Picard – L’universo Star Trek visto da una nuova prospettiva

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Picard è una serie TV dell’universo Star Trek della CBS in onda in Italia su Amazon Prime. L’ormai ammiraglio in pensione Jean Luc Picard, si rimette in gioco per sventare una pericolosa macchinazione e salvare la figlia di un vecchio amico scomparso.

Sinossi

La serie, attualmente in onda, pone al centro della narrazione Picard, il vecchio ammiraglio ha deciso di lasciare la Federazione e la Flotta stellare per dedicarsi al suo vigneto in Francia. I ricordi del suo passato come capitano della Enterprise, sono forti in lui, ma sebbene con nostalgia per gli amici perduti o lontani, Jean Luc sembra ormai rassegnato alla sua serena vita di campagna.

A scompigliare i piani di una meritata quiete campagnola, arrivano degli strani sogni con Data come protagonista e l’arrivo di una misteriosa ragazza che convincono Picard a rimettersi in gioco per derimere una delicata questione che coinvolge Federazione, Romulani e una minaccia incombente senza precedenti.

Personaggi

Jean Luc Picard (Sir Patrick Stewart) lo conosciamo più o meno tutti, anche chi non è avvezzo al mondo Star Trek. In questa serie l’ammiraglio in pensione non ha perso la sua grinta e la sua capacità diplomatica e nemmeno la sua testardaggine.

Quello che cambia è probabilmente il mondo intorno a lui e la consapevolezza di essere fallace più di quanto non lo fosse quando vagava per le galassie con l’Enterprise Next Generation. L’ineluttabilità degli anni che passano e la morte con cui Picard si confronta, sono basi essenziali per comprendere le scelte che farà nella serie.

Le persone intorno lui, i suoi nuovi compagni di viaggio, portano per lui un rispetto diverso da quello che aveva da capitano o da Ammiraglio. Sono gli atti che determinano il rispetto che si guadagna.

All’inizio l’idea di trovarsi davanti un vecchio brontolone testardo, pone l’accento sul fatto che Picard è ancora sotto sotto quello di sempre.

Qualche ruga in più certo, ma la sua determinazione nell’affrontare forse l’unica avventura che lo avrebbe convinto a lasciare i suoi vigneti e il suo riposo, sono gli stessi della serie Next Generation.

Nella nuova serie e volutamente, Picard non è a capo della nave, non riesce a consolare o a dare a tutti il giusto consiglio, ma pur in questa chiave lontana dal comando, l’uomo Picard viene fuori con ancora più forza perché gli amici che riunisce, quelli ritrovati e i nuovi, lo amano e rispettano per ciò che è ora e non per ciò che può aver rappresentato in passato.

Dahji/Soji (Isa Briones). La protagonista della serie insieme a Picard. Lei è il motivo scatenante che convince l’anziano ammiraglio a rimettere tutto in gioco, a conforntarsi di nuovo con la Federazione, con i Romulani e a riprendere la via dei viaggi attraverso i quadranti dell’universo.

Se volessimo sintetizzare, potremo definire le due gemelle come una versione più umana di Data, qualcosa che le fa somigliare sempre più ad un essere umano pur non essendolo. Tranquilli il fatto che si tratti di una “Sint” non vi toglierà il piacere di seguire la serie, perché il nocciolo della questione non è l’essere o meno naturali, ma l’essere o meno accettati come diversi.

Picard
Soji, Elnor, Picard e Jurati.

Soprattutto nella seconda parte, la presa di coscienza di Soji, ci porta subito alla pervicace ricerca di Data per diventare umano, per essere triste, per innamorarsi, per vivere e morire.

In tutto questo, rivedere non tutto Next generation che sarebbe consigliabile ma un po’ lungo, ma anche solo Star Trek Nemesi, vi porterà subito agli occhi, come i personaggi delle gemelle Sint, altro non siano che il compimento del percorso iniziato dal padre.

Tutto sarà perfettamente chiarito nelle ultime due puntate, intense, spettacolari e drammatiche come poche e che descrivono una sorta di chiusura del cerchio sia nel senso della vita che della morte, ma non vi dico altro.

Equipaggio della Sirena

Il Capitano Rios (Santiago Cabrera) ex ufficiale della Flotta stellare, noleggia la sua nave a Picard. Rios non è quello che si può definire un comandante tipico del mondo Star Trek, sembra più un ribelle Maquis di Star Trek Voyager, geniale, irrequieto, ma capace di di legarsi fortemente alla missione di Picard pur non comprendendo a pieno, se non alla fine, la grande portata.

Anche Raffi Musiker (Michelle Hurd) proviene dalla flotta stellare, ma al contrario di Rios, ha già servito sotto il comando di Picard e ne conosce limiti e pregi meglio forse di tutti gli altri.

Tuttavia i suoi problemi personali si intersecano debolmente nella trama e sembrano molto distanti, anche se danno meglio la dimensione del suo senso del dovere che va oltre e di molto il suo ruolo di madre e di donna.

Agnes Jurati (Alisson Pill) La collaboratrice migliore di Bruce Maddox, il “creatore di Soji e dei Sint, si unisce all’equipaggio su richiesta di Picard e da subito il suo personaggio non suscita particolare entusiasmo, una versione molto diluita di un ufficiale scientifico.

L’andamento della serie ne redimerà a pieno l’immagine, ma personalmente il suo personaggio non mi ha entusiasmato e aspetto un suo riscatto nella stagione 2.

Vecchi e nuovi amici

Sette di Nove (Jeri Ryan). Quando ho saputo della sua presenza, mi sono chiesto cosa potesse mai dare un personaggio di Voyager all’economia di Star Trek Picard, ma mi sono ricreduto non appena si è presentata in scena.

Oltre ad avere con Picard l’esperienza Borg, Sette di Nove è perfetta per incarnare il ruolo della sentinella dal cuore d’oro, della guardiana alla ricerca di quella giustizia che rende liberi e ribelli allo stesso tempo.

Sette di Nove, un ritorno molto gradito.

Malgrado gli anni, Jeri Ryan è riuscita a mantenere intatto il dualismo fra l’animo Borg, che la porta comunque a empatizzare a volte con la loro forma di società, e l’animo umano a volte persino sanguigno che fa un po’ parte di questa nuova Sette di Nove che a noi piace molto.

Elnor (Evan Evagora), sembra un elfo de “Il Signore degli Anelli” capitato per caso nel mondo Star Trek. Giovane, abbastanza ottuso, ma molto legato a Picard.

Non usa armi tecnologiche ma solo la sua spada che però non è quella degli Jedi. Una strana commistione fra anacronistica cavalleria e giovanile inesperienza.

I cattivi

Nella lista cattivi sicuramente merita una segnalazione Narissa (Peyton List), una Romulana capace di attuare qualsiasi mostruosità per giungere al suo scopo.

Parliamo sempre e comunque di una tipologia di cattivi che ha sempre un motivo scatenante, che pensa di essere nel giusto quando opera, pur nelle azioni più deplorevoli.

Diverso il discorso per Narek (Harry Treadway), la cui indole non del tutto negativa si sviluppa nel corso della stagione.

Treadway è riuscito a tratteggiare bene questo personaggio contorto, che ha comunque una sua moralità che lo eleva su altri personaggi come il Commodoro Oh (Tamlyn Tomita), l’unica vera cattiva tutto tondo senza molte concessioni al lato morale e positivo, ma concentrata sul considerare gli altri i nemici da abbattere senza nessuna diplomazia o discussione.

Considerazioni finali.

Star Trek Picard va vista e questa volta non solo da chi vive di Star Trek a tutto tondo, ma anche per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta. Patrick Stewart ci accompagna attraverso una storia che tiene volutamente ai margini la flotta stellare, con le sue regole, la sua morale, le direttive e che anzi il più delle volte, sembra ostile al nostro protagonista.

Picard non è mai stato un vero uomo d’azione nemmeno a bordo della Enterprise next Generation e non poteva esserlo nemmeno in età avanzata. Il suo pregio migliore è sempre stata la diplomazia, l’intuito e il grande senso di pietà e umanità per chi soffre.

Le rimpatriate, quelle belle.

Niente più di Data, poteva risvegliare i lui, il desiderio di avventura, di scoperta e di viaggio. Soji è in fondo ciò che più di tutto, ricorda un amico scomparso ed è curioso che uno degli amici migliori, colui che alla fine di Nemesi sacrifica se stesso in un gesto tutto umano, sia in realtà una macchina.

Picard non dimentica tutto questo e riesce a mettere insieme un Team che in qualche modo è l’impronta del suo equipaggio della Enterprise. Rios come Riker, Soji come Data, Elnor come Worf, Jurati come Dottoressa Crusher e Raffi come Deanna Troi e Sette di Nove come La Forge.

Qualcuno criticherà questi accostamenti considerandoli irriverenti o fuori luogo, ma io credo che invece essi siano se non perfetti e canonici, di certo adatti per questo nuovo Picard, lontano dalla divisa della Flotta Stellare, ma immutato nella sua essenza morale e nella sua statura di uomo che sa che non è la materia di cui siamo fatti a definire ciò che siamo, ma gli atti che compiamo tutti i giorni.

Passo e chiudo.

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