Fare binge watching prima che fosse mainstream

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Fare binge watching è una delle attività più in voga negli ultimi tempi. Tutti, ormai, hanno capito la superiorità dello stare a casa a guardare serie tv rispetto a uscire e stare in mezzo alle persone, ma c’era un tempo, che ormai sembra lontanissimo, in cui questa pratica era considerata da sfigati. Non troppi anni fa, era impensabile rimanere a casa a guardare serie tv anziché uscire a bere, passeggiare, andare a ballare o semplicemente stare in compagnia e, chiunque lo faceva, era visto in tralice.

Binge Watching

La crescita esponenziale di fruitori di serie tv e la possibilità di vederle in streaming ha favorito l’uscita di moltissime serie tv, e non solo. Queste sono diventate così qualitativamente superiori, da attirare attori che, qualche anno fa, non ci saremmo mai sognati di vedere in tv. Le serie tv, insomma, sono diventati prodotti molto appetibili non solo a chi li guarda, ma anche a chi ci lavora. Insomma, se 10 anni fa lavorare nelle serie tv (non solo come attori, ma come sceneggiatori e registi) era considerato un punto di partenza, al giorno d’oggi sono sempre di più i lavoratori dell’Industria che si affacciano alla cugina del piccolo schermo. E per fortuna! Questo ci permette di avere gioielli della serialità che altrimenti non avremmo mai avuto.

Questo fenomeno, incentivato soprattutto dalla crescita dei servizi streaming, ha dato il via a quello che oggi è il notissimo binge watching: guardare episodi di una serie tv di fila, senza tregua, finché non ti sanguinano gli occhi.

Ciò che ha permesso di praticare binge watching su larga scala, come accennato poc’anzi, è stato l’avvento dello streaming. Grazie all’arrivo di Netflix in primis e a seguire tutti gli altri canali online come Prime, Dinsye+, TimVision etc con sezioni interamente dedicate alle serie tv, adesso è effettivamente possibile passare giornate intere a suon di Netflix & Chill. In particolare, le reti televisive in streaming non hanno dei palinsesti stagionali da dover rispettare. Cioè, a differenza dei network che devono coprire lunghi o medi lassi di tempo, i servizi streaming possono caricare quanto materiale vogliono, quando vogliono e come vogliono. Salvo diverse disposizioni, caricano tutto insieme, inondando il telefilo di un’enorme quantità di materiale da vedere.

E quindi, giù di binge watching! Ore e ore a guardare una serie tv, a macinare episodi di una serie, per poi poter passare alla prossima. E non c’è assolutamente niente di male – perché, se vi ricordate, questo articolo è iniziato dando per assodata la supremazia di casa rispetto a uscire. È bellissimo abbandonarsi per intere giornate nei mondi creati dalle serie tv.

Questa cosa, però, era possibile anche prima.

Ai miei tempi…

A quanto pare, alla soglia dei 30 anni, sono diventata vecchia abbastanza per dirlo anche io: ai miei tempi, era diverso. Non meglio, non peggio, ma diverso. Ai miei tempi, e cioè quando decidere di rimanere a casa per finire un episodio e poi guardarne altri 5 era considerato da sfigati, non c’era lo streaming così come viene inteso oggi. Non c’era Netflix. Ai miei tempi c’era Megavideo, che dopo 72 minuti si interrompeva e dovevi alzarti per riavviare il modem; c’era Episode Calendar che, di punto in bianco, era diventato a pagamento e non sapevi più come fare per segnarti le uscite delle serie tv; c’erano i subber che si guardavano le dirette per far uscire i sottotitoli il giorno dopo. E soprattutto, c’erano le attese. Oh, se c’erano le attese.

Innanzi tutto, le stagioni venivano diluite nel corso di diversi mesi, un episodio a settimana. Poi, di punto in bianco, entravano nell’odiatissimo hiatus – un mese di pausa senza senso, con l’episodio che terminava con un cliffhanger da perdere la mascella. Quando si era fortunati, la serie finiva a maggio e si doveva aspettare solo qualche mese per vedere la stagione successiva. In altri casi, quelli dei midseason, la gioia delle puntate durava solo poche settimane, ma l’attesa si protraeva per mesi. Quando ti diceva culo, avevi lo speciale di Natale o di Halloween con il quale spezzare l’attesa… ma immaginate quante volte ti dice culo? Esatto, poche.

Questo, i più temerari che si guardano le cose illegalmente, lo sanno. Ma immaginate quando questa è la realtà e non ci sono alternative. Immaginate quando tutte le serie tv potete vederle solo in questo modo, con 40 minuti di gioia e un’intera settimana di attesa.

In questo clima di grande attesa, riuscivamo comunque a passare le giornate intere a guardare serie, e non era nemmeno così difficile. Il mio calendario settimanale era così fitto che, nonostante non facessi binge watching così come è inteso oggi, cioè macinando stagioni su stagioni della stessa serie, passavo lo stesso serate intere incollata al pc. Solo che guardavo serie diverse. Prima una puntata di The Vampire Diaries, poi una di Girls, poi Homeland e Downton Abbey… e così andavo avanti, tutti i giorni, tra torture quotidiane e piccole gioie.

E, se ci ripenso adesso, parte della bellezza di guardare serie, stava proprio nell’attesa. A fine di ogni episodio avevo modo di assimilarlo, documentarmi, confrontarmi con i miei amici, fare teorie e aspettare mesi – in casi di serie tv particolarmente trash addirittura anni – prima di scoprire se erano fondate oppure no, drogarmi con video fanmade su quei 3 secondi netti di bacio. Tutte cose che adesso non si possono più fare, innanzi tutto perché nessuno segue più le serie tv allo stesso momento, ma ognuno lo fa con i propri tempi, senza dei giorni da dover rispettare.

Proprio perché sono abituata a vedere le serie tv alla vecchia maniera, molto spesso, anche adesso, tra una puntata e l’altra mi prendo una pausa. Nonostante possa vedere tutto insieme, ogni tanto deciso di non farlo e mi prendo una pausa. Guardo altro, alterno le cose da vedere. Mi do il tempo di assimilare e di soffrire per ciò che ho visto, macero un po’ nell’attesa e, a modo mio, me le godo di più.

Voi come preferite guardare le serie tv? Ve le divorate nel minor tempo possibile oppure cercate di godervele per un maggior lasso di tempo? Fatecelo sapere nei commenti!

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Top 5 : Banshee, Twin Peaks, Son of Anarchy, Homeland, Downton Abbey.Nata e cresciuta in mezzo al verde e alla campagna nel lontano 1990, Jeda sviluppa sin da piccola l’innata capacità di stare ore ed ore seduta di fronte un qualsiasi schermo a guardare serie tv - che, in età infantile, erano cartoni animati. È una dote che le tornò utilissima con l’avvento dello streaming, riuscendo a vedere telefilm senza stancarsi mai, ignorando completamente lo studio e i risultati si vedono: fuoricorso da circa mille anni, la sua preoccupazione principale è quella di riuscire ad essere in paro con i recuperi, almeno una volta nella vita. Le piace leggere, scrivere ed ha una passione quasi ingestibile per le cose oscene.

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