Serial Must – Desperate Housewives

Desperate-Housewives

Senza se e senza ma, siamo tutti consapevoli che Desperate Housewives è la serie cult per eccellenza. Sviluppata dal poliedrico Marc Cherry (a lavoro adesso su Devious Maids), la sua creatura è approdata per la prima sulle frequenze della ABC nel lontano settembre del 2004. Era un periodo molto fruttifero per l’universo seriale americano, un momento di grande espansione e conferma di una cultura, quella delle serie tv, che si ripercuote ancora oggi.

DesperateHousewivesIl pubblico e la critica stessa, fin dal pilot, hanno apprezzato ed amato le vicende frivole ed a volte surreali, di queste 4 donne dal grande fascino e dalle caratteristiche peculiari. Con quasi 30 milioni di telespettatori ad episodio, che però sono andati scemando nel corso degli anni,  Desperate Housewives è la serie tv che si è imposta come un fenomeno della cultura pop moderna, che ha lanciato mode, stili di vita, influenzando soprattutto l’universo seriale. Furono prodotte ben 8 stagioni della serie cult sviluppata da Marc Cherry, ed anche se le ultime due annate non sono state al top della qualità (rispetto alle precedenti), oramai le Desperate Housewives sono diventate, per noi innamorati di serie tv, come una seconda famiglia. Cercare dunque di spiegare il reale significato che nasconde la serie cult della ABC, risulta alquanto difficile alla luce di 8 anni di folli avventure, ma quello che dovete sapere è che Desperate Housewives è uno show televisivo che scalda il cuore, che fa ridere di gusto e fa commuovere dolcemente.

desperate-housewives-Brian-austin-Green-500Il buon Marc Cherry infatti ha portato sul piccolo schermo un prodotto nuovo che mixava audacemente ed in maniera innovativa sia la tematica soap che quella della comedy. Un miscuglio ben riuscito perché ogni episodio dosava saggiamente questi due universi, senza mai perdersi in troppi giri parole, e mettendo su un racconto pulito, intrigante e dal grande respiro. Un colpo di pistola ha aperto il pilot, dove Mary Alice, interpretata da una raggiante Brenda Strong (fino ad ora famosa per un piccolo ruolo in Everwood), si suicidava a causa di un biglietto minatorio trovato nella buca delle lettere. Un fatto questo che ha scoperchiato un Vaso di Pandora fatto di segreti e torbidi misteri che, nel bene o nel male, ha cambiato la vita del quartiere di Wisteria Lane. Su questo incipit conosciamo dunque la vita di Susan (Teri Hastcher), Lynette (Felicity Huffman), Bree (Marcia Cross), Gabrielle (Eva Longoria) ed Edie (Nicolette Sheridan); 5 donne con una vita non tanto idilliaca che, tra una chiacchiera ed un pettegolezzo, decisero di scoprire il reale motivo del suicidio di Mary Alice. Quest’ultima, che diventa la voce narrate della vicenda, si insinua nella vita privata delle sue amiche, raccontando al pubblico vizi e virtù di un quartiere suburbano che sa nascondere molto bene i suoi panni sporchi. Drama e commedia quindi si fondono ed episodio dopo episodio si tesse un racconto di una bellezza disarmante e che difficilmente delude il pubblico.

Desperate_Housewives8 stagioni, 8 misteri che fanno da collante al plot, una valanga di personaggi che sono andati e venuti, e la consapevolezza di aver fatto la storia della tv. Le 5 protagoniste, che tutto sembrano tranne che delle casalinghe disperate dato che vincono per bellezza ed appeal, a conti fatti sembrano essere la versione matura e più responsabile delle donne modaiole e spregiudicate di Sex & The City. Al di fuori del lusso e dei locali alla moda di New York, c’è questo piccolo quartiere, un calderone di situazioni e di grandi avventure che vuole scandagliare la società moderna. C’è di tutto nel plot delle Desperate Housewives, è una serie completa, intrigante, ben scritta e recitata, è uno show che ormai è già storia, da tutti imitato e mai eguagliato. Se Devious Maids, che vede la firma di Cherry, mantiene il passo seppur sommessamente, altre produzioni sono state un fiasco. Alla mente giunge il ricordo di The Gates che nel miscelare l’atmosfera e lo stile delle Desperate con la tematica horror, ha creato un qualcosa dal sapore insipido che non ha saputo eguagliare il fascino del racconto di Marc Cherry.

Per me questa serie tv ha significato molto, è stata presente in molti momenti importanti della mia vita, mi ha fatto sorridere, piangere e dirle addio non è stato affatto facile. Ma come sempre le cose belle hanno un inizio ed una fine. Per questo ho ancora nella mente l’immagine delle 4 protagoniste, sedute sotto il portico, che ridono e scherzano guardandosi intorno per vedere se Wisteria Lane ha un altro panno sporco da lavare.

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Carlo Lanna

Giovane ragazzo casertano, vive a pane, libri, cinema e serie tv fin dall'adolescenza. Testardo, timido ed estroverso, sogna di lavorare presso un ufficio stampa e di trasferirsi a Londra solo per poter far colazione tutte le mattine in quel pittoresco Starbuck del quartiere di Bayswater.

1 Comment

  1. quanto mi manca 🙁

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