The Umbrella Academy,ovvero, anche gli eroi sbagliano

The Umbrella Academy: ennesima serie sui supereroi o qualcosa di diverso? Dopo 10 episodi possiamo dire senz’altro, qualcosa di diverso, inaspettato ed entusiasmante.

The Umbrella Academy: eroi fragili o solo problematici?

Se Netflix sforna una serie brutta fa notizia. Quando fa l’ennesimo capolavoro seriale la cosa sembra quasi passare sotto traccia. The Umbrella Academy è una serie di devastante qualità con personaggi già iconici e una sceneggiatura scritta in modo impeccabile che regala allo spettatore un mix di emozioni davvero uniche.

Parlo con entusiasmo di The Umbrella Academy perché sono rimasto folgorato da come sia stato possibile riportare all’interno di una serie TV, un modo nuovo e diverso di vedere gli eroi o meglio i supereroi, personaggi tratti da un fumetto di Gerard Way con i disegni di Gabriel Bà.

The Umbrella Academy: cura dei dettagli e delle ricostruzioni.

Ambientazione.

The Umbrella Academy non ha una collocazione ben definita. Siamo nel 2019 ma solo sul calendario. Tutto sembra permeato di una sorta di stile vintage e la casa degli Hargreeves è una via di mezzo fra un orfanotrofio di epoca vittoriana e una casa anni 50/60.

Nel gestire il personaggio Numero 5, i salti nel tempo ci hanno a volte accompagnato nella metà degli anni 50, con la fedele ricostruzione di uffici, macchine contabili, scrivanie e costumi d’epoca.

The Umbrella Academy: Una fabbrica di ombrelli dismessa fa da scuola e da casa per i ragazzi.

Per tutta la stagione 1 si è ricorso raramente alle tecnologie moderne, quasi come se si fosse in una terra alternativa. Gli esempi si sprecano: da Allison che invece di usare Google fa ricerche in biblioteca (Sì prima di google se cercavi notizie ed informazioni su qualcuno si iniziava dalla biblioteca), e Vanya che per scrivere il suo libro compra una macchina da scrivere, i due agenti del tempo ricevono istruzioni attraverso un tubo ad aria compressa e usano una normale cabina telefonica per convocare il loro capo.

Eroi deboli o solo egoisti?

Tutto insomma fa pensare già a qualcosa di distorto, di non lineare ma proprio per questo i personaggi stessi sono la negazione stessa dell’eroe, quello senza macchia e senza paura, il difensore dei deboli.

Allison prova a riallacciare i rapporti con Vanya solo per i suoi sensi di colpa?

Per i ragazzi della Umbrella Academy tutto ciò non è possibile perché pur dotati di particolari poteri, essi stessi sono dei deboli, dei disadattati che vivono i loro poteri più come una croce da portare o da utilizzare per fini personali, che per essere utili alla comunità.

Eppure la gente li adora, li venera alla stessa stregua dei veri eroi da fumetto. Ma d’altro canto noi non amiamo, adoriamo e impazziamo per gente che nemmeno sa che esistiamo? Il rapporto fra personaggio e pubblico viene visto qui in un’ottica molto dissacrante e realistica.

The Umbrella Academy: Klaus ha timore delle sue doti, ma l’esperienza temporale in Vietnam lo cambierà profondamente.

The Umbrella Academy e i sette ragazzi sono dunque degli apatici, ingrati ed egoisti? No, o almeno non tutti. Allison utilizza a fini personali il suo potere per diventare una star del mondo dello spettacolo, ottiene ciò che ogni ragazzina un po’ sognante chiede dalla vita quando non si sbatte contro la realtà.

Il ritorno a casa, il rivedere i luoghi che l’hanno vista crescere, gli ridanno quel senso di famiglia e di umanità che credeva perduti e i suoi sentimenti schietti e corrisposti con Luther si rivelano dopo anni di silenzio.

Vanya ha vissuto da normale pur essendo la più potente, un vero e proprio controsenso..

Klaus ha un rapporto di assoluta contrapposizione con i suoi poteri e cerca di sedarli in ogni modo, sfasciandosi di droghe e alcol per evitare di entrare in contatto con i fantasmi e gli spettri. Solo il suo rapporto con Ben il fratello morto, sembra resistere e il suo rapporto con lui è l’unico appiglio di Klaus alla realtà.

Luther, dotato di superforza, finisce per essere isolato sulla luna convinto di essere in missione per un fine supremo. Il senso del dovere assoluto e la devozione per Reginald Hargreeves, crollano davanti alla realtà dei fatti. Lui è comunque a torto o a ragione il leader della stramba famiglia e riesce per gli altri, a prendere decisioni, giuste o sbagliate che siano, cosa che invece non fa nessuno degli altri componenti.

The Umbrella Academy: Numero 5 ama un manichino perché sa che il suo viaggiare nel tempo gli impedirà di amare qualcuno davvero.

Numero 5 ha il potere di viaggiare nel tempo o di spostarsi velocemente da un punto all’altro nello spazio. Finito avanti nel tempo, ci resta per moltissimi anni e dopo vari tentativi riesce a tornare ma con il corpo da ragazzino. Non è un leader e preferisce risolvere le cose da solo, soffre per essere rinchiuso in un corpo da ragazzo e il suo scopo, salvare il mondo dalla catastrofe, sembra più una questione personale che un vero e proprio problema .

Diego è forse il più sregolato e ribelle del team, ma alla fine è l’unico che davvero fa qualcosa di concreto tutti i giorni per gli altri. Ha capacità investigative e lavora con la polizia. Non ama l’autorità e le imposizioni, è sanguigno e solitario e decisamente non conta fino a 10 quando c’è da buttarsi nell’azione.

The Umbrella Academy: Luther, l’unico capace di prendere decisioni?

Vanya, che si rivela poi essere forse la più potente dell’Academy, è una personalità fragile e al tempo stesso complessa che in cuor suo non crede possibile che non esista una dote particolare in lei, che non ci sia un briciolo di quei poteri che fanno dei fratelli degli eroi.

Vanya siamo alla fine un po’ tutti noi, quelli che sbarcano il lunario in qualche modo, che lavorano dietro le quinte, quelli che sognano il riscatto attraverso la musica, il canto o l’affermazione nel lavoro.

Diego è forse l’unico vero eroe che fa qualcosa per gli altri.

Questa normalità è alla fine la vera forza di Vanya, che per vivere decide anche di scrivere un libro sulle gesta dei fratelli, un modo come un altro per prendersi la rivincita su un padre adottivo insensibile e dispotico come Reginald.

I fratelli nel bene o nel male hanno per lei un affetto sincero anche se magari mal dimostrato. Allison è colei che più di tutte, e vedremo nel corso degli episodi il motivo, cerca con lei un rapporto, un contatto il più possibile normale, ricorrendo ai suoi poteri solo nel drammatico finale.

The Umbrella Academy: Klaus si sfascia di alcolici ovunque…

Reginald affida al suono del violino, la capacità di controllare gli immensi poteri di Vanya, un violino bianco, la musica che prova a salvare il mondo.

I killer del tempo.

Devo ammettere che i due personaggi mandati dalla Commissione per finire Numero 5 sono in cima ai miei preferiti. Cha Cha, interpretata da una magnifica Mary J. Blige e Hazel (Cameron Britton), sono già iconici di loro.

The Umbrella Academy: Io questi due li amo già.

Due agenti, due killer a spasso nel tempo a uccidere persone che possono in qualche modo influire negativamente sul normale corso degli eventi. Mi hanno subito ricordato i film di Tarantino, le Iene, Pulp fiction per questa loro sobria spietatezza per la loro capacità di essere cattivi e spietati assassini ma con dei sentimenti normali come tutti noi.

Cha Cha è forse segretamente innamorata di Hazel? La cosa sembra abbastanza chiara quando l’uomo decide di legarsi ad Agnes. La donna che è in lei, rimasta sopita dietro la corazza del suo lavoro, viene finalmente scoperchiata, ma avendo vissuto una vita da assassina, non è in grado di mostrare amore se non uccidendo o torturando.

The Umbrella Academy: Un grande amore e niente più.

Hazel è grosso e pacioso, ma è una macchina da guerra formidabile. Flemmatico e furbo, resta colpito dalla normalità quasi disarmante di Agnes che vive esclusivamente per le sue ciambelle, ma sogna un futuro diverso in mezzo ai boschi ad osservare uccelli.

Credo che Hazel si sia innamorato di Agnes proprio perché lei, al contrario di lui, ha fiducia nel futuro e sa vivere ogni giorno come un dono. Lui al contrario, sa che il futuro ha una fine e decide di viverlo con l’unica donna che davvero lo rende felice.

Cha Cha e Hazel in azione.

Storyline impeccabile.

Seppur ampiamente ispirato al fumetto, di cui riprende gran parte del canovaccio e delle caratteristiche dei personaggi principali, la storia che si srotola negli intensi 10 episodi risulta a volte lenta e macchinosa. Alla fine però si comprende che gli autori hanno dovuto in qualche modo inserire una serie di elementi senza i quali il quadro narrativo e parte dei dialoghi sarebbero risultati assolutamente incomprensibili.

Di contro, la scelta di un cast assolutamente perfetto per i ruoli da coprire, hanno reso più semplice il lavoro di sceneggiatura grazie alle loro capacità recitative che a volte hanno consentito il superamento di momenti davvero difficili e pesanti.

The Umbrella Academy: Kate Walsh praticamente perfetta- 

L’uso continuo di flashback è servito a spiegare alcune situazioni ma è stato saggiamente dosato con l’andare avanti della storia lineare sorprendendo e portando lo spettatore verso una miglior comprensione dell’intera vicenda.

Buone notizie dunque per chi aveva timori relativi alla nuova produzione Netflix in arrivo e cioè The Witcher. Gli episodi curati da Lauren S. Schmidt, sceneggiatrice a capo del progetto The Witcher, sono stati forse i migliori in assoluto.

The Umbrella Academy: La mamma piena di attenzioni e umanità è un robot.

Conclusioni e valutazione.

Una parola va spesa anche per una incredibile Kate Walsh che dimostra una bravura ed una eccliticità disarmanti nei panni di The Handler, l’eccentrica e misteriosa responsabile della Commissione.

In conclusione possiamo dire che The Umbrella Academy va assolutamente visto. Gli eroi più antieroi migliori degli ultimi tempi, destinati a salvare il mondo ma capaci alla fine di salvare solo se stessi, lasciando il mondo al suo destino, almeno per il momento.

Seppur a volte lenta, la serie ha raccontato più gli aspetti derivanti dalla fragilità dei suoi protagonisti, alle prese con un mondo che li venera solo per ciò che si vede in vetrina ma che in realtà non sanno nulla dei sacrifici, dell’insensibilità di un padre chiamato a farne degli eroi piuttosto che farne degli esseri umani, dei poteri vissuti come una maledizione.

The umbrella Academy: Tutto sarà chiaro.

The Umbrella Academy parte da un fumetto di per sé già fuori di testa con supereroi molto particolari, la serie TV ha riportato integralmente la visione di Way e Bà (coinvolti comunque in prima persona nella produzione), portandoci dentro il loro mondo assolutamente anacronistico nel quale la tecnologia sembra quella dei vecchi film di fantascienza anni 50 e la persona che nella loro infanzia dimostra più affetto e attenzioni nei loro confronti è un automa seppur di bellissimo aspetto.

Potrei continuare all’infinito parlando di The Umbrella Academy e di tutte le emozioni che ha suscitato in me la sua visione, ma mi fermo qui.

Passo e chiudo.

About Michele Li Noce

Nato nell'universo alternativo di Fringe diversi secoli fa. Mio padre alternativo mi ha iniziato alla visione delle serie tv fin dal 1975 con Kojak. Da quel momento le serie TV sono entrate nella mia vita. Top 5: Castle, Fringe, X files, Game of Thrones, Once upon a time. Hobby: Archeologia, misteri, cinema, anime e manga, lettura e scrittura.

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