See – Jason Momoa parla della sua nuova serie

Jason Momoa, noto per i suoi ruoli in Aquaman e Game of Thrones, rivela qualche dettaglio su “See“, la nuova serie AppleTV di cui è protagonista.

Jason Momoa
Jason Momoa in See

Un virus causa la cecità della popolazione di tutto il mondo. Passano migliaia di anni e alla fine nascono due gemelli che – indovinate un po’ – possono vedere. Queste sono le notevoli premesse della nuova serie Apple TV+ che vede protagonista la star di Aquaman Jason Momoa, che la definisce “probabilmente il mio lavoro migliore”.

“Semplicemente pensate a un Kahl Drogo se fosse sopravvissuto” spiega Jason Momoa riferendosi al suo popolare personaggio di Game of Thrones, perito nella prima stagione:

“Non è mai stato un padre. Non ho mai interpretato un padre. Persino in Frontier (serie Netflix dove è protagonista) mio figlio e la mia famiglia mi sono stati portati via. In questa nuova serie, già nel secondo episodio ho 60 anni e due gemelli di 15. Lui è sì un guerriero, ma anche un uomo che cerca di tenere insieme la propria famiglia. Non ho mai avuto la possibilità di interpretare un padre e di esplorare questi territori.”

L’ambizioso progetto firmato da Stephen Knight e dal regista di Hunger Games Francis Lawrence si è sforzato di presentare uno scenario il più realistico possibile, in cui l’umanità si è adattata al nuovo status quo. Ecco le parole di Knight:

“Non stiamo dicendo ‘ecco delle persone che hanno perso la vista ed è tutto terribile’, ma presentiamo un mondo in cui l’umanità si è adattata, in cui c’è stata una sorta di guarigione. Abbiamo passato settimane con esperti come antropologi e scienziati per costruire assieme questo nuovo mondo e per capire cosa sarebbe sopravvissuto e cosa no di ciò che conosciamo”.

Il drama ha richiesto anche la realizzazione di scene di combattimento credibili tra gente cieca, tra cui una spettacolare di una grande battaglia in cui i guerrieri di opposti schieramenti usano profumi diversi per riconoscersi e riconoscere il rispettivo avversario. Per prepararsi al ruolo, Jason Momoa si è allenato con coaches specifici ed ha anche sperimentato la tecnica dell’echolocating (in cui si cammina facendo rumore e si calcola la distanza degli oggetti dal rumore prodotto).

“Abbiamo passato del tempo in completa oscurità. Meno dipendi dai tuoi occhi e più è come se la tua pelle sentisse. Entri in una stanza e puoi sentire quando un ostacolo si avvicina grazie all’echolocating. Tutte le scene di combattimento risultano tra loro differenti proprio perché non viene utilizzata la vista.”

Per Jason Momoa questo suo nuovo lavoro è “la cosa più difficile che abbia fatto sino ad ora e ne sono molto fiero”.

Fonte

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Ecco il promettente trailer:

Clizia Germinario

Grande appassionata di cinema, serie tv e cucina, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dei telefilm a fine anni ’90, ma ne sono diventata addicted solo diversi anni dopo. Non ho un genere preferito, pur avendo una spiccata predilezione per gli show (come i film, del resto!) che parlano di vampiri e licantropi o, più in generale, di soprannaturale: non per niente il mio serial preferito è l’ineguagliato “Buffy the Vampire Slayer”.

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