutto e tutti dove leccarsi le ferite e cercare di capire cosa ne è stato del suo matrimonio. Sta via molto, per lunghi mesi, non torna nemmeno a Natale, è dura uscire da quel rifugio dorato che si è costruito per tornare in una casa dove forse non è nemmeno più il benvenuto. Dove forse la donna che ami piange ancora per un altro…
Torna a casa per la miniera, fosse andato tutto liscio se ne sarebbe rimasto nella capitale, credo. E in quei sette mesi trova tutto e tutti diversi, cambiati. Non è solo Demelza, è quella sua vita con le sue abitudini che altri hanno vissuto mentre lui non c’era, a destabilizzarlo. Gli amici che hanno un loro mondo e abitudini di cui lui non fa più parte, Dwight che è diventato padre mentre lui era lontano, i suoi figli che son cresciuti (tantissimo) durante la sua assenza e sua moglie con cui per la prima volta da quando l’ha sposata, c’è solo imbarazzo e distacco.
E quindi la Cornovaglia diventa terra di solitudine quanto lo è stata Londra.

Ross è molto fragile in questa prima parte di stagione, è un uomo che ha perso tutte le sue certezze e non sa bene cosa fare per riconquistare quello a cui tiene. E’ partito col cuore a pezzi e pian piano sta covando rabbia in lui, rabbia per ciò che era suo e che qualcuno ha osato toccare e portare via. La figura di Hugh Armitage è ancora viva in lui, bruciante, un suo incubo e fantasma ricorrente. Ross, come fu per Demelza, crede di essere diventato un ripiego, una nullità rispetto alla grandiosità e all’idealizzazione di colui che ora è solo un fantasma.
Demelza sa cosa prova e cosa sente, è quella che meglio conosce Ross. E’ provata da mesi di duro lavoro e solitudine, di apprensione per suo marito e per il suo matrimonio e anche lei non sa bene come rompere il ghiaccio fra loro. Eppure con la dolcezza che da sempre la contraddistingue, pur rimanendogli un po’ lontana, lo aiuta a reinserirsi in quel mondo che sembra non appartenergli più, non nega le sue responsabilità per quanto accaduto e con infinita pazienza aspetta che lui sia pronto per lei. Per parlare, chiarirsi, amarsi… Demelza è emotivamente più stabile in questo episodio. L’avevamo lasciata distrutta e in lacrime settimana scorsa, ma con la forza che da sempre la contraddistingue, ha saputo farsi forza e rialzarsi. Ha superato il grande dolore per Hugh e soprattutto, a differenza di Ross, ha saputo voltare davvero pagina. Brava, sì… Eppure io credo che per questo debba ringraziare suo marito. Demelza ha potuto dire addio a Hugh, ha potuto stargli accanto e dargli conforto, parlargli, chiarirsi e alleggerirsi la coscienza tenendogli la mano mentre lui moriva. E se lo ha potuto fare, è perché Ross glielo ha permesso. Ross si è messo da parte e ha affrontato da solo uno dei giorni più importanti della sua vita per lasciarla con lui, regalandole quegli ultimi momenti con Armitage che le hanno consentito di dirgli definitivamente addio e di non trasformarlo in un sogno idealizzato e lontano. Non era così scontato che accettasse la cosa, dubito di trovare in giro un marito che avrebbero acconsentito così di mettersi da parte. Ha aiutato lei a congedarsi da quel frangente della sua vita e si è fatto carico di tutti i sentimenti negativi che aleggiavano sulla sua famiglia, sentimenti che non ha ancora elaborato ma che sono come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Per Demelza ora Hugh non è che un dolce ricordo di un momento particolare della sua vita. Per Ross è un’ombra, un fantasma che non smette mai di tormentarlo.
Ross e Demelza si cercano molto in questo episodio, eppure sembrano sempre bloccarsi all’ultimo passo della distanza intercorsa fra loro. Hanno paura, è palese… Di aprirsi, parlarsi, comprendersi e perdonarsi. Ross accusa lei di essere la causa di quanto successo nel loro matrimonio (forse dimenticando che i problemi fra loro sono nati ben prima di Hugh e non per colpa di Demelza), Demelza gli fa notare quanto l’idealizzata Elizabeth sia stata la presenza costante nel loro matrimonio… Ora sono pari in un certo senso e non per rivalsa come crede Ross.
Hanno tanto di cui parlare, eppure i primi timidi passi per ritrovarsi li hanno già fatti. Ross si rende conto di quanto sia stata brava Demelza durante la sua assenza e di come la diffidenza lo abbia allontanato da colei che da sempre è la sua compagna, pensa a lei, le fa un regalo e ho trovato dolcissima la scena dove le mette l’orecchino. E poi beh, il finale è di quelli che aspettavamo tutti.
L’amore e la passione che hanno tenuto a bada per tutta la puntata, quel desiderarsi intenso dopo mesi di lontananza, la voglia di toccarsi e di amarsi di nuovo, hanno avuto il sopravvento. Un applauso a Ross che ha avuto il coraggio di rompere il ghiaccio e a Demelza che, seppur presa un po’ alla sprovvista, si è lasciata andare a lui. Forse riniziare così, un po’ come fu all’inizio, è la chiave giusta. Si conoscono, come dice Ross ognuno di loro conosce a memoria ogni millimetro della pelle dell’altro ma sono anche diventati estranei, la vita e le scelte sbagliate li hanno resi tali. Due estranei che però si amano moltissimo e che da lì, da questo devono ripartire pian piano.

Passando agli altri, fiocco rosa in casa Enys/Penvenen dove una simpaticamente cinica Caroline da alla luce la piccola e splendida Sarah. Caroline è una donna pungente, intelligente, ironica e il modo noncurante (all’apparenza) in cui parla della figlia fa scappare un sorriso in chi la guarda. Eppure – e chi ha letto i libri lo sa – la tragedia è dietro l’angolo come ben ci ha mostrato lo sguardo preoccupato di Dwight. E purtroppo il sorriso e il cinismo di Caroline saranno presto messi alla prova da un destino terribile e beffardo. Per fortuna hanno accanto amici come Ross e Demelza che forse, più di tutti, sapranno cosa dirgli e cosa consigliare…
A Trenwith invece George tesse la sua tela per tornare in Parlamento con ogni mezzo, lecito o non lecito (soprattutto non lecito), anche grazie ad amicizie discutibili come quella col viscido Monk Adderly. Volontà di mettersi a disposizione per il bene del paese? Ma va! A George girano enormemente perché Ross lo ha battuto ed è in una posizione sociale ancora più elevata della sua, in un luogo dove lui voleva stare e che il suo nemico gli ha fregato. Ogni mezzo è lecito, pure servirsi di bambolina-Elizabeth da esibire come bella statuina.
Bambolina che ha un risveglio ormonale non indifferente quando si trova fra Ross (che ha deciso di incasinarsi la vita andando a spiare la festa a Trenwith per non si sa quale motivo) e Monk Adderly. Elizabeth che mai riuscirà a smettere di chiedersi come sarebbe stato essere sposata con Ross e che in fondo ammicca e flirta ancora con lui (e ribadisco, Ross se te ne andavi a casa senza passare da Trenwith era meglio). Ross con lei ha sempre quello sguardo un po’ languido che comunque forse non perderà mai, anche se l’amore è finito e ormai li lega un profondo affetto e un segreto incoffessabile anche fra loro (Valentine).

Tornano anche Verity, uno dei personaggi più dolci e puri della saga, a cui non si può non voler bene e augurare felicità e Jeoffrey Charles ormai adolescente (con un naso che è una capannaa e una nascente predilezione per gli alcolici).
Verity è una donna ringiovanita, forte, che ha saputo trovare nella sua voglia di riscatto una nuova vita serena e piena di affetti. Una come Demelza e Caroline, una che ha avuto il coraggio di fare delle scelte. E ancora una volta il confronto con Elizabeth è impietoso perché resta l’unica che non ha avuto quel coraggio che hanno avuto tutte le altre donne della saga.
Morwenna continua la sua crescita personale imponendosi (per ora) anche con la suocera (simpatica come il campanile che ti sveglia alle sei del mattino della domenica). Ossie è sempre più viscido e irritante (soprattutto perché non ha fatto faccine questa settimana) e spero che arrivi presto la punizione divina che nel suo caso ci sta tutta.
Il trailer, come sempre, promette sciagure. Tanto ci siamo abituati, tanto si sa che Poldark è amore profondo e una valle di lacrime, una storia dove la vita da e spesso toglie. Ed è proprio questa la forza di questa saga tanto simile alla vita di tutti noi.

Nel salutarvi e nel darvi appuntamento alla prossima stagione, vi invito a passare dalle splendide pagine di Poldark ItaliaGabriella Wilde ItaliaEleanor Tomlinson Daily e Ross e Demelza Poldark Italia

About Jeda

Top 5 : Banshee, Twin Peaks, Son of Anarchy, Homeland, Downton Abbey. Nata e cresciuta in mezzo al verde e alla campagna nel lontano 1990, Jeda sviluppa sin da piccola l’innata capacità di stare ore ed ore seduta di fronte un qualsiasi schermo a guardare serie tv - che, in età infantile, erano cartoni animati. È una dote che le tornò utilissima con l’avvento dello streaming, riuscendo a vedere telefilm senza stancarsi mai, ignorando completamente lo studio e i risultati si vedono: fuoricorso da circa mille anni, la sua preoccupazione principale è quella di riuscire ad essere in paro con i recuperi, almeno una volta nella vita. Le piace leggere, scrivere ed ha una passione quasi ingestibile per le cose oscene.

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One comment

  1. Aspetto con ansia di vedere la 3 e 4 serie. Grazie

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