Star Trek Discovery – Recensione 2×03- “Point Of Light”

Segreti di famiglia, Boli informi e lotte intestine Klingon. Ecco gli ingredienti per un un episodio intenso e ben scritto.

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Discovery: Di Roddeberry/Kurtzman, Tyler e L’rell cantano: Infelicità è restare umano con la Klingon per mano…Dirige Beppe Vessicchio Sanremo è Sanremo pure lì.

“I figli so’ pezz ‘e core” cantava Mario Merola, e in questo episodio di Discovery, proprio di figli e di famiglia si parla. Mondi lontani, civiltà diverse, ma la famiglia sembra davvero far da linea comune in questo episodio.

Burnham si confronta con la madre terrestre sul destino incerto del fratellastro Spock e in qualche modo si colpevolizza per ciò che forse lo ha reso folle e che l’ha relegato in una struttura psichiatrica.

Discovery: Michael si confronta con Amanda.

Noi non sappiamo ovviamente cosa effettivamente possa aver fatto la nostra adorabile Burnham a Spock, ma tutto questo serve come pretesto per addentrarci meglio nei rapporti complessi e per nulla semplici, di una famiglia per metà umana e per metà Vulcaniana, nella quale però solo Spock convive con entrambe le anime ed è forse per questo devastato in età giovanile.

Due umane come Amanda e Michael hanno comunque sentimenti e passioni fallaci o almeno difficili da comprendere per un vulcaniano puro come Sarek, la cui logica permea ogni decisione.

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Discovery: Pike non è stato protagonista in questo episodio.

Proprio per questo motivo vanno oltre la semplice constatazione di un problema (Spock e la sua misteriosa scomparsa), ma provano e trovano la forza di confrontarsi apertamente, un confronto fatto di ricordi piacevoli e altri meno, ma dal quale prevale alla fine la grande capacità di amare di Amanda, che confessa però di non aver potuto amare Spock come avrebbe voluto.

Proprio questa volontà di riscatto nei confronti del figlio, porta Amanda a prendere in mano la situazione cercando di salvare il sangue del suo sangue, perché non va dimenticato che Burnham è una figlia adottiva per quanto amatissima.

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Discovery: Amanda pur amando Burnham, ha un legame più forte con Spock.

Spock è qualcosa di diverso e la madre è perfettamente conscia del fatto che parte delle tribolazioni mentali di Spock, derivano proprio dalla sua natura per metà umana, un tema che poi sarà sempre presente nel destino di Spock.

Burnham però non si è limitata a questo nell’episodio di Discovery. Ha fatto un po’ da prezzemolo in tutte le diverse vicende raccontate. Infatti riceve da un preoccupato Tyler, una richiesta di aiuto per risolvere una diatriba di potere fra Klingon (che novità) che sta mettendo in difficoltà L’Rell.

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Discovery: Burnham prezzemolina in questo episodio ha messo il suo bel visino in tutte le trame dell’episodio.

Fosse solo quello il problema, Burnham, che non dimentichiamolo è comunque una ex, sarebbe la persona giusta per risolverlo. Peccato che a questo va aggiunto un figlio.

Eh sì un figlio nato da Voq e L’Rell, del quale quindi Tyler, che vive con Voq al suo interno, si sente padre forse più di quanto avrebbe desiderato. L’unica mia perplessità nasce dal fatto che non so se questa storiella Klingon autoconclusiva sia stata messa lì per uno scopo che poi vedremo più avanti, o solo per far un attimo quadrare i conti con la serie originale, che vede i Klingon confrontarsi con la Federazione.

Discovery: Possibile un nuovo ricongiungimento con Burnham?

In ogni caso la lotta intestina Klingon ci ha permesso di far tornare nel mondo Discovery non solo Tyler ma anche la mai dimenticata Georgiou, imperatrice mirror e ora agente speciale della misteriosa sezione 31 capitanata da Valentine di Shadowhunter…no scherzo è Leland, interpretato semplicemente dallo stesso attore Alan Van Sprang.

La cosa più interessante e se vogliamo particolare di questo episodio nella parte Klingoniana è l’affermarsi di una figura femminile a capo di una comunità prettamente guerriera come quella dei Klingon. L’Rell dimostra dunque una trascendente forza e una capacità di governo che supera in onore e virtù quelle di un maschio guerriero Klingon.

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Discovery: Posso dire che amo Georgiou Mirror? Voglio la serie Spin off subito!

La sezione 31 invece sembra davvero pronta per una serie tutta sua. La nave spaziale c’è, l’equipaggio pure e questo alone di mistero che la avvolge affascina non poco.

Tyler stesso diventa parte integrante e questa strana sezione potrebbe diventare con l’andare del tempo e grazie all’utilizzo di tecnologie non propriamente legali, l’ago della bilancia che potrebbe sistemare e rattoppare le varie incongruenze eventuali o già palesi fra serie classica e Discovery.

Discovery: Tecnologie avanzatissime e illegali, tute nere e missioni al limite ed oltre della morale e dell’etica…la sezione 31 è una gran trovata.

In ogni caso trovo la sezione 31 una trovata geniale. Una sorta di CIA intergalattica che interviene nei vari quadranti a fare il lavoro sporco che la Federazione ovviamente non potrebbe fare in modo diretto. Mi aspetto al più presto uno spin off per seguire i viaggi della Sezione 31.

Ma veniamo alla terza parte di questo episodio: le visioni di Tilly. Premesso che io amo questo personaggio e non farò altro che parlarne bene, trovo la scelta di far interagire proprio lei, personaggio non principale con la materia oscura del meteorite, geniale.

Mary Wiseman è una grande attrice e Tilly è già uno dei personaggi iconici di Discovery.

Se infatti ci pensiamo bene, solo Tilly, che Mary Wiseman interpreta da grandissima attrice, è capace di trasmetterci così tante sfaccettature e così tante varianti del tutto umane davanti a quanto gli sta accadendo.

Lei è la più umana fra le umane dell’equipaggio. Non ha una mente razionale come Burnham, che infatti gli trova la soluzione in 10 secondi cronometrati e non ha nemmeno grandi capacità di comando o intuito scientifico come invece hanno Pike, Saru o Stamets.

Discovery: Io preferivo il funghetto in questa versione…

Ma proprio per questa sua vulnerabilità, che a volte si traduce in forza, Tilly è perfetta per dare forza alla storia del fantasma, la cui soluzione però è tutt’altro che soprannaturale, anzi è molto, disgustosamente scientifica.

Una commistione fra micelio e meteorite ha creato una sorta di Bolo informe, un blog abbastanza inquietante che ora sarà oggetto di esame da parte dello staff scientifico di Stamets.

Discovery: Signori e signore è stato bello stare in questa recensione… il recensore è figoe scrive meglio di Corona… (ci vuole poco). 

Concludendo, possiamo dire che Discovery continua nella sua strada fatta da episodi autoconclusivi che però gettano briciole interessanti che potrebbero avere degli sviluppi futuri e nel contempo tiene banco con la storyline principale legata a Spock e al sua misterioso destino che sembra collegarsi all’angelo rosso e al passato di Michael Burnham.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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