Star Trek Discovery – Recensione 2×04 – “An Obol For Charon”

Discovery ci porta dentro un episodio abbastanza confuso, con tanta carne al fuoco e con possibili sviluppi futuri molto interessanti.

Discovery: Episodio confuso come i capelli di Tilly.

Se dobbiamo dar credito al titolo, allora la più logica delle interpretazioni sarebbe relativa ad un confronto con la morte. In effetti così è stato per molti versi. L’incontro con un’entità vivente che lascia come obolo la sua millenaria esperienza alla Discovery ha comunque una certa relazione con il tema.

Discovery
Ed ecco numero 1…il capo della banda…è quella che comanda il grup…ah questa è un’altra storia.

Ma c’è anche un confronto con la morte che porta a qualcosa di inaspettato. Parlo ovviamente di Saru, il Kelpien. Questa specie da sempre oggetto di persecuzioni e ridotta in schiavitù, ha sviluppato una forma di difesa legata proprio alla paura. I gangli che fuoriescono dalla testa dei Kelpiani sono estremamente sensibili alla paura e vigilano attenti. Altra dote Kelpien è quella di sentire l’arrivo della morte.

Discovery: Guarda me…sono il ritratto della bellezza.

Saru sente che la sua ora è giunta perché il Vaahr’ai (spero di averlo scritto giusto), è l’ultimo degli stadi di vita Kelpien legato al loro essere preda dei Ba’ul.

Ma Saru non è più soggetto a quelle paure e la lontananza da esse consente a quelle forme di difesa fisica (i gangli) di recedere e di atrofizzarsi, lasciando spazio ad un Saru completamente nuovo.

Discovery: Non sempre Burnham e Saru hanno condiviso le stesse scelte.

Tutto questo si lega ovviamente al fatto che sentire la morte per Saru, ha sicuramente significato la fine di una percezione atavica di preda, come essi erano, per un inizio diverso nel quale, almeno in Saru, questa sensazione scompare.

Discovery: Gli dai un dito e si prendono il braccio…

Il personaggio di Saru è certamente fra i meglio riusciti di Discovery. Questo alieno alto allampanato, che fatica a controllare dei moti di timore e paura e che fa della prudenza il suo verbo, riesce a collocarsi nelle più alte cariche di comando grazie alla sua caparbia volontà di dimostrare che anche un Kelpien, una razza sottomessa e cibo per altri esseri, possa riscattarsi per trovare una degna collocazione nell’universo.

Anche il legame con Burnham non è sempre stato rose e fiori, anche se l’episodio pare mostrarci il contrario. La stima è stata reciproca per molte missioni nella Shenzou, ma si era incrinato alla morte della Georgiou.

Discovery: Tilly sempre perfettamente interpretata da Mary Wiseman.

D’altronde il carattere prudente che a volte sfiora l’immobilità, mal si addice a Burnham che invece ha in sè il germe della logica e dell’esplorazione. Saru è ciò che Burnham non potrà mai essere: prudente.

Alla fine quindi i due esseri nel bene o nel male si completano a vicenda e Burnham probabilmente è parte importante in questa piccola evoluzione di Saru, se pensiamo alle vicissitudini della stagione 1.

Povera Tilly

Noi amiamo il guardiamarina Tilly. Questo personaggio dai tratti quasi caricaturali che però si infila in guai di proporzioni bibliche.

Se a questo aggiungiamo Stamets, ormai mezzo fungo e mezzo umano, ciò che viene fuori è qualcosa di inaspettato che coinvolge in parte e stravolge notevolmente la struttura stessa del micelio imbastardito dalla strana cometa.

L’accusa diretta è che Stamets sta uccidendo il micelio e di fatto a pensarci bene, questo potrebbe essere il motivo per cui nella serie originale Star Trek di questo aspetto non se ne faccia menzione.

Discovery
Discovery: Burnham non vuol perdere Saru.

Insomma in parole povere si prospetta una porta d’uscita legata a un qualcosa che ci aveva meravigliato e non poco nella prima stagione, ma che doveva per forza di cose avere una sua conclusione e nessuna traccia nella serie classica.

Mary Wiseman si conferma ancora una volta strepitosa interprete capace di passare dal registro comico a quello drammatico con sconcertante abilità e meriterebbe un riconoscimento.

Valutazione e conclusioni.

Star Trek Discovery ha ormai consolidato la sua struttura narrativa e ci fa ancora sospirare l’arrivo di Spock in carne ed ossa. Una tattica ovviamente adeguata per il peso stesso che ha questo personaggio nel mondo Star Trek.

Discovery: “Quella cosa vuol scaricare 100.000 anni di playlist Spotify???

Tutto questo però offre la possibilità di tenere lo spettatore in attesa ma nello stesso tempo lo incuriosisce con le vicende autoconclusive e quelle dal respiro più ampio, vedi le vicissitudini di Tilly, Stamets per esempio, o le operazioni oscure della sezione 31.

Ma l’episodio di Discovery 2×04, se proprio dobbiamo trovargli un difetto, è quello di essere stato confusionario per molti tratti. Era difficile star dietro alle paturnie di Burnham, indecisa fra seguire o meno la missione per Spock, alla malattia di Saru, la povera Tilly preda del fungo stile Blob e infine l’essere senziente di 100.000 anni che voleva solo scaricare la sua playlist di spotify accumulata in questi anni.

Discovery: “Nella playlist non c’è Ultimo…ma solo Soldi soldi soldi…”

Forse per la prima volta ho provato difficoltà a districarmi nella trama, ma temo che dovrò farci l’abitudine.

In conclusione, episodio sopra la sufficienza ma se fosse stato più lineare, ne avrebbe giovato la fruibilità.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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