Poldark – Recensione 4×05 – Episode Five

Il filo conduttore di questo quinto episodio di Poldark sono stati i genitori… I genitori orfani dei propri figli…
Sono successe tante cose eppure in ogni scena c’era il richiamo a questa terribile perdita che in tanti in questa saga hanno subito e di cui portano cicatrici che resteranno per sempre indelebili.
C’è Caroline, che fugge lontano in cerca di svago, vizi, vita dissoluta e mancanza di pensieri. Sfugge a un dolore che forse non vuole vivere o che non si sente pronta a vivere e lo fa in maniera molto egoista, lasciando solo l’uomo che ama, lo fa rimanendo fedele alla natura viziata e un po’ capricciosa del suo personaggio. Caroline non voleva essere madre, lo è diventata e ha imparato ad accettare quella condizione che la natura e il matrimonio le hanno imposto. E ora non è preparata a far fronte alla perdita e alla sua figura di madre ‘orfana’ di una bambina che aveva saputo farsi voler bene.
C’è Dwight, dignitoso nel suo muto dolore che esprime in ogni sguardo, parola e nell’abnegazione che mette nel suo lavoro e in quella lotta disperata per salvare altre vite, altri bambini al destino che ha colpito la sua di figlia.
C’è Ross, che forse non ha mai davvero espresso a parole quel trauma, quello strappo tremendo alla sua anima vissuto tenendo fra le braccia Julia e vedendola morire.
Ross è un personaggio che ha sbagliato molto nella vita, soprattutto in quella privata, e molte volte ci si è arrabbiati con lui dimenticando quanto questo trauma possa avere influito su di lui e averlo cambiato. Il suo dolore non lo abbiamo mai vissuto davvero fino a questo episodio, e le sue parole con cui ricorda Julia sono quelle di un padre che soffre ancora e soffrirà sempre, che ha amato sua figlia e che non ha paura ad esprimere quel dolore di averla persa che tanto teme Caroline. Questo Ross, quello che racconta della sua Julia, è il Ross più intimo e profondo che forse fin qui abbiamo conosciuto, un uomo forte ma allo stesso tempo fragile davanti alle perdite che la vita gli ha inflitto.
C’è Demelza, con quel suo sguardo dolce davanti alla tomba di Julia, che la guarda con quello sguardo misto di tenerezza e tristezza tipico delle mamme che si fermano davanti alla tomba di un figlio. Questo, come scrive a Ross, è il vero dolore della loro vita, la loro vera e unica perdita.
Ross teme il fantasma di Hugh ma se si soffermasse a leggere attentamente quelle parole, capirebbe cosa davvero rimpiange Demelza e come la loro vita insieme, di amanti e di famiglia, sia l’unica a cui tiene davvero e l’unica che non potrebbe sopportare di perdere. Il resto si può aggiustare e si aggiusterà, la perdita di Julia no, quella peserà sempre su di loro e sulla loro famiglia.

E poi c’è Morwenna. Anche lei rimpiange la perdita di un figlio che non è morto ma che le è stato strappato con ferocia e cattiveria da un marito-mostro e da una suocera insensibile e senza cuore. Forse nel suo caso, in un certo senso tutto è ancora più difficile da sopportare perché mentre gli altri hanno una tomba su cui piangere, lei suo figlio potrebbe toccarlo, vederlo, crescerlo eppure sa che dovrà rassegnarsi ad osservarlo crescere da lontano (se le andrà bene).
Morwenna è una donna spezzata, traumatizzata, logorata dalla violenza di un uomo senza cuore e senza scrupoli che ha distrutto pezzo dopo pezzo la dolce ragazza conosciuta nella S3. Drake corre da lei senza rendersi conto di quanto sia cambiata e di quanto profonde siano le ferite all’animo inferte da Ossie (lasciando Rosina sull’altare ma in fondo, credo, sia meglio così. Se non c’è amore ma solo affetto, un matrimonio non va lontano e non porta felicità). Ci vorrà tempo, amore, pazienza… Soprattutto pazienza… Che è un’altra faccia dell’amore dopo tutto…
Ossie ci saluta finalmente, pagando per tutte le sue colpe e la sua cattiveria. E di questo dobbiamo ringraziare la coppietta diabolica formata da Arthur e Rowella (e un candelabro), che tanto ricorda coppie omicide famose che sentiamo citare nei casi di cronaca italiani.
Ossie non ci mancherà, il bravissimo attore che lo interpretava sì! Ha reso una macchietta crudele e allo stesso tempo irresistibile, dandogli una connotazione unica, un personaggio davvero indigesto e difficile da portare in scena e quando hai davanti personaggi come Ossie, o sei un attore molto bravo o sei destinato a fallire. Beh, qui un applauso a Christian Brassington ci sta tutto!


La premiata-coppia Elizabeth-George continua a ridere e prosperare alle spalle dei poveri che muoiono di fame, senza il minimo rimorso (per fortuna Morwenna, pur spezzata e distrutta, li ha fatti sentire quella cacca che sono, sbattendo in faccia quanto gli abbiano rovinato la vita per il loro tornaconto personale).
Abbiamo una Elizabeth che di certo sa e ha imparato a manovrare George ma di contro abbiamo un George che pian piano sta cominciando a covare rabbia e gelosie mai represse del tutto e che, temo, a breve scoppieranno e faranno parecchi danni. Elizabeth si è fatta più furba ma deve stare molto attenta a non tirare troppo la corda o rischia di impiccarsi da sola…

Per fortuna, in questo girotondo di morti e dolori, i minuti finali ci hanno regalato una delle scene d’amore più intime e belle dei Romelza. Pian piano si stanno ritrovando, stanno riscoprendo il loro amore e quanto non possano vivere l’uno senza l’altro.
Quelle mani intrecciate che si sfiorano, quei corpi nudi nel letto che si toccano e si stringono l’un l’altro, rappresentano un amore che forse è stato ferito e logorato ma che ha saputo curarsi, ricucirsi e farsi ancora più forte. Sono immagini di pura poesia e di un amore profondo e vero, immagini che lasciano molto all’immaginazione e per nulla esplicite ma proprio per questo che sanno raccontare più di mille scene di sesso che in altre serie tv la fanno da padroni e che dopo un po’ perdono fascino. Certo, i problemi non sono tutti risolti e la figura di Hugh è lì, strisciante, a logorare l’animo e i nervi di Ross che però ora sa che quella donna che ha raccolto sporca e selvaggia da bambina, è diventata la sua vita e la sua forza, colei a cui aggrapparsi nei momenti difficili ma anche in quelli belli.
Poldark si avvia verso gli episodi di fine stagione e promette episodi che lasceranno il segno e sapranno emozionarci ad ogni puntata sempre di più.
Restiamo in attesa, il meglio deve ancora arrivare.

Nel salutarvi e nel darvi appuntamento alla prossima puntata, vi invito a passare dalle splendide pagine dedicate a Poldark: Poldark ItaliaGabriella Wilde ItaliaEleanor Tomlinson Daily e Ross e Demelza Poldark Italia

About Jeda

Top 5 : Banshee, Twin Peaks, Son of Anarchy, Homeland, Downton Abbey. Nata e cresciuta in mezzo al verde e alla campagna nel lontano 1990, Jeda sviluppa sin da piccola l’innata capacità di stare ore ed ore seduta di fronte un qualsiasi schermo a guardare serie tv - che, in età infantile, erano cartoni animati. È una dote che le tornò utilissima con l’avvento dello streaming, riuscendo a vedere telefilm senza stancarsi mai, ignorando completamente lo studio e i risultati si vedono: fuoricorso da circa mille anni, la sua preoccupazione principale è quella di riuscire ad essere in paro con i recuperi, almeno una volta nella vita. Le piace leggere, scrivere ed ha una passione quasi ingestibile per le cose oscene.

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