Witches of East End – Recensione 2×11 – Poe Way Out

La verità è che non si può parlare del season finale (che affronteremo in un altro articolo) senza parlare prima di questo episodio. La recensione sarà breve, perché rischierei solo di ripetere ad oltranza la mia delusione.

Non mi soffermo nemmeno su cosa è successo perché se siete qui, 9 giorni dopo la messa in onda, probabilmente lo sapete già. Insomma… Edgar Allan Poe? C’era davvero bisogno di scomodare un grande scrittore e inserirlo così randomicamente e gratuitamente nella trama? A me ha sconvolto e non piacevolmente questa scelta, l’ho trovata eccessivamente accessoria e gratuita. E poi dai, seriamente, Killian?

Il punto è che questo è un pre-finale ed è osceno. Non solo nel senso di brutto ma proprio nel senso sessuale del termine. Non stiamo qui a fare i bacchettoni, insomma, non guardiamo Witches of East End perché ha una trama solida e sconvolgente, lo guardiamo perché è piacevole, leggero e ci avevano promesso il piccante. Ma tra un po’ piccante e “sesso, sesso, sesso” ci passa il mondo! È inutile cercare di trovare scappatoie, l’episodio è stato esasperatamente giostrato sul sesso nella maniera più volgare e becera possibile.

Joanna – che è stata abbastanza inutile per tutta la stagione – qui si sveglia e pensa che per ammazzare il nonno deve ritrovare un’arma usata nel passato per ammazzare Freya. Incontriamo questa Joanna del passato cazzutissima al punto da scegliere di ammazzare sua figlia, dai, sarà divertente! Ci ritroviamo con una drogata, ubriacona, incapace di rimettersi in sesto dopo che il marito l’ha lasciata e per di più tenutaria di un bordello.  Non commento. Wendy – La poverina ormai è costretta a fare la balia di chiunque. Lei che era la sorella sexy e ribelle per antonomasia si ritrova ad essere quella che cerca di far funzionare le cose e non mandare a rotoli la famiglia. Bellissima evoluzione del personaggio,  vorremmo più spazio per lei, visto che è l’unica che si conferma vagamente interessante.
Freya – che a quanto pare in tutte le sue vite deve fare la barista, se no non si sente valorizzata. E che in tutte le sue vite incontra Killian che puntualmente l’esistenza gliela rovina, in questo caso arriva a farla possedere da uno spirito e l’unico modo per evitare che vada in giro ad uccidere altre è che lei stessa muoia. Altro che Star-crossed, qui c’è proprio da farli vivere in continenti diversi per preservarli. Soprassediamo poi sulle scarse doti recitative di Jenna Dewan che veramente mi ha fatto piangere (non di commozione) in questo episodio.
Ingrid – Oh, finalmente! Finalmente una che cerca di fare qualcosa di interessante, come ad esempio gabbare nonno, fratello, mamma e tutta la famiglia ma semplicemente per guadagnarsi la fiducia del suddetto nonno per scoprire cosa vuole davvero. Qualcuno con i neuroni ancora funzionanti in famiglia doveva esserci del resto. Anche il suo tornare da Dash, dal canto mio lo apprezzo molto, apprezzo meno lui, ma ne parleremo tra poco.
Killian – L’avevamo lasciato con i discendenti di Eva. Adesso questi due ti danno una pozione strana che ti assicurano che ti ucciderà e tu tranquillo te ne torni a casa e la bevi come nulla fosse, senza preoccuparti di lasciare un biglietto, né di rispondere al telefono. Tutto questo per una donna che per 10 episodi non hai minimamente calcolato. Tutto questo considerando che sei uno stregone, che hai un fratello stregone, che hai delle altre conoscenze magiche… ma l’idea di provare a fare un ritualino tutti insieme, prima di suicidarti, non ti viene? No… va bene.
Dash – Non so che dire. Avevo così tante speranze per lui come villain e invece il massimo che gli fanno fare è cavare i denti ad un cadavere per evitare il riconoscimento e spassarsela con la detective che cerca di incastrarlo. Molto intelligente, Dash. No, davvero, non ho voglia di parlarne perché mi viene il sangue amaro.
Frederick – Chi? Ma perché c’era nell’episodio?
Tarkoff – Il ritorno dei morti viventi. È inutile che ti ingegni e che ci provi, non riuscirai ad avere Joanna. I cattivi non vincono mai, non in questo tipo di serieTv. Su Spike, rassegnati, anche questa volta non ti beccherai la ragazza.
Il nonno – Non è male come cattivo. Ma non è nemmeno bene. Non riesce a stupirmi, lo vedo molto banale e anche lui che si dà ad amene operazioni con la sconosciuta, mi fa tristezza.

Come avrete notato: niente gif. Niente immagini. È una recensione tremendamente seria e tremendamente delusa. Tuttavia potrebbero esserci pareri discordanti, no? Se volete discuterne passate dal nostro gruppo Innamorati delle serieTV, dalla nostra pagina fb.

 

Lena

Nata troppo tempo fa per i suoi gusti e cresciuta nell'assolata Sicilia è stata concimata con libri, film e telefilm. Ha un'insana passione per ogni serie che sia ambientata prima del 1900 e dopo aver a lungo sognato di cantare e ballare appresso al cast di Smash, oggi si accontenterebbe di congelarsi alla barriera accarezzando con una mano Spettro e con l'altra Jon Snow.

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