10 serie tv femministe da cui trarre ispirazione

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Cacciatrici, studentesse, imprenditrici, casalinghe: in una sola parola, donne.

Da diversi anni il topos della damigella in difficoltà, rinchiusa nella sua torre ad aspettare il salvifico principe azzurro, è andato incontro ad un progressivo sgretolamento per fare spazio ad una serie di modelli femminili ben più moderni ed emancipati. Sebbene un certo tipo di televisione (ed arte in generale) si mostri ancora oggi resistente a questo cambiamento di prospettiva, attualmente le donne giovani e meno giovani hanno un ampio ventaglio di modelli dai quali trarre ispirazione.

In occasione della festa della donna, vogliamo proporvi un elenco di 10 dieci serie tv femministe adatte a tutti – sì, proprio a tutti – quando si ha voglia di rompere gli schemi. Cos’hanno in comune fra di loro? Una chiara centralità della figura femminile, certo, ma non solo.

In queste serie tv non si parla di femminismo (già vi vedevo aggrottare le sopracciglia e chiudere l’articolo), non si fanno proclami né si costruiscono agende politiche, bensì si agisce sul piano più concreto di tutti: la realtà. Ciascuna di queste protagoniste si fa portatrice di un’idea di donna padrona della propria vita. Come? Con il suo esempio, con i fatti, così da mostrare a tutte noi che possiamo essere chi siamo, dove e quando lo vogliamo.

Buffy the Vampire Slayer

serie tv femministe

Se si decide di stilare un elenco di 10 serie tv femministe, non si può che iniziare con lei. Ha forse bisogno di presentazioni? Il capolavoro di Joss Whedon, divenuto cult negli anni Novanta, è ciò che di più educativo si possa far vedere a ragazzi e ragazze. La sua protagonista è la Prescelta, un’eroina pronta a sconfiggere le forze del male, mentre attraversa tutte le umanissime fasi della crescita.

Attraverso mostri che rappresentano metaforicamente i drammi e gli ostacoli della vita reale, Buffy ci ha insegnato a essere forti, a credere in noi stesse, a non annullarsi né per amore né per altro. Pur con i suoi difetti e i suoi momenti bui – anzi, proprio in virtù di quelli! –, la giovane Cacciatrice rimane il miglior modello da seguire. Una volta conosciuta lei, nei momenti di difficoltà non potrete che chiedervi: “what would Buffy do?”.

Fleabag

Pluriacclamata, pluripremiata, osannata. Eppure lei è solo un “sacco di pulci”, senza un nome reale (almeno per lo spettatore). Questa dramedy nata dall’estro di Phoebe Waller-Bridge porta finalmente in televisione l’imperfezione.

L’intera serie è un viaggio nella testa della protagonista, che abbatte continuamente la quarta parete rivolgendosi a chi è al di là dello schermo con un commento sagace o uno sguardo allusivo. Lontana dalla stabilità emotiva, lavorativa e sentimentale, Fleabag ci insegna che la vita non è una linea retta: ben venga una visione libera del sesso, la terapia, il prendersi una pausa da quel continuo correre verso i canonici obiettivi “lavoro-casa-figli”. Concediamoci di essere, ogni tanto, solo dei sacchi di pulci.

Gilmore Girls

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Nata dai coniugi Palladino, la Stars Hollow di Gilmore Girls è il luogo da favola in cui vorrebbero vivere tutti gli spettatori che con questo show hanno un rapporto simbiotico. La vita condotta dalle sue protagoniste, fra vicende familiari disfunzionali e vicissitudini amorose, è nella sua normalità intrisa di un bel discorso sull’indipendenza.

Lorelai ha fatto carriera, cresciuto una figlia e costruito il proprio nido felice tutto con le sue mani. Rory, pur agevolata dalla disponibilità economica dei nonni, spicca per i risultati accademici unicamente grazie a intelligenza e forza di volontà. Non guasta che entrambe le due protagoniste sappiano essere a tratti vanitose, frivole e superficiali. In questo modo, sfatano il mito che condanna le donne molto belle ad essere solo soprammobili.

Girlboss

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Questa serie Netflix si ispira all’autobiografia #Girlboss di Sophia Amoruso, imprenditrice americana. Nonostante sia un piacevole intrattenimento, il gigante dello streaming l’ha cancellata dopo una sola stagione. Non per questo, però, dovete farvi scoraggiare dal vederla! Una giovane e ribelle ragazza appassionata di vestiti vintage decide di fare della sua passione un lavoro e iniziare a venderli online.

Tuttavia, la realtà si dimostra ben presto assai dura. C’è chi non la prende sul serio, ritenendola solo una ragazzina superficiale, e chi, peggio ancora, la tradisce; di conseguenza, Sophia dovrà tirare fuori tutta la sua grinta per farcela nel mondo degli affari. Il suo grande insegnamento? Si può essere una giovane donna imprenditrice. Se cercate serie tv femministe che trattino di imprenditoria, questa è quella che fa per voi.

The Marvelous Mrs. Maisel

Credo che non smetterò mai di scrivere di questa serie. Non solo per il fascino assoluto che esercitano su di me i mondi creati da Amy Sherman-Palladino, ma anche per il meraviglioso e rivoluzionario messaggio che manda. La casalinga perfetta il cui mondo, ad un certo punto, crolla, costringendola a reinventarsi e cambiare totalmente prospettiva. Da questa caduta metaforica, culminata nel suo primo spettacolo su un palco, Midge rinasce e inizia a scoprire la vera portata del suo talento, che va ben oltre la cucina.

La sua è un’intelligenza arguta che, unita ad un savoir faire non indifferente, la rende un animale da palcoscenico. Lei è “tanta roba”, abbastanza da spaventare chi la vorrebbe relegata ad un ruolo più consono ad una donna degli anni Cinquanta. Perciò, la meravigliosa signora Maisel ci insegna che il soffitto di cristallo è lì proprio per essere infranto.

Good Girls

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Quando il gioco si fa duro, le dure iniziano a giocare. E allora quando scopri che tuo marito non solo ti tradisce ma ha sperperato tutti i vostri risparmi, oppure quando tua figlia ha bisogno di un costosissimo trapianto/di medicine per la transizione e il tuo blue collar job non è sufficiente, cosa fai? Ti ingegni come puoi.

Moralismi e scherzi a parte, Good Girls si presenta come una comedy leggera, ma si rivela ben presto molto di più. Protagoniste sono tre madri alle prese con le difficoltà della vita coniugale e parentale in un mondo del lavoro che le vede relegate, nel migliore dei casi, a mansioni di bassa manovalanza. Con qualche blando rimando a Breaking Bad, la trasformazione in delle criminali avviene per necessità, ma si trasforma poi in rivalsa e vendetta nei confronti di un mondo che fino a quel momento non le ha apprezzate come meritavano.

Unbreakable Kimmy Schmidt

Immaginate di passare quindici anni della vostra vita in un bunker, convinti di essere gli unici sopravvissuti all’Apocalisse e preda dei deliri di un poco raccomandabile Reverendo, che vi tiene prigionieri. Con che atteggiamento mentale affrontereste il mondo reale, dopo la liberazione? Probabilmente non come Kimmy.

Ottimista, spensierata ed entusiasta, la protagonista di questa riuscita comedy targata Netflix non può essere spezzata da niente e da nessuno. Decisa a non essere vista per tutta la vita come vittima di un terribile crimine, Kimmy è pronta a costruirsi la sua strada e riprendersi gli anni persi. “Ain’t no mountain high enough“, recitava una famosa canzone. E nel caso del tornado Kimmy Schmidt non c’è niente di più vero.

Dead To Me

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L’elaborazione di un lutto è la cosa più difficile che ci sia. Ma lo è anche quando il tuo matrimonio non era felice e scopri dei terribili segreti connessi alla morte di tuo marito? Purtroppo sì, anzi, forse lo è ancora di più.

Tutte le difficoltà della vedovanza, dell’essere rimaste delle madri single o di non riuscire a diventare madri sono qui espresse con la massima delicatezza possibile. Lì dove non riesce il tempo può, tuttavia, l’amicizia. Anche se ci sono dei retroscena inaspettati, quello fra Jen e Judy diventa un rapporto salvifico per entrambe. L’una è l’opposto dell’altra, ma ciò non impedisce loro di diventare il reciproco salvagente che impedisce di sprofondare in abissi profondi. Ulteriore segnale che l’unione fa davvero la forza.

Unbelievable

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Uno stupratore seriale, una vittima il cui passato la rende inattendibile agli occhi dei più, la svolta nelle indagini che arriva per mano di due detective donne. Unbelievable purtroppo non è fiction: la miniserie è infatti basata su eventi reali e dei protagonisti mantiene anche i nomi.

La vicenda di cronaca della sfortunata Marie Adler ha rappresentato un vero e proprio punto di rottura. Come? Mostrando tutte le carenze logiche e procedurali delle forze dell’ordine statunitensi nell’approcciarsi ai casi di violenza sessuale. Qui la forza delle donne che hanno vissuto quel trauma, unita a quella delle poliziotte che imperterrite risolvono un caso che sembrava ai più irrisolvibile, è viva e pulsante. Se riuscite a non farvi turbare dalla crudezza dell’argomento, datele una chance.

Grace and Frankie

Sono poche le serie tv in grado di affrontare la tematica della vecchiaia senza stereotipi e forzature. Non è il caso di Grace and Frankie.

La vita di due settantenni viene stravolta quando i rispettivi mariti fanno loro una rivelazione sconcertante, che porterà le due donne ad una convivenza forzata prima e ad un’amicizia sincera poi. Senza filtri o peli sulla lingua, le protagoniste vivono la loro età con naturalezza, parlando anche e soprattutto di sesso e uomini. Chi l’ha detto che dopo una certa età per una donna non ci sia più nulla? Il messaggio fondamentale è proprio questo. Che ci sia o meno un marito, ogni donna è già completa da sé.

Queste sono solo alcune delle serie tv femministe disponibili nel panorama televisivo attuale e non. Fortunatamente, il cambio di percezione in corso in merito alla figura della donna rende questi prodotti sempre più frequenti. Vi lascio con un bellissimo TED Talk di Reshma Saujani, fondatrice e CEO di Girls Who Code. Esso è centrato proprio su una tematica affine a quella qui trattata. Infatti, si intitola “insegnate alle ragazze il coraggio, non la perfezione”. Buona visione e buona festa della donna a tutti/e!

Conoscete altre serie tv femministe? Ditecelo nei commenti!

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