Suits – Recensione 9×03 – Windmills

Bentrovati con la recensione della 9×03 di Suits by Suits Episodes e Serial Crush. Beh, che dire di questa puntata? Sicuramente che non è stata granché, anzi, a mio avviso non ha brillato per niente in particolare, come del resto questa serie non brilla da parecchio tempo. L’abbiamo detto tante volte e leggiamo sempre più commenti di fan a cui non sono piaciute le ultime stagioni, ma come darci torto? Non sono solo le ultime stagioni ad aver segnato il declino della serie, ma anche i personaggi che ormai hanno perso tutto il loro carisma e sembrano macchiette che dicono frasi a caso e buttano un bullshit e un fuck qui e là. Come se questo fosse il fulcro della serie. Addirittura siamo arrivati al punto in cui, per riempire una scena fanno a dire a Donna – a Donna, e non a una comparsa a caso – una frase come “l’acqua è bagnata”. Ah, ma davvero? Beh, complimenti agli sceneggiatori e autori per trattare Harvey e Donna come due cretini adolescenti al primo appuntamento da non sapersi più che dire e starsene zitti dall’imbarazzo. L’imbarazzo l’ho provato io a guardare questa puntata, oltre alla delusione di vedere una serie come Suits andare verso un finale penoso.

L’appuntamento dei Darvey è stato solo la ciliegina sulla torta in un episodio fatto di cose sconclusionate. Andiamo con ordine e partiamo proprio da Donna, che da persona molto matura, ha messo il broncio perché lo zerbino Harvey ha preso le sue parti con Louis. Al che lo zerbino Harvey, che da quando ha riscoperto la vita sessuale non gli basta mai, risponde che le ha dato ragione perché non voleva che Donna se la prendesse con lui e lo lasciasse. Ma chi siete voi e che ne avete fatto di Harvey Specter e Donna Paulsen?!

Va bene, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine a non vedere più l’Harvey figo delle vecchie stagioni, che guidava macchine sportive, giocava a poker e se ne usciva con le sue lezioni di vita, ma ti prego non essere così mollusco dietro a una donna. Dio, mi sono appena resa conto che non beve più nemmeno lo scotch!

Cambiando argomento, ma restando in tema lamentele e cose a caso, abbiamo un Louis che improvvisamente non sa più come vivere in un mondo in cui non è il capo, malgrado sia diventato socio dirigente l’altro ieri. E dal nulla si parla di Louis che ha sempre voluto fare il giudice. Ma sempre quando? Perché io non ricordo che in otto stagioni si sia mai parlato di Louis che vuole fare il giudice, sicuramente non come suo progetto di vita futura. Per carità, il sogno è stato un espediente carino e spassoso da vedere, soprattutto i tanti Harvey, ma perché accennare a caso la questione e poi concluderla in quattro e quattr’otto con la scusa che vuole restare con i suoi amici? Boh, ormai sembra che trattino certi argomenti tanto per dire qualcosa e non per dare un percorso ai personaggi. Che poi Louis che diventa giudice ce lo vedrei bene, e sarebbe anche divertente vedere come si costruisce la reputazione di giudice più bipolare degli Stati Uniti! La stessa cosa vale per Samantha che continua a sganciare notizie bomba che poi non vengono mai esplorate. Nella scorsa puntata era vittima di bullismo, in questa vuole sapere chi sono i suoi genitori biologici. Ah, ma ora pure Samantha è un mezzo per far cadere i fan dalle nuvole? Ci manca solo che dica di aver avuto un melanoma metastatico al quarto stadio e siamo a posto.

Dulcis in fundo, e sì sto ancora a lamentarmi, i casi della puntata. Quali casi, direte voi (e a ragione)? Quelli che sono piovuti dal nulla tra le mani di Harvey e Katrina senza che si capisse nulla né di come sono iniziati, né di come si sono evoluti, né tanto meno di come si sono conclusi. Harvey si presenta nell’ufficio di un tale e cominciano a parlare di acquisizioni, fare causa al consiglio, blablabla, per poi mettere in mezzo anche Faye e il suo vecchio studio, e quel Kevin che stava in prigione con Mike. Ma… how about no? Stessa cosa vale per il caso di Katrina e dell’inutilissimaimportantissima Susan che si fanno i dispettucci a vicenda durante un caso di non si è capito veramente niente.

Gli autori davvero pensano che accennare a fare causa a qualcuno equivalga a dire che Suits è ancora un legal drama? Onestamente, a me sembra più un Illegal Drama, ma proprio perché non si fa altro che parlare di fare o non fare qualcosa di illegale e tutti ne fanno un dramma. Forse, ma dico forse, se stessero a sentire un po’ di più Faye e meno a farle la guerra e ribellarsi a qualsiasi costo, capirebbero che ha ragione e sono loro nel torto.

Visto che questa recensione è più una critica negativa, farò una lista delle cose positive della puntata:

  • Stan Lipschitz, coscienza di tutti noi.
  • Fine della lista.

Risolleviamoci il morale con la perla della 9×03 che abbiamo aggiudicato a Louis per questa metafora che solo lui poteva trovare! Hahaha!

Alla prossima puntata,

Ellie

Suits Episodes

Suits Episodes nasce come gruppo di traduzione indipendente delle puntate di Suits e di tutto ciò che riguarda questo show. E' amministrato con amore e passione da Elisa e Giò.

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