Gravity Falls – L’animazione del mistero

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Quante volte vi siete precipitati su youtube per ascoltare le intramontabili sigle dei cartoni della vostra infanzia? E quante volte vi siete ritrovati a dire “non li fanno più i cartoni di una volta”? Questa affermazione è vera, ma andrebbe analizzata più a fondo. Certo è vero che l’animazione televisiva non è più quella degli anni ottanta, ma è anche vero che offre una bella fetta di prodotti di qualità.
rest-in-peace-cartoon-networkÈ sbagliato vivere nella convinzione che oggi l’animazione sia scadente, anche perché è una concezione piuttosto riduttiva. Lo stesso discorso viene fatto anche per la musica: “eh ma il metal degli anni settanta…”, per carità sono usciti alcuni tra i miei album preferiti in quel decennio, ma se vi andaste a guardare le classifiche di quel tempo, vi rendereste conto di quanta musica scadente veniva spinta in radio e nei negozi di dischi! (sì, prima esistevano).
Non è raro trovare anche telespettatori delusi dal nuovo corso di serie di Cartoon Network, una rete televisiva relativamente giovane, che ha vissuto alti e bassi negli ultimi anni, ma che comunque sta invertendo il trend negativo, producendo serie di successo.
Perché questo “pippone” sul “nuovo è meglio”? Perché negli ultimi anni il mondo dell’animazione ha partorito prodotti di grandissima qualità, che seppur diversi dai fantomatici capolavori degli anni 80′, hanno catturato milioni di fan in giro per il mondo. Non posso che citare i vari Adventure Time, Rick And Morty, BoJack Horseman, SpongeBob e MyLittlePonies (sì, anche loro). Ma un serie in particolarmente mi ha colpito più delle altre, ovvero Gravity Falls.

Opening_logoGravity Falls è una serie animata che ha debuttato su Disney Channel nel 2012, ideata da Alex Hirsch, autore tra gli altri di The Marvelous Misadventures of Flapjack.
La serie è composta da due stagioni (la seconda è terminata negli stati uniti lo scorso febbraio), ma Hirsch non esclude che potrebbero esserci ulteriori sviluppi dell’universo narrativo di Gravity Falls, magari attraverso qualche spin-off.
Dipper e Mabel sono due gemelli di 12 anni, spediti in vacanza a Gravity Falls dallo zio Stan, titolare di uno strambo museo del bizzarro e del fantastico, ovvero il Mystery Shack. I due gemellini però scopriranno ben presto che nella cittadina nulla è come sembra, e che forse alcune delle stranezze che si trovano nel Mystery Shack non sono solo frutto della fantasia dello zio.
I due verranno a contatto con un misterioso diario, che si rivelerà essere una sorta di bestiario dell’occulto, contenente schede su stranezze a atrocità di ogni genere.
Episodio dopo episodio Dipper e Mabel si ritroveranno a fronteggiare una miriade di minacce, come per esempio un orda impazzita di strani gnomi da giardino o il terrificante Giustiziere, uno strambo e sanguinario spaventapasseri.

Gli episodi ricordano vagamente la struttura di Piccoli Brividi, ma con una storia di fondo molto più solida e ben delineata. Igravity falls personaggi principali sono fondamentali e molto legati alle vicende, come metterà in evidenza soprattutto la seconda stagione. Il tutto condito con una comicità semplice e intelligente, talvolta accompagnata da citazioni d’eccezione, volte a strizzare l’occhio agli spettatori più attempati e a incuriosire i più piccoli!
È impossibile non affezionarsi a ognuno degli abitanti della Mystery Shack o non odiare Gideon, il vero antagonista della prima stagione.
Passando agli aspetti meramente tecnici, sono da elogiare il design dei personaggi, ma soprattutto degli innumerevoli mostri e delle stranezze, vero punto di forza della serie.
Il doppiaggio è sublime. Non è un contorno, ma aiuta a caratterizzare notevolmente i personaggi, risultando quasi un pennellata aggiunta ai disegni già perfetti di Hirsch, esso stesso doppiatore di diversi personaggi (Stan e Soos). Oltre alla voce di Kristen Schaal (che ricorderete sicuramente in 30 Rock) che interpreta Mabel, nella seconda stagione ci saranno voci d’eccezione, come per esempio quella del premio Oscar J.K. Simmons.

Perché dunque privarsi di questo piccolo gioiellino? Certo, questa non è l’animazione alla quale molti di noi sono stati abituati da bambini, è qualcosa di totalmente nuovo, ma questo non vuol dire che sia inferiore, anzi.
La ventata di aria fresca portata da prodotti come Gravity Falls è semplicemente l’inizio di una nuova era per l’animazione, televisiva e non. Basta guardarsi intorno, sbirciare tra realtà come Adult Swim, Cartoon Network, Nickelodeon e tanti altri, e scoprire piccole perle come Gravity Falls.

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Renato, 22 anni (non è vero, tra un po' sarò ventiduenne ma mi scoccio di cambiare tra pochi giorni). Non sì può definire il più grande appassionato di serie TV di tutti i tempi, anche perché il suo amore per loro non è sbocciato poi tanto presto. La sua carriera telefilmistica è iniziata con Friends, forse IL telefilm, ed è proseguita con teen drama su teen drama, uno su tutti The O.C.. Nell'ultimo periodo il suo amore per le serie TV è cresciuto anche grazie all'avvento dei TV Comics che hanno praticamente invaso i network americani. Patito di quasi tutti i fumetti marvel e DC (anche e soprattutto di Acquaman, non date ascolto agli sceneggiatori di TBBT), è anche un assiduo giocatore di giochi di ruolo, infatti il suo sport preferito è provarli e accantonarli in un tempo pari a quello che Flash impiega per girare l'intero pianeta, però magari un giorno riuscirà a provarli tutti.

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