Penny Dreadful: City of Angels – La recensione del pilot

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Sono passati ormai quattro anni dalla fine dell’amatissima serie horror/gotica Penny Dreadful ed ecco che, dopo tanta attesa ed un annuncio che colse i fan alla sprovvista, è finalmente arrivato Penny Dreadful: City of Angels. Questo spin-off (possiamo chiamarlo così) si sposta di tempo e location rispetto alla serie madre, ma ne ripropone grossomodo gli schemi: siamo nella Los Angeles del 1938, dove imperversano tensioni razziali e il folklore messicano entra in scena prepotentemente sotto forma di omicidi – pare – rituali e oscure divinità pagane.

Su queste interessanti premesse John Logan, già dietro l’acclamata serie madre, tesse ancora una volta una storia corale che vede al momento spiccare i personaggi interpretati da Natalie Dormer (un demone dalla triplice incarnazione), Daniel Zovatto (Santiago Vega, primo detective messicano in città) e Rory Kinnear (già mostro di Frankenstein e ora Peter Craft, pediatra tedesco dalle inquietanti simpatie naziste). Menzione d’onore a Lorenza Izzo, attrice cilena dai trascorsi horror che qui veste i panni della divinità messicana Santa Muerte, che nonostante lo scarno minutaggio lascia decisamente il segno.

Penny Dradful: City of Angels

Sebbene non sia facile mettere da parte il ricordo di ciò che fu il suo predecessore, è doveroso distaccarsi dal passato e vedere questo Penny Dreadful: City of Angels come un qualcosa di diverso ed a parte e valutarlo per ciò che è, senza inutili confronti. Questo pilot, pur faticando ad ingranare e difettando spesso di effetti speciali all’altezza, pone delle buone basi per i prossimi episodi: il fascino del folklore americano, attori talentuosi ed in parte, una trama appena accennata ma dai risvolti interessanti (e i soliti, sempre d’effetto, riferimenti alla “fine dei tempi” incombente e a profezie varie) e un finale non propriamente inaspettato ma d’impatto, rendono questo primo episodio un mezzo successo. Inoltre, vantaggio non di poco conto, è possibile approcciarsi a questo spin-off senza aver guardato la serie madre.

Non siamo, per il momento, di fronte ad un qualcosa di memorabile, ma ci sono tutti gli elementi per un netto margine di miglioramento. Inoltre, senza voler fare paragoni, dove un tempo avevamo una lead actress del calibro di Eva Green (interprete di Vanessa Ives), qui troviamo la talentuosa Natalie Dormer (The Tudors, Game of Thrones) che promette scintille in un ruolo da mistress of all evil da antologia.

Insomma, se siete amanti delle storie che coniugano sapientemente realtà e soprannaturale, siete affascinati dalla cultura messicana (e qui consiglierei un’occhiata a From Dusk till Dawn: The Series e a The Bridge) e non vi disturba un marcato tocco horror, questo City of Angels potrebbe fare per voi.

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