The Truth About The Harry Quebert Affair – Recensione – 1×03 e 1×04

Bentornati con una doppia recensione della 1×03 e 1×04 di Harry Quebert. Dopo due episodi introduttivi, la terza e la quarta puntata arricchiscono la trama e infittiscono il mistero sulla scomparsa di Nola, introducendo due nuovi personaggi fondamentali. La mia opinione generale è che questa serie è un piccolo gioiello, sia per chi è un fan del romanzo sia per chi si approccia a questa storia per la prima volta. La fotografia e le ambientazioni sono davvero ben fatte, e poi c’è un cast all’altezza delle aspettative: Patrick Dempsey nel ruolo di Quebert è semplicemente perfetto, Kristine Froseth come Nola la trovo molto convincente, e Ben Schnetzer mi sta facendo amare Marcus sempre di più. Nonostante gli avvertimenti ricevuti e la macchina di Harry bruciata, il nostro scrittore non si lascia intimidire e continua la sua indagine sulla scomparsa di Nola. In queste due puntate facciamo scoperte interessanti e, soprattutto, conosciamo meglio i personaggi di Nola e Jenny, entrambe cameriere del Clark’s ed entrambe infatuate di Harry Quebert. Patrick Dempsey fa stragi di cuori e mi sembra “Pick me, choose me, love me” un’altra volta. Dopotutto c’è un motivo se lo chiamavano Stranamore.

Attraverso il racconto di Harry in carcere, veniamo riportati a inizio luglio di trent’anni prima. Lo scrittore è arrivato a Sommerdale da qualche settimana e lui e Nola sono già innamorati persi uno dell’altra. Lui frequenta il Clark’s durante i turni della ragazza per osservarla e per scribacchiare appunti per il suo nuovo libro, ed è lì che Nola lo invita al suo concerto scolastico. Nella stessa scena ci viene presentato il Reverendo Kellergan, il padre di Nola, che già Marcus aveva contattato nel presente. La scena del concerto è forse una delle più belle viste finora. La piccola Nola, che di angelico non ha solo il viso ma anche la voce, canta Can’t Help Falling in Love With You di Elvis Presley rivolta a Harry con una dolcezza disarmante, tanto che sembrava una scena magica. Però fa anche molto male, perché siamo di fronte a una ragazzina di 15 anni che farà una brutta fine per seguire il suo amore.


Se tutto ci sembrava rosa e fiori, cominciano a sorgere i primi problemi quando Harry si fa prendere dai sensi di colpa e si rende conto che non può esserci niente tra loro perché Nola è minorenne. Perciò, allontana Nola nonostante la ami e comincia a uscire con Jenny per dimenticarla. Per Jenny, invece, è come se il Natale fosse arrivato in anticipo. Proprio quando la madre comincia a farle pressioni per trovare un fidanzato, il famoso e affascinante Harry Quebert si mette a flirtare con lei. Jenny mi fa molta pena, sia per quell’ingombrante della madre che bacchetta figlia e marito a suo piacimento, sia perché Harry la sta solo prendendo in giro e finirà per ferirla. Nel frattempo, Nola scopre che i due escono insieme e rimane così devastata dall’allontanamento di Harry che tenta il suicidio. Improvvisamente, la spensierata Nola ci appare com’è realmente: un’adolescente fragile, triste e con una vita familiare tutt’altro che facile e felice. La madre la picchia e la maltratta facendole credere che è una ragazza cattiva, il padre fa finta di non vedere e non sentire e l’unico che la rende felice esce con un’altra. Qui siamo oltre il mai ‘na gioia.
Dopo il gesto disperato della ragazza, Harry va a trovarla in ospedale dando buca alla festa organizzata da Tamara Quinn per annunciare la grande novità della figlia. La Quinn, se ancora non si era capito, è la classica donna pomposa e approfittatrice che non fa che vantarsi e perciò lo prende come un affronto personale quando il celebre Quebert non si presenta alla sua festa. La proprietaria del Clark’s si reca infatti a Goose Cove per cantargliene quattro e dopo il classico cliché americano delle porte d’ingresso che si aprono da sole e l’ospite entra indisturbato – veramente Harry chiudi quella porta! –, vediamo finalmente la famosa prova incriminante di cui parlava Tamara: una lettera d’amore scritta da Harry a Nola in cui la chiama “My Darling Nola”, la stessa frase scritta sul manoscritto ritrovato. La Quinn mostra la lettera al capitano Pratt, che però non prende provvedimenti ma le dice di conservarla in cassaforte, da cui poi sparirà misteriosamente.


Intanto nel presente, Marcus ha unito un altro tassello dell’intricata storia. Dall’amica di Nola dell’epoca, Nancy, scopriamo che la ragazza vedeva spesso un uomo più grande, Elijah Stern, uno degli uomini più ricchi del Maine nonché proprietario di Goose Cove che poi affittò a Harry nel ‘75. Nola si faceva accompagnare da Stern dal suo autista, Luther Caleb, che dipingeva quadri e che nel frattempo è deceduto. Quando Marcus si reca nella proprietà di Stern per chiarire il suo rapporto con Nola, si intrufola nello studio di Luther Caleb e trova un ritratto di Nola in cui posa nuda. Ovviamente la domanda che sale spontanea è perché Caleb ha un quadro di Nola e cosa c’era tra la ragazza e Stern. Altra domanda che possiamo farci a questo punto è chi mandava le lettere anonime a Harry dicendo che sapeva di lui e Nola. È stata sempre Tamara Quinn? O è la stessa persona che ora minaccia Marcus? Vedremo se la prossima puntata dissiperà qualche dubbio o se le nostre domande aumenteranno.

Questa è la frase che ho scelto per questa doppia recensione:

Forse è più facile scrivere del mondo che viverci. – Harry Quebert

Alla prossima,

Ellie.

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