Better Call Saul – Recensione 3×05 – Chicanery

0
6

Better Call Saul mette a segno un altro colpo con Chicanery, quinto episodio di questa impeccabile terza stagione. Già dal titolo sono evidenti le premesse da cui partiamo: con il termine in questione, infatti, si fa riferimento all’uso di inganni e sotterfugi per ingannare il prossimo, espedienti che fra i due fratelli McGill non sono mai mancati, ma che, stavolta, coronano Jimmy come indiscusso vincitore.
Messi da parte gli eventi inerenti a Los Pollos Hermanos ed al cartello, Chicanery si concentra esclusivamente sull’udienza disciplinare del nostro protagonista e, benché l’episodio sia quasi completamente statico, non risente affatto del suo svolgersi in un’unica stanza, riuscendo a non annoiare soprattutto grazie alla tensione instillata dalla curiosità di sapere chi dei due sferrerà il colpo finale svelando la strategia definitiva.
Tutto l’episodio, infatti, è un vero e proprio crescendo: si parte con il flashback iniziale, essenziale ai fini di una migliore comprensione del personaggio di Chuck, si passa attraverso una lunga serie di colpi bassi fra i due fratelli, ciascuno dei due intento a perseguire il proprio personale piano per far crollare l’altro, e, infine, si arriva a decretare Jimmy vincitore. Questi non solo riesce ad esporre Chuck come individuo potenzialmente mentalmente instabile, un malato immaginario, ma ottiene anche l’invidiabile risultato di far cadere l’ostentata maschera di razionale ed affidabile paladino della legge. Fare previsioni in Better Call Saul è inutile, ma difficilmente la giuria sarà disposta a soprassedere su quanto accaduto.

better call saulAssolutamente lodevole, inoltre, che gli autori siano tornati a concentrarsi solo su di loro, mettendo da parte la questione inerente a Mike e Gus; per quanto siano entrambi personaggi amatissimi, interpretati da attori magistrali e con due ottime e solide storyline, è giusto che si sia tornati a concentrarsi pienamente su Jimmy. C’è una ragione per la quale il suo personaggio ha ottenuto uno spinoff ed è giusto dargli lo spazio che merita.
In questo episodio più che mai Bob Odenkirk, solitamente vera e propria colonna portante dello show, si è trovato a dover degnamente dividere la scena con Michael McKean, assolutamente grandioso nell’interpretare il più anziano dei McGill. Che la sua condizione sia frutto di un problema psichico, più che fisico, è ormai di pubblico dominio, ma l’atteggiamento che riesce a donare al suo personaggio è talmente credibile da far mettere in discussione a qualsiasi spettatore le proprie convinzioni su di lui: è tutto frutto di un calcolo, mosso dalla cieca volontà di far fuori, in senso lato, il fratello o c’è altro in lui? C’è amore, riconoscenza? Per il momento, sembra che gli autori vogliano decisamente far pendere il piatto della bilancia verso Jimmy, ma, in un universo come quello di Breaking Bad, dove vige la regola dei cosiddetti “personaggi grigi”, giudicare è assolutamente difficile e fuori luogo.
Chicanery, grandioso sotto tutto i punti di vista, sembra quindi segnare un momento di svolta per l’intera serie. È probabile che l’udienza disciplinare e la storia della cassetta verranno ben presto archiviate e che adesso dovranno mostrarci come il nostro avvocato sceglie di andare avanti, dopo una frattura così grave in famiglia. La strada è spianata, il nome di Saul Goodman si avvicina (è tornato persino Huell!).
Non so voi, ma io sto amando con tutta me stessa questo viaggio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here