Star Trek Discovery-Recensione 2×01-“Brother”

Arriva l’attesa stagione 2 di Discovery e si aggancia subito alla più profonda e radicata tradizione in stile Roddenberry, un omaggio di Kurtzman o sarà il climax di tutta la stagione?

Episodio da restare a bocca aperta? Non esageriamo.

Discovery meet Enterprise

Il primo episodio porta la firma di Kurtzman alla regia, una cosa da non sottovalutare in un episodio difficile che ha cercato, riuscendoci tra l’altro, a far collidere il mondo Star Trek tradizionale con il nuovo stile narrativo di Discovery.

Arrivano i colori della Enterprise!

Non siamo ancora arrivati alla completa assimilazione fra i due mondi che ovviamente restano a distanza, ma il merito del produttore e regista Kurtzman e del cast è stato proprio quello di far convivere figure iconiche come Pike, Spock con quelle che sono le novità apportate dall’arrivo di Discovery con la complessità di personaggi difficili e sofferti, così come richiede il nuovo modo di concepire la serialità moderna.

Michael Burnham resta ancora una volta il centro nevralgico della narrazione. Lei umana educata nello stile Vulcaniano da Sarek, ha soffetto e forse soffre ancora la distanza dal fratello Spock e nell’episodio si comprende come i due non si sono mai accettati del tutto.

Spock/Burnham due fratelli distanti.

Spock con la sua ricerca della logica, che farà la fortuna del personaggio grazie anche ai dialoghi con il ben più pratico Bones a bordo della Enterprise, lotta con tutto se stesso per comprendere il suo lato terrestre, ma è sempre e comunque Spock, colui che rifiuta di seguire la carriera all’interno del mondo vulcaniano per entrare nella Flotta Stellare, che mette continuamente in dubbio ogni cosa, perfino le certezze.

Burnham si confronterà con Spock?

Sarek non fa nulla per far sì che Burnham e Spock si accettino. La logica dice che intervenire potrebbe rompere gli equilibri, ma sappiamo bene, dalla scorsa stagione, che Sarek alla fine sceglie di cuore non di logica quando deve decidere chi mandare all’accademia.

Siamo ovviamente curiosi di vedere in che modo gli showrunner andranno a dipingere la figura di Spock. Personalmente avrei un certo tremore ai polsi dovendo mettere mano non allo Spock ormai maturo ed esperto della serie originale, quanto a quello pieno di domande e dubbi dell’età giovanile.

Il capitano Pike sembra legarsi più alla tradizione che all’innovazione.

Saranno in grado di trasporre le giuste esperienze di vita di un giovane ufficiale scientifico, quelle che poi lo renderanno la Spock della mitica Enterprise?

La geniale trovata di creare una sorella, fatta dagli autori di Discovery, è forse il modo migliore per rapportarsi direttamente al mondo tradizionale creato da Roddenberry. Burnham è infatti il rovescio esatto di Spock e nel contempo il gancio perfetto per trascinare dentro Discovery, tutto il mondo della serie originale.

Episodio d’esordio facile facile.

L’episodio è scivolato bene, proponendoci da subito una missione in team con Pike e Burnham sugli scudi. Una missione senza infamia e senza lode, messa lì più per farci conoscere meglio le novità del cast. Anson Mount si è dimostrato subito un ottimo Pike, un capitano molto credibile ma in qualche maniera legato ad una concezione di capitano un po’ distante da quelli visti sulla Discovery.

Episodio facile ma utile.

Dalla rigida ma materna Georgiou al problematico e oscuro Lorca per finire al dubbioso Saru, i comandanti di Discovery non hanno nulla delle caratteristiche dei comandanti che li hanno preceduti e mi riferisco ai vari Kirk, Picard e Sisko che sono archetipi di capitani in qualche modo “infallibili”, quelli con la risposta pronta, quelli che conoscono le regole fino in fondo, ribelli come Kirk ma quasi infallibili nelle loro scelte, nel loro essere leader e nel riportare tutti, esclusi quelli con la tuta rossa, vivi.

Pike si inserisce in questo solco ed è giusto che non si sia intervenuto (almeno a giudicare dal primo episodio) su modifiche sostanziali del personaggio che alla fine sarebbe risultato troppo lontano da quelle figure appena accennate poco fa.

Il guardiamarina Tilly e le piccole grandi storie dell’equipaggio.

Kurtzman tenta insomma di costruire da par suo, un raggio traente che riesca a tenere insieme l’innovazione narrativa della Discovery con la tradizione dei personaggi e delle dinamiche di vecchia concezione.

Episodi autoconclusivi sì, ma con strascichi che si collegano con il nuovo episodio. Burnham vuole andare sulla NCC 1701 per confrontarsi con il fratello.

Quali misteri cela l’asteroide portato sulla Discovery?

La psicologia dei personaggi, e lo abbiamo visto nella prima stagione, è molto più profonda. Si sondano e si evidenziano le difficoltà di essere membri di un equipaggio e le storie dei componenti dell’equipaggio sono innalzate e valorizzate al livello di quelle che coinvolgono la nave stellare.

Così, la scelta di Stamets di abbandonare la Discovery e i tentatvi di Tilly per trattenerlo, si prendono una fetta notevole di episodio e questo crea dei cambi di prospettiva che permettono agli sceneggiatori di lavorare su piani diversi e non solo sul monocorde Capitano/casini interplanetari.

Conclusioni su Discovery 2×01.

Rispetto a Discovery stagione 1, si avverte meno la rottura di schemi con i classici Star Trek televisivi. Kurtzman come detto prova e a mio avviso ci riesce, a riportare anche Discovery all’interno di una narrazione più vicina ai suoi predecessori senza però togliergli modernità, dinamismo e la forza dei personaggi che alla fine sono stati la vera grande novità della passata stagione.

Pike e Burnham…inizia un nuovo viaggio.

CBS crede fortemente nel rilancio del Franchise televisivo e presto vedremo il ritorno di Picard in una serie nuova tutta sua. Ma altri progetti potrebbero arrivare in un futuro non molto lontano.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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