Star Trek Discovery – Recensione 2×10 – The Red Angel

L’angelo rosso si svela nell’episodio di Discovery, mettendo a rischio la vita di Burnham. Ma è stata davvero una sorpresa sapere la sua identità?

Discovery: vi sta piacendo Ethan Peck nel ruolo del giovane Spock?

Verità scomode da confessare.

Leland non è simpatico ammettiamolo. Ma almeno ha il coraggio delle sue azioni, sbagliate o giuste che siano, e questo va a suo merito.

Ci vuole coraggio per affrontare Burnham e dirgli che la responsabilità della morte dei suoi genitori è proprio lui. La reazione di Burnham è poco vulcaniana e molto umana ma comprensibile.

Discovery: Dire la verità a volte può far male…

Va però detto che proprio lei dovrebbe ben sapere che a volte si fanno scelte che mettono in pericolo la vita degli altri e mi sarei aspettato, dopo lo sfogo, un minimo di ripensamento che però nella puntata di Discovery non ho notato.

Se Leland in qualche modo merita lo sfogo di Burnham, ma allo stesso tempo va apprezzato per la sua sincerità tardiva, bisogna anche dire che in fondo la nostra bella Michael deve essere grata a lui. In fondo senza Leland lei non sarebbe stata adottata da Sarek e non avrebbe conosciuto Spock e fatto carriera nella Federazione o sbaglio?

Paura di morire? No grazie.

Se l’Angelo Rosso vuoi far comparire…Burnham deve morire. Fa strano pensare in piena fantascienza, con una tecnologia così avanzata, come quella immaginata da Roddenberry, si possa confondere una traccia bio neurale madre/figlia.

Discovery: Tyler e Burnham. La paura rende fragili.

Non sono uno scienziato o simili, ma se la traccia identifica inequivocabilmente le persone, allora la nostra Tilly ha preso una gigantesca cantonata che fra l’altro ha messo in pericolo la nostra protagonista.

Il concetto però di morte per favorire l’arrivo dell’angelo ha un po’ di valenza filosofica. Un po’ come morte chiama morte. Infatti Burnham in fin di vita o forse morta, trova salvezza in colei che per tanti anni ha creduto tale, e cioè la madre.

Ritorno di fiamma?

Questa consapevole prova mette Michael, di solito pragmatica e forte, di fronte alla sua fragilità. Una donna spoglia dei suoi attributi esteriori e senza le valenze mentali vulcaniane che ha paura.

La paura la porta a cercare l’unica persona che per quanto folle possa sembrare, ha sempre amato ed è in grado e con la quale può davvero essere nuda e fragile perché sa che lui la proteggerà ad ogni costo: Tyler.

Discovery: riunione tattica.

In realtà non sappiamo se dopo il bacio fra le lacrime, abbiano anche fatto sesso, io immagino di sì, ma se anche non fosse, resta il fatto che la paura della morte li ha in qualche modo riavvicinati e non sappiamo che sviluppi potrebbe avere nel cuore di Michael.

Culber e Stamets, la piccola grande storia d’amore della Discovery.

Mentre tutto scorre, come direbbero i Negramaro, anche nella Discovery si consumano le storie d’amore. Culber di ritorno dal micelio sembra non riuscire a legare con Stamets.

Eppure dentro di sè ha tutto per amarlo. Sa che Stamets è importante per lui, ma non riesce davvero a comprenderlo fino in fondo. D’altro canto se l’amore fosse scientifico, perderebbe gran parte della sua magia no?

Discovery: Culber e Stamets provano a ritrovare il filo perduto della loro relazione.

Quindi perché non farsi psicanalizzare dalla nostra Ammiraglia Cornwell che dispensa ordini e massime orientali peggio di un bonzo tibetano di 150 anni. Alla fine però dice una cosa giusta che apre la scorza dura del nuovo Culber: “l’amore è una scelta Hugh (Culber)…e non la facciamo solo una volta ma più e più volte”.

Se tutto questo non bastasse, ci si mette di mezzo pure la Georgiou/mirror con atteggiamenti provocatori e occhiate languide che al momento restano senza una vera colleganza e diciamo pure fuori luogo.

Stamets dal canto suo ha metabolizzato il due di picche e prova anche lui a ripartire. Ma Culber sembra ora più disposto a comprendere meglio questo nuovo inizio di rapporto. Il seguito della telenovela nei prossimi episodi.

Arriva l’angelo!

Detto per inciso, io ho sospettato che potesse essere la madre solo quando ha parlato con Leland e ho potuto notare la violenta reazione della Burnham. Prima, lo ammetto, non avrei mai messo mammina nel novero delle favorite.

Discovery: “Tilly…era mia madre la traccia bioneurale!….Se te pijo!”

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, questo diceva la cara Agatha Christie. Così se mettiamo insieme l’indizio della firma bioneurale, il resoconto della morte dei genitori di Burnham e la conseguente reazione della stessa, gli elementi che portavano alla madre erano abbastanza chiari almeno per me che avevo escluso nei miei ragionamenti Burnham al totoAngelorosso.

Conclusioni sull’episodio 2×10 di Discovery.

Se proviamo a mettere insieme i tasselli della vicenda, potremmo tutti noi che seguiamo la serie, strade differenti e tutte plausibili. Leland primo Borg? Possibile. In fondo i Borg hanno molte cose in comune con l’idea che ci stiamo facendo di Controllo.

Discovery: “Chi…io? Per quel posto di facchino sulla Enterprise?”

Aggiungo anche un’altra remotissima ipotesi: ricordate la Relativity? L’abbiamo conosciuta nell’episodio 5×23 di Voyager. Questa nave della Federazione viaggia nel tempo per mettere a posto le anomalie del tempo che possono in qualche modo sconvolgere il continuum.

Non vi ricorda un po’ il compito dell’Angelo Rosso? Ecco anche a me e quindi anche se stiamo andando avanti per ipotesi, questa correlazione fra Relativity e l’Angelo è perlomeno curiosa.

Discovery: Cosa nasconde la Georgiou?

Nel complesso l’episodio si è mosso bene all’interno di un meccanismo narrativo ormai ben oliato e che rende perfettamente godibile ogni episodio. La chiave drammatica giunge fino ad un certo punto senza mai cadere nel becero o nello scontato. L’equipaggio per un motivo o per l’altro ha sempre il suo spazio e le prospettive future sono talmente tante che questa serie potenzialmente potrebbe andare avanti per altre 10 stagioni.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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