Star Trek Discovery – Recensione 2×13- Such Sweet Sorrow

Tutto ha una fine e un inizio. Queste sono le recensioni finali della seconda stagione di Star Trek Discovery. Parte prima.

Discovery: Vi piace la plancia della Enterprise?

La Discovery distrutta?

I più attenti di voi sapevano già che, per ovvie ragioni, la Discovery non sarebbe stata distrutta. Ma la drammaticità del momento è stata esemplare e di grande impatto emozionale.

Sicuramente Pike è emerso sugli altri protagonisti con quella sua carica di potere decisionale e per essere riuscito, malgrado le immagini del suo tragico futuro, a trasmettere all’equipaggio serenità e forza in un momento drammatico.

Pike è una delle sorprese positive di questa stagione.

Ci si rende conto così dell’importanza di un comandante come Pike nella logica di questa seconda stagione. Serviva qualcuno che fosse capace di prendere un ruolo complesso e a volte, diciamocela tutta, antipatico che avesse la caratura e i galloni guadagnati sul campo della stagione 1 da Lorca.

Pike ha svolto il doppio ruolo di connessione fra passato e futuro fra serie classica e Discovery un capitano moderno inserito in una dinamica narrativa moderna, lui che era stato fino a questa stagione 2, un personaggio non primario del mondo di Star Trek televisivo.

Discovery: Le storie dell’equipaggio al centro di questa stagione 2.

Ci si domanda a questo punto se sarà della partita anche nella stagione 3 o se, come sembra, tornerà alla sua Enterprise in attesa che un giovane James Tiberius Kirk ne prenda la guida coadiuvato da Bones, Uhra, Spock e Scott.

La soluzione che si prospetta, potrebbe, lo dico al condizionale, farci entrare in un tunnel di possibilità praticamente infinito. Burnham e Spock 950 anni nel futuro? Sarà mai possibile?

Le emozioni non mancano.

Chiamatemi sentimentale, ma l’incontro fra Sarek, Amanda e Burnham mi ha commosso. Non tanto per la dolcezza di una madre come Amanda, capace di trasmettere quell’essenza di materno amore tutto terrestre, ma per il grande trasporto, considerando la sua natura vulcaniana, di Sarek che è sempre parso sul punto di spendere una lacrima…cosa ovviamente non normale in lui.

Spock versione Discovery e il suo rapporto con Burnham.

Burnham davanti a loro sembra sempre una bambina debole e indifesa, la stessa bambina impaurita e confusa che si trovarono davanti anni addietro. Sembra davvero strano che nel gioco del futuro, nella corsa alla salvezza della galassia, discovery riesca sempre e comunque a inserire questi piccoli rifugi che fanno bene al cuore.

Burnham, che ancora una volta diventa il fulcro di una soluzione radicale, accetta il ruolo così come lo accetteremmo noi: con la paura di non tornare, di non rivedere i volti amici con cui ha diviso tante avventure e malgrado gran parte dei componenti del ponte comando siano pronti a seguirla, ciò che resta è sufficiente a creare un minimo di tensione emotiva.

Discovery: Georgiou è stata una pedina fondamentale di questa stagione. Tornerà?

La sensazione sul personaggio di Burnham è che sia stato un attimo sacrificato per la coralità. Nel senso che pur restando assolutamente un personaggio di rilievo, si sia preferito in questa stagione, dare spazio a un Pike, che alla fine ha rubato in gran parte la scena a Michael o alle storie minime ma interessanti dell’equipaggio che a volte sono assurte a protagoniste, dando alla serie continuità narrativa e variabilità.

Conclusioni, ipotesi e considerazioni.

Questa prima parte del finale di stagione sembra destinata a portarci verso un cliffhanger di notevoli proporzioni. La minaccia di Controllo ha innescato fra noi appassionati di Star Trek, una serie di ipotesi, più o meno realistiche o realizzabili, legate a distorsioni temporali, Borg, viaggi nel tempo, universi paralleli, universo specchio e chiedo perdono se non li ho inseriti tutti.

Tyler e Burnham. La loro storia d’amore è stata fprse sacrificata?

La forza di Discovery è che si è giunti ad un passo dal finale di stagione e tutte le ipotesi restano ancora valide. Kurtzman è riuscito a fare una stagione che fosse legata alla stagione 1, che avesse appendici e derivazioni dalla serie classica da cui ha attinto più della precedente, e con una storia centrale emozionante e coinvolgente che ha fatto sì che i protagonisti non fossero sempre quelli che avevamo immaginato, ma anche altri che di volta in volta hanno preso la scena con ottimi risultati.

Pronti alla puntata finale?

Ora il tempo delle ipotesi è finito e ci attende un finale di stagione pieno di emozioni che sono certo soddisferanno gran parte della platea di appassionati di Discovery.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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