The Walking Dead – Recensione 8×06 – The King, The Widow and Rick

Il sesto episodio dell’ottava stagione di The Walking Dead comincia con una corrispondenza epistolare, tra quelle che sono tre colonne portanti della serie, aventi un piano comune, un unico obiettivo a portarli avanti, la fine dell’impero dei Saviors.
Dire che questo concetto sia stato ribadito troppe volte risulta quasi un eufemismo, un’autocelebrazione di contenuti visti e stravisti, per un episodio sì preparatorio, ma con pochi eventi effettivamente da discutere.
Il titolo ci aiuta decisamente a decifrare i diversi scenari principali, che hanno reso The King, The Widow and Rick un episodio di basso livello e senza particolari spunti.

Partendo proprio dallo sceriffo, lo vediamo alle prese con gli Scavengers di Jadis, la quale sembra addirittura annoiata dal tanto ciarlare di Rick. Purtroppo, dobbiamo constatare la sua perdita di verve, non è più considerabile l’uomo di una volta, che riusciva ad accaparrarsi con la sua dialettica e la sua sicurezza l’aiuto di chiunque desiderasse.
Rick ha perso il suo quid in più e il linguaggio del corpo, la sua stanchezza, sono così evidenti da far considerare le sue parole di troppo e inutili, rispetto a  qualche stagione fa, quando non aveva nemmeno bisogno di aprire bocca.
Vederlo solo, nudo e inerme, imprigionato in un bunker, ci fa pensare anche un po’ al declino della serie stessa, sebbene sappiamo che, con un deus ex machina, verrà ovviamente liberato.
A questo punto è lecito porci la domanda, se sia giusto portare avanti un personaggio tanto martoriato dalla trama stessa e se ci siano dei personaggi tanto emblematici da poter prendere il suo posto di leader?
Probabilmente con una diversa scrittura e necessari stravolgimenti, si potrebbe trovare una soluzione interessante e magari vedere Maggie come leader, che sembra essersi preparata a dovere per il ruolo.

Molto importante infatti è il suo ruolo negli avvenimenti di questo episodio. Maggie si trova al centro di una dualità abbastanza destabilizzante, da un lato Jesus che preme per l’incolumità dei Saviors, da lui presi in ostaggio, dall’altra Gregory, intento a volerli far fuori.
Risulta quindi stimolante per noi telespettatori, associare proprio Maggie all’archetipo della Vedova, vista in un immaginario comune come una donna affranta, consumata dal dolore e incapace di prendere posizione, proprio perché ne è l’esatto opposto. La morte di Glenn è stato un duro colpo, ma non l’ha spezzata, anzi sembra aver ricompattato le sue forze, e le impedisca di abbandonarsi al giudizio altrui, e soprattutto le permetta di compiere una scelta personale e pensata.
Maggie non uccide i Saviors, ma aspetta, per usarli come merce di scambio per un futuro prossimo.

L’ultimo filone narrativo centrale, riguarda Ezekiel, e la caduta del re, dopo la morte della sua fida Shiva, ma anche del gruppo di persone che stava conducendo verso l’avamposto dei Saviors. Il discorso, che intrattiene con Carol, funge da parte emozionale dell’episodio e sembra quasi che voglia mostrarci un avvicinamento tra questi due personaggi, sebbene sia ancora da decifrare, perché gli sceneggiatori di The Walking Dead semino inizi di relazione tra Carol e diversi personaggi, senza poi svilupparli mai (ma dopotutto le nostre lamentele sulla scrittura della serie non sono casuali).

 

A fare da cornice a The King, the Widow and Rick, ci sono piccoli frammenti, abbastanza interessanti, in particolare quello riguardante Carl, che incontra e istruisce un apparentemente nuovo personaggio, Siqquid, sulla scia degli insegnamenti del padre.
Spesso e volentieri la scorsa stagione si era detto che Carl stesse superando Rick in audacia e forza e credo sia stato emozionante per chiunque, vederlo vestire le scarpe di suo padre, ripetendo le domande che lui stesso faceva e che non sentivamo ormai da diverso tempo, ma soprattutto vederlo parlare di sua madre, personaggio ormai perduto nell’oblio della serie.

Anche Rosita e Michonne si trovano in una situazione particolare, di cui è fine a se stesso spendere parole, poiché si è risolta con un colpo di scena paradossalmente copiato da Mean Girls, e ditemi se non ci avete pensato anche voi nel momento in cui Daryl è comparso con quel camion.

Credo sia normale a questo punto comprendere perché  The King, the Widow and Rick sia uno degli episodi meno visti della serie, trattandosi di un filler, per altro dispersivo e confusionario.
Personalmente non credo ci siano speranze che questa serie venga riportata all’auge delle prime stagioni, basando gli episodi su una calma piatta e piccoli colpi di scena prevedibili, ma vedendo il crollo dei ratings settimanali, possiamo sperare in una presa di coscienza dei produttori.

 

About missdanastood

Parlo troppo e il mio corpo è fatto al 100% di caffeina e rabbia. Se fossi un personaggio di un telefilm, sarei entusiasta come Leslie Knope, pazza come Charlie Kelly, ossessionata da Got come Ben Wyatt il tutto con le fattezze di Kimmy Schmidt e l'armadio di Hannah Horvat

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