Masters Of Sex – Recensione 2×11 e 2×12 [Season Finale]

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Per impegni personali ho potuto parlare solo di queste due ultime puntate che chiudono questa gigantesca seconda stagione di Masters Of Sex. Ma non è stata una sfortuna perché in fondo sono ben collegate tra di loro. Dopo una stagione che ha alternato la ricerca sul sesso alla ricerca su se stessi, arriviamo alla fine dove le due cose si mischiano, dando a tutti ciò che meritano, nel bene e nel male.

One For The Money, Two For The Show

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Proprio questa puntata ci porta sulla strada della ricerca che ha unito i nostri protagonisti verso una pubblicazione in grande stile. La CBS vuole fare un documentario sulla ricerca sessuale di Masters & Johnson per mostrare a tutta l’America le grandi scoperte dei nostri due beniamini. Ma sorge il grosso problema della censura degli anni 60, visto che il canale non vuole che vengano nominate parole come “sessuale”, “masturbazione” o “orgasmo”. È un grosso problema perché viene snaturato tutto il loro lavoro, che parte proprio dal voler parlare di un argomento che è stato taboo per anni, a cui si vanno ad aggiungere tutti i problemi riguardo la costruzione di questo documentario. Bill si sente come un pesce fuor d’acqua per il suo carattere riservato, rispetto a Virginia che invece risalta davanti alle cineprese, perché lei rispetto a lui riesce a vendersi, qualità che l’ha sempre distinta rispetto alla sua controparte maschile. Ma i veri problemi sono ancora più interni e riservati su questa storia, perché è una lavoro incompleto, è una rivoluzione che non può essere presentata al mondo perché non è stato risolto ancora niente, sia sessualmente che interiormente. Bill continua ad avere il suo problema di impotenza, nonostante i vari tentativi spinti dall’amore di Virginia, aggiungendo le prove fallimentare dove Lester e Barbara sono stati usati come cavie.

Anche davanti a Virginia cominciano a spuntare strade diverse e deve cominciare a prendere una decisione seria riguardo quello che vuole veramente. Il tempo impiegato nel lavoro è tempo tolto ai suoi figli e la comparsa dell’ex marito accentua di più la cosa, dopo la sua proposta nel voler portare i figli per 6 settimane in Europa; Virginia, all’inizio restia, si vede costretta a dare ragione al suo ex (anche grazie al consiglio dell’avvocato che l’avverte della pericolosità di un suo possibile no). È un passo veramente duro per Virginia ammettere la verità dei fatti, il dover sacrificare quello a cui tiene per la ricerca, per un bene comune. Ed è toccante oltre ogni limite vedere Bill a fine episodio accasciarsi al suolo, nella miseria più totale, mentre Ginny lo abbraccia, non lo lascia solo nella sua disperazione, come presa di coscienza della realtà dei fatti.

Ma non è l’unica presa di coscienza a cui assistiamo in questa puntata, perché abbiamo un risveglio di Libby che si sentiva nell’aria e che prima o poi sarebbe arrivato. Una donna che si è stancata di aspettare una risposta da un marito con cui non esiste più dialogo tranne per le cose ovvie, una donna la cui situazione rispecchia tutti i problemi presentati nel documentario rivoluzionario di Bill e Virginia. E decide di mostrarsi a Robert, di gettarsi su di lui ed avere un rapporto con una persona così lontana etnicamente ma che le ha dato qualcosa che cercava da anni e che non provava più da molto tempo. Il suo sfogo finale è una tempesta in cui si lascia trascinare, mostrando quello di cui a bisogno e quello che merita veramente (non a caso trovo simbolico il fatto che sia la prima volta in due stagioni dove l’attrice si denuda come a mostrarci la sua evoluzione finale, quella a cui il cambiamento ha portato qualcosa di vero e di buono nella sua vita).

The Revolution Will Not Be Televised

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Arriviamo così al finale di questa seconda stagione che con solo il titolo racconta già quasi tutto. La rivoluzione di Bill e Virginia, grazie alla tremenda censura del canale CBS, rende vago e approssimativo tutto il lavoro svolto dai due ricercatori. La presentazione della bozza del documentario mostra come è stato totalmente alterato il loro lavoro, scatenando la reazione contraria di Bill rispetto a una Virginia che sembra accontentarsi del lavoro televisivo. Ma questo porta Bill a una mossa audace che fa incazzare lo spettatore da un lato ma dall’altro porta a ragionare su quale sia il vero scopo della loro ricerca. In fondo era troppo presto per presentare il loro lavoro al mondo, specialmente perché solo ora hanno trovato una mezza soluzione ai loro problemi. Sono passati più di venti giorni in ordine temporale dalla puntata precedente, giorni che sono stati usati da Virginia e Bill per analizzare e sfruttare metodi alternativi per poter curare la disfunzione sessuale del nostro dottore. Attraverso il semplice contatto dei due corpi, i nostri protagonisti a inizio puntata si concedono a rapporti che alternano il rapporto sessuale in sé al semplice sfiorarsi e desiderarsi. Sembra essere la soluzione ideale del momento dato che Bill riesce a risolvere il suo problema di impotenza. Ed è una scoperta che può cambiare il destino di molte persone (in questo caso di Lester e Barbara), ma che porta anche altri problemi.

Si apre un bivio per le nostre protagoniste femminili, su cosa si è costretti a rinunciare e su cosa si vuole veramente. Virginia viene messa all’angolo dal marito riguardo i figli e dopo il discorso con Libby decide di affidare al marito la custodia, di invertire le parti, per potersi dedicare anima e corpo a quello che desidera veramente, alla ricerca con Bill. Ma è un sacrificio che involontariamente Bill rende vano, perché con l’aiuto di Burton spiffererà la nuova ricerca del dottore Kaufman ad un altro canale televisivo che manda in onda un servizio dove viene mostrata la presentazione del suo libro, priva di qualunque censura (e con la collaborazione della nostra vecchia conoscenza, il dottore Ethan Hass). In questo modo viene reso completamente vano tutto il lavoro della CBS che si rifiuta di mandare in onda il programma di Bill e Virginia. È una decisione presa per il bene della ricerca ma che porta conseguenze gravi per Virginia che rinuncia ai suoi figli inutilmente. Complice di questa decisione è anche Libby che due volte in questo finale con un suo monologo mostra tutto il suo cambiamento. Prima con Virginia dicendo che bisogna seguire quello che si vuole veramente, che i figli non sono tutto, perché lei stessa sembrava volere solo quello ma aveva bisogno di altro. Ed è quello che ha trovato con Robert a cui si confessa e mostra a noi la sua presa di coscienza riguardo il suo essere, la sicurezza che suo marito abbia da anni un’altra relazione ma che non ha mai voluto ammettere fino ad ora.

Non resta niente ai nostri protagonisti se non buttarsi anima e corpo nella causa della ricerca sessuale, fare un atto di fede per questo lavoro, l’unica cosa rimasta a loro due, dopo aver rinunciato a tutto. E Lester e Barbara sono i primi testimoni di questo atto di fede, il primo passo verso una vera cura delle disfunzioni sessuali, ultima evoluzione di questo percorso sulla sessualità umana, su qualcosa che nella nostra vita è fondamentale, come dice Bill in un certo senso “è come respirare”.

Si conclude così questa incredibile stagione di Masters Of Sex, stagione che ci ha mostrato ogni lato del rapporto umano, passando dal sesso ai sentimenti, coniugandoli nelle varie situazioni e mostrandoceli quanto più verosimili alla realtà di quel tempo. Ed è stata una grande prova recitativa di tutti i personaggi, di tutte le loro interazioni e dialoghi, donandoci una seconda stagione semplicemente fantastica.

Piccole osservazioni generali:

  • Seguendo la vera storia dei due ricercatori, troviamo molte coincidenze reali, il fatto che non sia stato messo in onda il loro documentario rispecchia la realtà dei fatti perché la prima volta che si è parlato a livello nazionale della ricerca sessuale di Masters and Johnson è stato nel 1970, quando sono stati presentati nella copertina del TIME.
  • Non ho parlato per niente del dottore Austen e della sua relazione con Flo che probabilmente verrà ripresa nella terza stagione, forse, anche se ci ha mostrato una linea diretta con la psicologia del dottore, che riesce a farsi coinvolgere da personaggi che sono lontani dal suo aspetto fisico (lui giovane e bello, nella prima stagione si lega a Margaret, molto più grande di lui. In questa è coinvolto emotivamente da Flo, che si rivela molto di più di quello che si aspettava, rendendolo il biondo stupido della situazione).
  • Ricollegandoci al punto 1, ci sono le premesse che per la terza stagione di Masters Of Sex ci sarà un altro salto temporale che forse ci poterà direttamente agli anni 70.

Vi ringrazio di averci seguito e al prossimo anno qui su Serial Crush per parlare di questo stupendo show.

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