The Truth About The Harry Quebert Affair – Recensione 1×02

Dopo più di una settimana di ricerca disperata sono finalmente riuscita a reperire e vedere questa sudatissima 1×02, che sembrava sparita nel nulla come la nostra Nola. Non è ancora chiara la programmazione di questa miniserie, ma non demordiamo e incrociamo le dita di poterla vedere fino alla fine.
Questa seconda puntata si addentra nel vivo della vicenda, mostrandoci le origini del rapporto tra Harry e Nola e quello tra il professore e Marcus. Allo stesso tempo, iniziano le indagini di Goldman per scoprire la verità sull’omicidio della quindicenne Nola Kellergan, ostacolato da qualcuno che non vuole che si alzi un gran polverone. Se da una parte Marcus vuole aiutare e scagionare Harry a tutti i costi rischiando di inimicarsi qualcuno, dall’altra è sotto pressione a causa dell’imminente scadenza della consegna del suo libro. E per coronare questa bella situazione, ci sono pure le pretese del suo editore che vorrebbe un libro piccante su Harry Quebert e Nola, ma per fortuna l’onore di Marcus è più forte – per ora – e non cede alle sue minacce.


Marcus inizia quindi a interrogare Harry e i cittadini di Sommerdale, intrecciando le loro storie con i flashback risalenti all’estate del 1975, che come sappiamo si concluse con la scomparsa di Nola. Scopriamo perciò che Nola lavorava alla locanda del paese, il Clark’s, che Harry frequentava con la scusa di scrivere il suo romanzo quando in realtà era per vedere la ragazza. Un altro personaggio di cui facciamo la conoscenza è Tamara Quinn, l’allora proprietaria del Clark’s, che era molto affascinata da Harry e voleva sfruttare la sua fama per pubblicizzare il suo locale. La stessa che nel presente sostiene di aver sempre saputo della relazione tra Harry e Nola e di essere stata in possesso di una prova, che però fu rubata. Un parallelismo interessante tra presente e passato è l’opinione pubblica nei confronti di Harry, che se prima dell’accaduto era considerato una celebrità – sebbene il suo romanzo di allora non fosse poi così famoso a New York – dopo la scoperta della faccenda di Nola viene screditato da tutti, il suo capolavoro rinnegato e addirittura rimosso dalle biblioteche e librerie.
Marcus parla anche con il bibliotecario, Ernie Pinkas, che ci aiuta a fare un po’ più di luce sulla scomparsa di Nola. Quella notte il padre della ragazza stava ascoltando la musica a volume alto nel suo garage come faceva spesso e solo in seguito si è accorto della scomparsa della figlia. Perciò potrebbe essere accaduto di tutto senza che lui sentisse, non fosse per quel biglietto che Nola mandò a Harry per darsi appuntamento quella stessa sera al motel. Quindi la vera domanda è: Nola è scappata da sola di casa e poi ha incontrato qualcuno oppure è stata rapita senza che nessuno si accorgesse di niente? Un’altra scoperta interessante è che la polizia vide una Montecarlo nera sfrecciare via dalla scena del crimine. E chi guidava quella macchina all’epoca, aumentando i sospetti sul suo conto? Il nostro caro Harry.


Dall’altra parte abbiamo il flashback di quando Marcus era uno studente di Burrows e quello che più cercava era l’approvazione del professor Quebert. Tuttavia, Harry lo inquadrò fin da subito e gli disse chiaro e tondo cosa pensava di lui, cioè che era un imbroglione, un farabutto, che non aveva il coraggio di osare e perciò sceglieva la via più facile. E se questo inizialmente colpì Marcus perché il suo più grande timore era che qualcuno lo vedesse per quel che era, poi si mise in gioco seguendo il consiglio di Harry: ovvero si fece pestare da uno il triplo di lui. Gli insegnamenti, quelli belli.
Marcus fa anche la conoscenza di Gahalowood, un sergente dalle cravatte improbabili che personalmente mi fa scompisciare dalla risate nel libro e perciò sono felice che abbiano inserito le scene divertenti – come Marcus che cade nella fossa dov’era sepolta Nola – e le battute tra i due, tra cui quella in cui il sergente critica l’opera dello scrittore. Gahalowood ci darà soddisfazioni, fidatevi.

Quando Harry ti dice di imparare a cadere, ma tu fraintendi.

Questa puntata è servita più che altro a introdurre parte dei personaggi coinvolti e ad anticipare qualcosa sul caso Kellergan, lasciandoci già degli interrogativi. Come chi ha rubato le prove alla Quinn nel passato, oppure chi sta minacciando Marcus e vuole fermare le sue indagini. Le minacce e soprattutto la macchina incendiata danno ancora di più un’aria di mistero e di intrigo alla serie.

La frase che ho scelto per la puntata, che riassume un po’ anche tutto il romanzo, è questa:

La prima cosa che deve imparare uno scrittore è cadere. La seconda è rialzarsi. – Harry Quebert

Alla prossima,

Ellie.

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2 comments

  1. riusciremo a vedere la 3? se penso che le puntate sono 10……mi viene lo sconforto

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