Suits – Recensione 7×05 – Brooklyn Housing

Bentrovati, Suitors! È di nuovo il mio turno (qui è Ellie che vi scrive) di recensire Suits per Suits Episodes e Serial Crush. Beh, che dire, con mio sommo rammarico anche questa puntata è stata sullo stesso livello delle prime quattro, talmente significative che quasi nemmeno me le ricordo. Se volessimo fare un paragone, l’inizio di questa settima stagione è come un elettrocardiogramma che tende al piatto, non ha né picchi di emozioni, né discese precipitose. Siamo già a un terzo della stagione, il tempo delle prime “puntate di assestamento” dovrebbe essere finito, quindi ci vuole una bella accelerata o l’ECG rischia di diventare quello di uno cerebralmente morto.  Secondo me il problema di queste puntate è la mancanza di un filo conduttore sensato e di trama orizzontale continua, tanto che risaltano fuori questioni dal nulla a distanza di puntate, rimbalzando come una pallina da ping pong (tipo: il matrimonio nella scorsa puntata, o questa settimana lo sclero di Louis al dottor Lipschitz della 7×03 dopo un episodio di silenzio radio). Inoltre vengono inseriti personaggi random che non portano a nulla e scene sconclusionate che trovano soluzione entro gli ultimi 5 minuti di puntata tanto per dire qualcosa: esempio palese è quello della cacciatrice di teste (ma che nome poi) della 7×05. Piomba all’improvviso nella hall della Pearson Specter Litt, avvisa Harvey che vuole essere assunta, quest’ultimo passa la puntata a correre di qui e di là pensando solo a lei, e poi Donna le fa cambiare idea. Sì, e quindi? È stata una vicenda interessante da vedere? No. Ha aggiunto qualcosa alla trama? No. Tra l’altro meglio così se non l’hanno assunta, oltre a essere uno di quei tipi che ti stanno antipatici a pelle, ha passato mezza puntata a fare la carina con Harvey. Uè, bella, Donna ha già concorrenza, non ti ci mettere pure tu.

Parlando di Donna, a me dispiace veramente dirlo, ma questo suo nuovo ruolo non aggiunge niente alla trama. Cioè, che cosa starebbe facendo di innovativo? Quali sarebbero le sue nuove funzioni, a parte ricordare ad Harvey trecento volte a puntata che non è più la sua segreteria? Potrebbero farle fare qualcosa in più o di nuovo, invece della solita portatrice di pace porta-a-porta tra Louis e Harvey, quello già lo faceva prima. Oltretutto ha un tono arrogante che fa saltare i nervi, e io veramente non vedo quasi più nulla del lato “favoloso” del suo personaggio. E lo stesso si può dire dei Darvey, o meglio il rapporto che avevano Harvey e Donna a prescindere dalla coppia. Non c’è più niente tra loro, né complicità, né comprensione reciproca, né chimica, nulla di nulla. Ancora non sappiamo se Korsh li farà finire insieme, ma ora come ora a me riesce proprio difficile anche solo immaginarli una coppia. Prima dovrebbero resuscitare il loro vecchio modo di relazionarsi, perché così non esprimono nulla. Nella scena in cui parlottavano nell’ufficio di Donna ci ho visto meno chimica che tra Zane e il water frigo di Harvey, onestamente. Altra cosa quasi totalmente assente è il rapporto tra Harvey e Mike. Oh, a me girano le pizze, perché Korsh ha pubblicizzato la stagione dicendo che avremmo visto più Marvey e avrebbero lavorato insieme come nelle stagioni passate, e invece si saranno visti insieme sì e no in cinque scene in croce. Per non parlare di Mike che è regredito alla 3×01 e ora si mette pure a tradire la fiducia di Harvey. A me cadono le braccia. Dopo tutto quello che Harvey ha fatto per lui, gli mente spudoratamente in faccia e infrange pure la parola data? Per una volta mi tocca concordare con Rachel quando ha detto che uno, la sua parola non vale più una cippa, e due, Harvey farebbe bene a licenziarlo o almeno a cancellargli quell’aria irritante da posso-fare-quel-che-mi-pare.

E per portare avanti  il caso di scemo e più scemo Mike e Oliver, risalta fuori lui. No, cioè, ma veramente? Di nuovo a fare accordi con Gallo per farlo uscire prima in cambio di informazioni? Perfino Sean Cahill si è stancato di questa storyline e gli è partito il “no, Maria, io esco”. Viva l’originalità di questo caso che, come volevasi dimostrare, sono riusciti a incentrare nuovamente intorno al nostro Buon Samaritano di turno e la sua luuuunga permanenza in prigione.

Alla fine della fiera, Mike dall’esperienza della prigione non ha capito un bel niente, infatti è nuovamente in cerca di segreti da mantenere, rischi inutili da correre e accordi loschi da fare all’oscuro di Harvey. Fortuna che almeno Louis si è ripreso dall’ attacco di schizofrenia dalla crisi degli scorsi episodi ed è tornato a fare l’avvocato dopo probabilmente due o tre stagioni. Certo, il caso è stato degno della peggiore sotto-trama di Grey’s Anatomy: ovvero tale Jacob, l’ex partner in più sensi di quanti ne vogliamo analizzare, ha fatto causa alla Agard per avergli rubato i clienti, dopo che questo l’ha mollata e le ha messo le corna. Lei, pensando che Harvey avrebbe dato i numeri per via di sua madre che mise le corna a suo marito, non vuole dirgli niente; allo stesso tempo Harvey non vuole dire niente a Donna, il perché non si è capito. E in tutto ciò, ci calza a pennello pure Louis che si identifica con Jacob e paragona Tara a Paula capendo di essere stato lui a fare uno… ok, non vi siete persi anche voi? Una vicenda davvero complicata e avvincent… anche no. Ma almeno Louis è tornato in sé, ha capito che era lui a sbagliare (ma per me nemmeno Tara era così innocente), ha tirato fuori l’avvocato badass che c’è in lui e alla fine è stato pure tenero scusandosi con il suo dottore. Litt finalmente ha Littato tutti quanti, e si è riconquistato il mio affetto.

Visto che è l’unico che ci è piaciuto, e che ha detto qualcosa un minimo divertente, la perla della puntata se l’aggiudica Louis per i suoi modi non proprio educati ahahah.

Alla prossima settimana,
Ellie.

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