Star Trek Discovery – Recensione 2×12 – Through the Valley of Shadows

Se l’episodio precedente di Discovery mi aveva lasciato qualche perplessità, qui la serie recupera alla grande con una puntata perfetta.

Discovery 2×12: Pike va incontro al futuro conoscendo ora il suo orribile destino.

Discovery: Il gioco del tempo ha bisogno di giocatori tosti.

Se il futuro, la tecnologia che per ora è fantascienza, permetterà di dominare il tempo e permetterà anche solo visivamente di vedere il futuro, quanti di noi avranno il coraggio di affrontarne la visione ben sapendo di non poterlo mutare?

Discovery in questa stagione gioca proprio sui paradossi temporali, sui salti cronologici, esplora le varianti di un qualcosa di talmente delicato e potenzialmente pericoloso, da lasciarci a volte interdetti e dubbiosi. Pike è un comandante che possiamo in qualche modo inquadrare all’interno di una vecchia logica Trekkiana, un capitano sicuro di sè, pronto a fare la cosa giusta anche se non in linea con la Federazione.

Discovery 2×12: I cristalli del tempo, un dono o una maledizione?

Lui, solo poteva mettersi a confronto con la sfida del tempo ed uscirne vincitore seppur con le ossa rotte. Geniale questa scelta di far prendere coscienza a Pike del suo tragico destino, l’unico probabilmente in grado di reggere l’urto con ciò che lo attende.

I Klingon hanno il controllo di un’arma terribile come i cristalli del tempo e risulta difficile pensare che un popolo guerriero non ne sfrutti il potere. Ma la risposta sta forse nell’eccessiva forza che può avere il tempo anche nei loro confronti e di come gli equilibri di una galassia potrebbero essere sconvolti da tale forza.

Il figlio di L’rell e Tyler è ormai adulto e conosce il terribile potere dei cristalli.

Chiunque, buono o cattivo, mosso dalle più pie intenzioni o spinto da sete di potere potrebbe, utilizzando i cristalli modificare il passato o il futuro a suo piacimento ma ogni cosa nell’universo ha un equilibrio e se dal passato togli dovrai dare al futuro e viceversa. Forse i Klingon sono coscienti che manipolando il tempo per vincere le guerre, non solo sarebbe dannoso ma anche poco onorevole.

Questa era una missione che doveva permettere alla Discovery di avere un cristallo temporale e Pike ha voluto bere l’amaro calice del suo futuro per il bene della Discovery e dell’intera galassia. Certo poteva anche vedere un domani roseo e pieno di gioia, ma noi spettatori sapevamo già che non sarebbe stato così e questo ci ha avvicinato ancor di più al personaggio.

Alla fine Discovery riesce sempre a stare in linea con la serie classica senza mai calpestarle i piedi, senza incrociarsi pericolosamente, ma appoggiandosi ad alcune vicende per svilupparle e plasmarle in modo originale e funzionale alla sua trama.

Fratelli in azione.

Spock e Burnham insieme sono una forza. Possiamo essere critici fino alla stremo con Discovery, con la sua concezione moderna di raccontare una storia, con il taglio dato alla serie, così distante dalle altre serie TV, ma non si può non amare questi due.

Discovery 2×12: Burnham deve recuperare punti rispetto ad altri personaggi che stanno emergendo prepotenti sulla scena.

Se da un lato ho visto una Burnham troppo perfettina per essere vera che raramente si fa davvero amare, dall’altra ho visto uno Spock talmente aderente al personaggio classico, da sorprendere positivamente.

Discovery ha scelto di avvicinare in modo così prepotente la serie classica un personaggio come Spock, che rappresentava e rappresenta un rischio molto alto dal punto di vista della scrittura. Non solo perché uno Spock più giovane era stato già visto nella serie classica (pilot con Pike su Talos IV), ma anche perché si presuppone che quanto accadrà nella Discovery, segnerà lo Spock che dieci anni dopo starà al fianco di Kirk nella Enterprise.

Discovery 2×12: Fratelli in azione…

Ma se possiamo essere certi di qualcosa in attesa di capire in che modo saranno sviluppate le vicende, quella è certamente la coppia di fratelli.

La stringente logica vulcaniana intrisa di sentimenti umani di Spock e la mente analitica umana e a volte fin troppo logica di Burnham, si aggregano perfettamente, dando vita a qualcosa che televisivamente funziona dannatamente bene.

Non sappiamo se Spock tornerà sulla Discovery o se la sua presenza finirà con questa stagione, ma di certo il loro connubio si sta rafforzando sempre di più e sarà molto difficile giustificare la totale scomparsa di Burnham dallo Spock della serie classica, man mano che questa complicità andrà avanti.

Telenovela: Anche gli ufficiali scientifici piangono Ep. 349878.

Prosegue la telenovela di Stamets, ormai disincantato e freddo e Culber sempre più preso dal suo reintegro come ufficiale medico della Discovery. A complicare le cose (o ad appianarle?) arriva Jett Reno l’ingegnere lesbica salvata nel primo episodio di Discovery.

Discovery 2×12: Stamets e Culber…come finirà la loro storia?

Lei sa che quei due sono fatti l’uno per l’altra e nessun fungo, malattia, scienza o Controllo, potranno impedire al loro ammmore di sbocciare nuovamente.

Jett Reno, che sembra più il nome di un super eroe Marvel o DC, vive un’esperienza molto simile a quella di Stamets e Culber e probabilmente le sue intenzioni sono quelle di riavvicinare i due che al momento sembrano più distanti di Veronica Castro e Luis Antonio nella prima puntata della famosa telenovela.

Jett Reno spunta come i funghi durante questa stagione di Discovery.

Sicuramente il finale di stagione ci riserverà delle sorprese in stile Cuori ribelli e sebbene al momento distaccata dalla trama principale, questo intermezzo di vita dell’equipaggio, ci sta bene come ci stanno bene tutti quei break, quegli spaccati di quotidianità che ci offre Discovery quasi ad ogni episodio.

Conclusioni e considerazioni su Discovery 2×12.

Star Trek nei suoi lunghi anni, ha lasciato qui e là pezzi di storie, quei mozziconi di vicende a cui in qualche modo Discovery si aggrappa. Abbiamo visto Talos IV e lo abbiamo visto in questo episodio che fa chiaro riferimento agli accadimenti di Pike presenti nella 1×12/13 della serie classica.

Questo consente alla serie Discovery due cose: Libertà di movimento a livello di narrativa e allo stesso tempo, attaccamento e vicinanza alla serie classica seppur sfruttando le briciole lasciate dalla scia degli episodi classici.

Discovery sta cercando di appoggiarsi alla serie originale con delicatezza.

Pike affronta una delle prove più dure che si possano sostenere e non era possibile fare diversamente per ottenere il cristallo temporale. Ma questa continua colleganza fra Pike della serie classica e quello della Discovery, si fanno sempre più interessanti e Anson Mount sembra davvero la scelta migliore.

Ora non ci resta che goderci le puntate finali con la certezza che Kurtzman e soci sapranno sorprenderci ancora una volta.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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