Il Telefirelli – Capitolo 1: Nozioni Preliminari

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Per introdurre un qualsivoglia babbano al fantastico mondo di un telefilm-dipendente, bisogna innanzitutto partire dalle basi, dall’ABC. I babbani sono digiuni di TUTTO e con loro bisogna fare come quando si inizia a svezzare un neonato: si inizia dai termini più semplici, aggiungendo progressivamente e gradualmente parole sempre più complesse per permettergli così di masticare in completa autonomia un nuovo linguaggio.
Alcuni studi scientifici riportano che il babbano così educato può arrivare persino a instaurare una qualche tipo di conversazione con il telefilm-dipendente.
Quindi non disperate perché niente è impossibile.
Con un’adeguata educazione e una corretta istruzione possiamo civilizzare genitori, amici, nonni, zii, cugini, cugini di secondo grado, la figlia della moglie dello zio del cugino di vostro cognato da parte di madre, la sorella del vostro panettiere e persino gli alieni pronti a invadere la Terra. #SerialCultura!


PLOT

Il plot fa riferimento alla trama dello show. Quando sentite il vostro amico telefilo parlare di cosa tratta la serie, quali sono grossomodo i personaggi e che tipo di relazione lega l’uno all’altro, ecco, in questo caso avete scoperto con cosa è andato in fissa, quale nuova serie lo sta appassionando a tal punto da fargli dimenticare di mangiare, di lavarsi e di togliersi il pigiama di flanella con i panda che amoreggiano, di cacciare le strane forme di vita che hanno iniziato ad animarsi sotto il suo letto e di trovare una nuova casa al Signor Tumnus che ha preso residenza fissa nel suo armadio!

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Le parole utilizzate per descrivere il suo nuovo amore seriale non sono però scelte a caso, ma sono ricercate e selezionate minuziosamente con il solo subdolo scopo di incuriosirvi e di trascinare anche voi nel suo magico mondo!

PILOT
Con questo termine il telefilm-dipendente intende il primissimo episodio di una qualsivoglia serie televisiva, il primo in assoluto che va in onda. Il pilot, molto spesso di durata notevolmente più lunga di un episodio normale, si premura di presentare la serie tv in tutte le sue particolarità. È naturalmente molto importante che il pilot, tra tutti, catturi l’attenzione dello spettatore, dato che sarà proprio quell’episodio che porterà le persone alla decisione di continuare o meno una determinata serie tv.
Di solito l’Homo Telefilmicus lo attende con una buona dose di curiosità e anche aspettativa: sa bene infatti che da un pilot si possono capire molte cose di uno show e solitamente la prima impressione è quella che conta. Molte volte il telefilo rimane vittima di un vero e proprio colpo di fulmine, talmente potente che appena termina la visione riorganizza il suo calendario settimanale, il suo piano di studio, la sua vita sociale (se ne ha ancora una!) e la sua intera esistenza pur di trovare uno spazio per il suo nuovo amore. Altre volte invece può accadere l’esatto contrario: il teledipendente rimane talmente schifato da inveire un quarto d’ora buono contro i produttori e gli sceneggiatori che hanno pensato di mettere mano a una serie che definire imbarazzante è farle un complimento!

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SEASON PREMIÈRE
Questo termine non va ASSOLUTAMENTE confuso con pilot. Con season première si intende il primo episodio di una stagione di una qualsivoglia serie tv. Il telefilo lo attende con ardore religioso da mesi (se è fortunato!) o addirittura da anni.


Per un maniaco seriale, il concetto di tempo assume tutta un’altra dimensione rispetto a quella dei comuni babbani: i giorni diventano mesi, le settimane anni, i mesi ere geologiche. Il fattore tempo, prima ancora dei produttori esecutivi, è il nemico numero uno, quello che fomenta la follia e le manie autodistruttive che portano i telefili a compiere gesti estremi, come tagliarsi ad una ad una le doppie punte, ordinare le ciocche di capelli in base alle sfumature di colore o darsi al recupero de “L’Onore e il Rispetto”.

SEASON FINALE
Le stagioni di una serie tv non sono infinite, e questo un telefilm-dipendente lo sa molto bene, anche se a volte sembra dimenticarsene. Questo avviene perché il suo inconscio attiva un particolare meccanismo di difesa, chiamato rimozione dell’evento traumatico. In questo caso, l’evento traumatico che viene rimosso è la conclusione della stagione. Il termine Season Finale indica proprio questo: l’episodio che chiude la stagione di una serie che è attualmente in corso.
Il telefilm-dipendente tende a ignorare il progressivo avanzare del numero degli episodi. È convinto infatti che può sopravvivere alla separazione, perché lui è coraggioso e impavido e non teme nulla.
BUGIA. GROSSA BUGIA.
Non si è mai pronti al season finale. Non esiste nessuna pratica yoga, nessuna tecnica di training autogeno che può impedire al telefilo di disperarsi, rasarsi la testa alla Britney Spears e di buttare fuori dai condotti lacrimali quel 70% di acqua di cui è composto il corpo di un essere umano.


SERIES FINALE
Il personale Dissennatore di ogni Homo Telefilmicus. Le patatine fritte senza ketchup e maionese. Il rialzo di un’asta su eBay di un paio di scarpe bellissime. Piogge lampi tuoni fulmini saette e uno sciame di cavallette durante L’UNICA settimana di ferie estive. L’assenza di connessione internet il giorno dopo l’uscita di 10 episodi. Il sabato senza la festa al villaggio. In sintesi: IL MALE DI VIVERE.


Sto parlando del temutissimo *drama, please* finale di serie, l’episodio che appone in modo definitivo le parole The End ad uno show. È un dramma, inteso nel senso più profondo. Il dolore puro e primitivo che ogni maniaco seriale ha vissuto almeno una volta nella vita. Ti toglie la voglia di mangiare, di uscire di casa, di farti una doccia, la voglia di vivere insomma. Niente conta più. Tutto è effimero, tutto è labile. È in questi casi di pura sofferenza che il telefilo si trova a ragionare e a riflettere sulla caducità delle cose e dell’esistenza stessa, con un’angoscia, con una tristezza nell’animo che a confronto Giacomo Leopardi è l’anima della festa all’Hollywood di Milano.
Sì, esatto. Avete indovinato.
Tutti quei lumini accesi posti in un altarino accanto alla videoteca nella camera del vostro amico teledipentente stanno a ricordare una serie amata che si è definitivamente conclusa.

MIDSEASON FINALE
Con questo termine si indica l’episodio che chiude la prima metà di una stagione. La serie tv, per motivi di tipo logistico, commerciale o altro, è quindi costretta ad andare in pausa.
In teoria non ci sarebbero grossi problemi, se i produttori non avessero pensato bene di far ricominciare la seconda parte della stagione dopo qualche mese di pausa.


Mesi durante i quali il telefilo darà vita ai peggiori deliri e scleri: scrivere a Babbo Natale, la Befana, la Fatina dei Dentini, la Fata Madrina, Tonio Cartonio che forse vive ancora nel Fantabosco, e pregarli di provare a ottenere dai produttori una qualche notizia, una foto, un’anticipazione di qualsiasi tipo sui prossimi episodi.
Anche qui tornano le riflessioni sull’esistenza umana e sulla fragilità in generale, sulla Natura Matrigna e sull’intenzione di dar vita alla social catena per trovare quel piccolo conforto che può lenire per un paio d’ore il nostro dolore.

MIDSEASON REPLACEMENT
Stagioni di serie tv composte da un numero ridotto di episodi (10 o 13, a seconda dei casi). Solitamente vengono mandati in onda durante la seconda metà della stagione televisiva annuale, nei mesi di gennaio e maggio. In questo caso il numero di episodi è inversamente proporzionale alla sofferenza del telefilo: al diminuire degli episodi aumenterà il dolore.

CLIFFHANGER
Diabolico strumento di tortura con il quale i produttori e gli sceneggiatori si divertono ad infliggere inauditi dolori e traumatici shock ai telespettatori.


È l’espediente narrativo, usato dalle perfide menti che muovono i fili dello show, con il quale si fa interrompere bruscamente la narrazione in prossimità di un colpo di scena molto forte e del tutto inaspettato.
Sudore, tremore, occhio ballerino, bruciore di stomaco e prurito alle mani sono tra gli effetti indesiderati più comuni.
Superato momentaneamente lo shock e ripreso possesso delle proprie facoltà fisiche e mentali, il telefilo inizia a chiedersi cosa potrebbe fare per avere IMMEDIATAMENTE tra le mani il prossimo episodio. Il poveretto è talmente disperato che sarebbe disposto a vendersi i reni, le cornee, una parte di fegato, una lasagna di sua nonna, sua nonna stessa, pur di sapere che cosa succederà ai suoi amati personaggi.

HIATUS
Termine particolarmente odiato da ogni Homo Telefilmicus. Mai, e ripeto MAI, pronunciarlo in sua presenza. Hiatus equivale a pausa, pausa equivale a noia, noia equivale a male di vivere.


Il telefilo venderebbe gli altri reni che non ha, gli ultimi organi che gli sono rimasti, il polpettone della domenica, un etto di tonno, l’altra sua nonna, QUALUNQUE COSA pur di mettere fine all’attesa.
La vita di un telefilm-dipendente è un pendolo che oscilla tra la visione di un episodio e l’attesa di quello successivo. Il telefilm-dipendente, durante uno hiatus, conosce la quintessenza dell’infelicità leopardiana. Egli è programmato per sopportare brevi attese, ovvero quelli settimanali. Pause di 3, 4 settimane o addirittura mesi non sono contemplate. L’unico rimedio è perciò quello di iniziare una nuova serie per lenire il vuoto. Ed è così che si entra nel circolo vizioso, in quel vortice di perdizione che è la serialità maniacale.

SPOILER
Dall’inglese to spoil, ovvero rovinare, spoiler indica un’anticipazione sui punti salienti della trama di un episodio non ancora andato in onda. Questo termine è all’origine del comportamento bipolare, riscontrato in molto soggetti teledipendenti. I telefili sembrano sviluppare due personalità: un Dottor Jekyll e un Mister Hyde. Il Dottor Jekyll spinge il teledipendente a rifuggire dagli spoiler che inondano la sua bacheca Facebook, Twitter, Instagram e la dashboard di Tumblr allo stesso mondo con cui Julie Plec eviterebbe il cibo vegano. Tutto questo con il solo scopo di evitargli di rovinarsi la sorpresa e di non dare nuovo alimento alla sua già dilagante pazzia con domande, teorie, supposizioni che automaticamente nascono dopo la lettura degli spoiler. Dall’altro lato, invece, il suo Mister Hyde cerca di alimentare la sua sete di conoscenza e il suo ardente desiderio di sapere cosa succederà prossimamente, affannandosi in una disperata ricerca di spoiler, news, interviste, copioni postati su Twitter, indiscrezioni, starnuti degli attori, con un’ansia e una smania così affannose, paragonabili solo alla Pleccona quando si ingozza di ciambelle con doppia glassa.

SNEAK PEEK
Letteralmente significa breve occhiata. Con questo termine si indica un breve spezzone tratto direttamente dall’episodio che andrà in onda dopo pochi giorni. Solitamente contiene un minuto circa di scene più o meno significanti, che hanno l’unico e solo scopo di far impazzire il telefilo, di farlo urlare istericamente come una donnetta e di fargli escogitare un modo per hackerare il sistema dei computer dei produttori e rubare l’episodio in questione.

 

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Top 5: LOST, Doctor Who, Twin Peaks, Sons of Anarchy, Sex and The City. Classe 1990. Ama alla follia lo sci-fi, il fantasy e tutto ciò che implica il genere soprannaturale. L'incontro con le serie tv avviene in tenera età, quando i suoi la iniziano a Charmed, X-Files e ER. Trascorre l'infanzia tra le crisi adolescenziali dei ragazzi di Capeside e le avventure della Scooby Gang: è a questo periodo che risale la comparsa di alcuni sintomi della telefilia. La sua dipendenza non ha trovato altra cura se non quella di assecondare la sua innata capacità di guardare un episodio dietro l'altro fino a farsi bruciare gli occhi.

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