Killing Eve – Il fascino del male

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Killing Eve è il magnetico racconto dell’eterna lotta e dell’eterna attrazione tra bene e male.

Dei tanti prodotti che campeggiano sui nostri schermi, Killing Eve è sicuramente tra i più riusciti. La serie, prodotta da BBC America e sceneggiata da Phoebe Waller-Bridge (già nota per lo strepitoso successo di Fleabag) è un adattamento di Codename Villanelle, una serie di novelle nate dalla penna dello scrittore statunitense Luke Jennings.

Villanelle, il cui vero nome è Oksana Astankova (interpretata da una eccezionale Jodie Comer) è una spietata assassina di origini russe. Un’orfana dal passato difficile e dalle spiccate tendenze antisociali, sulle cui tracce si metterà Eve Polastri (Sandra Oh), agente dell’MI5. Le due donne intrecceranno una curiosa relazione fatta di attrazione, repulsione e reciproca ricerca. Una ricerca che si dipanerà per tutta l’Europa, perché Villanelle lavora per conto de I Dodici, una misteriosa organizzazione che le commissiona i delitti che esegue con magistrale crudeltà. La vita di Eve verrà completamente sconvolta dalla presenza di questa giovane donna, la quale, apparentemente, è in grado di portare con sé solo distruzione.

Il paradosso vincente di Villanelle

Pur disprezzando l’assassina, infatti, Eve non può e non riesce a rifiutare il fascino che Villanelle esercita su di lei. Difficile biasimarla, considerando come la talentuosa psicopatica sia convincente in qualsiasi ruolo ella vada a interpretare per raggiungere i propri scopi. Villanelle muta voce, accento e abbigliamento (ci incantano i suoi magnifici outfit) con poliedrica naturalezza e mortale disinteresse verso i malcapitati che ne incroceranno il cammino.

Questa sua abilità conquista lo spettatore ed è l’anima di quello che potremmo definire il suo paradosso vincente. Ci troviamo infatti dinanzi a una protagonista/antagonista responsabile di crimini efferati, un personaggio scellerato, volubile, sadico, privo di coscienza, di pietà e di inibizione. Villanelle è a tutti gli effetti l’incarnazione del male, eppure non riusciamo a non adorarla. Non riusciamo a non ridere di fronte ai suoi eccessi, a non restare con il fiato sospeso di fronte all’ennesimo delitto ben orchestrato.

Negli ultimi anni si è assistito a un incremento di prodotti che abbiano posto l’accento sulla figura del villain, mostrandone il lato umano. Uno tra i più riusciti è, ad esempio, la serie tv Dexter, ma se ne potrebbero citare molti altri. Il racconto di Killing Eve non si prende la briga di giustificare l’assassina per le sue nefandezze, né tantomeno di esaltarne le gesta. Villanelle non uccide per necessità, per dovere o per rispondenza a qualche trauma passato, pur avendo avuto una vita difficile. Villanelle uccide solo ed esclusivamente per piacere, per il gusto di farlo.

Jodie Comer interpreta Villanelle, una feroce assassina

Vite parallele

Man mano che ci si addentra nella serie è facile percepire come il confine tra Eve e Villanelle sia estremamente labile. Ed è forse questa la ragione principale per la quale tra le due donne si stabilisce una simile attrazione (o forse dovremmo dire ossessione). Questa attrazione non è la logica conseguenza di un rapporto fatto di inseguimenti e ricerca, che pure potremmo interpretare come una metafora della relazione amorosa.

Il compito di Eve è quello di entrare nella mente dell’assassina allo scopo di comprenderne le mosse. E la ricerca di Eve si spinge in là a tal punto da ravvisare in lontananza una consapevolezza che nessuno vorrebbe mai acquisire.

Killing Eve
Le protagoniste di Killing Eve, Jodie Comer e Sandra Oh

La consapevolezza che il male perpetrato dall’assassina non è un male a sé stante, che nasce e si alimenta in e tramite Villanelle. L’aberrazione di Villanelle è, in realtà, nascosta in piena vista anche in Eve. Ed è forse questa la ragione che la conduce a legare a doppio filo la propria vita a quella dell’assassina. Forse persino ad amarla. E chissà che questa aberrazione non sia occultata dentro ciascuno di noi, in uno di quei luoghi dell’anima che siamo spesso riluttanti a visitare.

Estremo e affascinante, il gioco delle parti di Eve e Villanelle tiene incollati allo schermo, una giostra deliziosa e proibita che lascia col fiato sospeso. Giostra sulla quale potremo risalire molto presto: l’appuntamento con la nuova stagione è infatti previsto per il 26 aprile 2020.

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