Person of Interest – Recensione 4×12 – Control-Alt-Delete

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Salve a tutti. L’episodio sembra all’apparenza semplice e lineare, ma come sappiamo le chiavi di lettura di questa serie possono arrivare a profondità inaspettate. Inizio intanto con il salutare il ritorno di Camryn Manheim, attrice eclettica e capace di passare da ruoli di buona, cattiva, drammatici e commedia con una leggerezza che è il contrario della sua stazza. Il suo ruolo è quello già visto in precedenza e cioè “Comando”, la persona a capo dell’organizzazione preposta alla rimozione delle minacce terroristiche in suolo americano. La differenza ora però la fa Samaritan che, al contrario della Macchina, ha modi e metodi decisamente più legati agli interessi propri che a quelli nazionali. La scelta di umanizzare Samaritan in un bambino (l’innocenza agli occhi di tutti) dimostra come in questa serie ogni particolare narrativo sia curato nei minimi dettagli.

Control (o comando) torna per diventare forse pedina fondamentale della seconda parte di stagione?
Control (o comando) torna per diventare forse pedina fondamentale della seconda parte di stagione?

La ricerca di Sameen da parte di Reese, Finch e soprattutto Root è una ricerca legata a tutto ciò che è l’opposto di una macchina: odio, vendetta, amore, amicizia, tutte cose che ci trascinano come in un vortice dentro questa puntata. Capiamo perfettamente i sentimenti di Root, anzi li scopriamo proprio in una persona che finora ci aveva celato questo suo lato sanguigno, guidata com’era dal suo legame con la Macchina. Scopriamo anche che Sameen non è priva di sentimenti perché fa una cosa che forse non è mai stata capace di fare: il sacrificio per salvare chi ama, chi vuole bene, e questa si dimostra in un certo senso la sua fine, la morte, forse. Anche qui possiamo leggere gli episodi come una semplice concatenazione di eventi oppure andare in profondità e analizzare il tutto come il mito della morte e della rinascita. Sameen senza cuore muore, e rinasce la nuova Sameen capace di amare.

Lo sguardo di Root ci convince che forse è meglio non essere sotto suo interrogatorio.
Lo sguardo di Root ci convince che forse è meglio non essere sotto suo interrogatorio.

Tornando alla lettura semplice, “Comando” deve fronteggiare una minaccia terroristica, il che avviene abbastanza rapidamente con l’eliminazione di 3 dei 4 componenti della presunta cellula. L’ultimo cerca di fuggire e la sua fuga viene favorita (casualmente?) da Reese e Root che invece hanno tutt’altro obiettivo e catturano “Comando” per interrogarla. Come ricorderete, Root ha perso l’udito all’orecchio sinistro dopo le sevizie subite dalla micidiale donna del governo. Reese e Root usano diversi metodi per convincerla a rivelare dove si trovi Sameen, ma solo Finch scopre che la donna non sa davvero nulla perché non è altro che uno dei tanti inservienti di Samaritan. L’obiettivo principale però è raggiunto: il commando di Samaritan è arrivato a liberarla, ma a Finch interessa impossessarsi di quello che Samaritan sa di Sameen, anche se la traccia è davvero flebile.

Finch crede fermamente nei sentimenti umani per fermare Samaritan.
Finch crede fermamente nei sentimenti umani per fermare Samaritan.

Adesso vediamo l’altra chiave di lettura: Samaritan indica 4 poveri informatici che forse involontariamente hanno creato qualcosa che potrebbe danneggiarla irreparabilmente. Devono essere eliminati e quale maniera migliore che farli passare per terroristi di una cellula islamica negli USA e usare la corpulenta “Comando” come braccio armato? L’interrogatorio di Root con “Comando” è una piccola perla di recitazione, una sorta di tragedia greca con le maschere e il coro. Sembra davvero di essere su un palco teatrale, con i volti muti ma che dicono tanto di Reese, Root e poi Finch che si alternano di fronte al loro punto focale, l’occhio di bue di questa mini rappresentazione. Tutti incastrati nei loro ruoli: il buono, la vendicativa e il mediatore. Alla fine anche Samaritan è pur sempre una macchina e Finch, con l’astuzia di un novello Ulisse, la porta dove lui voleva,  cioè darle la possibilità di avere informazioni su Sameen, che non dimentichiamolo è ora la priorità del team.

Il gruppo al completo per una seconda parte di stagione decisiva per la lotta contro Samaritan.
Il gruppo al completo per una seconda parte di stagione decisiva per la lotta contro Samaritan.

L’episodio è anche dedicato ai legami. Abbiamo visto quello forte del team Finch per Sameen ma scopriamo anche quello di “Comando” per la piccola Julie, sua figlia. Root le dice una cosa che più o meno suona così: “Se io sapessi di avere una madre assassina che ogni giorno uccide e massacra, preferirei non averla.” Frase terribile, a pensarci bene.

Reese e Root, sentimenti diversi per un solo obiettivo: trovare Sameen.
Reese e Root, sentimenti diversi per un solo obiettivo: trovare Sameen.

Finch ha instillato in “Comando” il seme del dubbio, non abbastanza da risparmiare il quarto presunto terrorista, ma sufficiente a farle fare una visita ai piani sotterranei della Borsa di New York. Un dito intriso di vernice fresca le farà capire che forse, finora, lei era solo una semplice sguattera con le mani sporche di sangue, ignara del gioco più grande che si stava giocando su altri tavoli a lei sconosciuti?

L’episodio si chiude con Root e Reese in viaggio verso l’ultima flebile speranza ricavata da Finch per trovare Sameen Shaw. La presa di potere, l’ultimo assalto di Samaritan per un controllo globale è stato lanciato e solo chi è capace di lottare con sentimento sarà in grado di fronteggiare questa minaccia.

Un doveroso saluto alla  pagina affiliata “Person if Interest – Italia Fans

Passo e chiudo.

2 COMMENTS

  1. Ciao, leggo da un po’ le vostre recensioni di questa serie bellissima e voglio farvi i complimenti.
    Volevo fare anche un piccolo appunto. Credo che la chiave di lettura relativa agli informatici sia completamente diversa, e cioè: Samaritan ha usato gli informatici per creare un programma (camuffandolo sotto un programma di previsioni meteo) che deve rimanere top-secret a tutti, anche a Control. Chiunque sia collegato a quel programma, deve morire, ecco perchè ha fatto uccidere tutti gli informatici che vi avevano lavorato. “L’hard drive può danneggiare Samaritan” è solo una scusa. Il nostro caro Samaritan ha già acquisito il software e chissà cosa vuole farne…

    Ciao e complimenti ancora! 🙂

    • Ciao e grazie per i complimenti. Penso che proprio perché ha lavorato su quel programma, il suo pc avesse dentro una minaccia per Samaritan. Una riga di comando, un input, qualcosa che un informatico capace come Finch sarebbe in grado di girare velocemente in un’arma mortale per Samaritan. Questo si capisce quando Control chiede di salvare il PC (e non certo il presunto terrorista) contravvenendo agli ordini di Samaritan che invece voleva il PC distrutto.

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