Scream – Un imperdibile guilty pleasure estivo

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Scream

Quando MTV ha annunciato di avere in cantiere una serie di Scream, film horror noto pressoché universalmente, nutrivo delle aspettative medio-basse nei confronti di questo progetto, sia perché ne temevo la carenza di originalità sia perché la discesa nell’abisso del trash privo di qualità rischiava di esser dietro l’angolo. A distanza di un anno e con ormai due stagioni alle spalle, posso invece affermare con assoluta certezza che questo horror drama è puro ed eccellente intrattenimento estivo, perfetto per lo hiatus che ci costringe all’astinenza da tutti gli show che ci fanno compagnia il resto dell’anno.
Ambientato a Lakewood, Scream segue le vicende di una scia di omicidi, misteriosamente legati al passato della città e soprattutto a quello della giovane Emma Duval, la quale si trova ben presto obbligata dal killer stesso a cercare di sbrogliare da sé il bandolo dell’insanguinata matassa. Chi si nasconde dietro la maschera? Qual è il suo piano e cosa lo/la spinge ad agire in una maniera tanto efferata? Quel che è certo è che nessuno è al sicuro, nessuno è affidabile e la morte è – in molti casi letteralmente – dietro l’angolo.

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Il cast di giovanissimi, capeggiato dalla bella Willa Fitzgerald nei panni della protagonista, riesce a padroneggiare con maestria i rispettivi ruoli, donandoci delle performance attoriali convincenti a discapito del canale e della loro relativa inesperienza, facendosi così subito amare dallo spettatore: come in tutti i film horror che si rispettino, i ruoli nel gruppo sono ben definiti e stereotipati (non nell’accezione negativa solitamente attribuita al termine, essendo anzi più realistico che mai che dei liceali si “dividano” in questo modo). Abbiamo infatti la final girl per eccellenza, Emma, la cui vita perfetta viene scombussolata quando si trova a fungere da catalizzatore di questa strage, Brooke, la snob viziata che però nasconde un gran cuore, Audrey, con degli evidenti problemi di integrazione dovuti anche alla sua sessualità, Noah, il nerd intelligente e vergine, e così via. Se in partenza non vi è nulla di innovativo in questo pittoresco quadretto, quello che davvero si apprezza nel corso delle due stagioni è il sincero legame che questi adolescenti crescono e rafforzano gli uni con gli altri, complici anche le traumatiche vicende e le perdite che subiscono.
106_full_NA_85842206_882865.mov.mp4.Still012_editedA mantenere un filo conduttore con i film c’è il massiccio uso della telefonia: il killer comunica mediante telefonate anonime e messaggi criptici, prendendosi gioco delle vittime mentre le spinge a comportarsi come pedine nelle sue mani affinché facciano esattamente il suo gioco. Al contempo, come tutti i figli del boom tecnologico, anche Emma e gli altri comunicano prevalentemente mediante smartphone, il che rende l’andamento di ogni puntata veloce, mai noioso e ripetitivo. Un altro sacro comandamento degli omonimi film è stato rispettato: il killer è sempre qualcuno che conosciamo. Siete pronti a passare tutte le puntate chiedendovi chi è? Vi avviso, gli autori sono BRAVISSIMI nel depistare e fino all’ultimo momento non avrete mai la certezza matematica delle vostre supposizioni. Una piccola chicca: ciascun episodio della seconda stagione è intitolato come i più noti horror, cosa che gli amanti genere non potranno non apprezzare – senza contare gli innumerevoli riferimenti a loro e alla pop culture in generale regalatici da Noah. Non dimentichiamoci che un’importante premessa nel pilot, messa in bocca proprio al suo personaggio, era stata “you can’t turn a slasher movie into a tv series!”: come si fa a non amarli, se si prendono da soli gioco di sé con battute argute del genere?
A pochi giorni dalla messa in onda del finale della seconda stagione, conclusosi con un inaspettato cliffhanger, gli autori hanno annunciato un doppio episodio speciale di Halloween nel quale dovrebbero darci alcune risposte importanti sul passato di Lakewood e sull’ormai ultra-citato Brandon James. Saggiamente, penso sia loro intenzione chiudere, prima che, portando all’infinito la trama, la stessa cominci ad accartocciarsi su se stessa e muoia di ripetitività.
Scream non ambiva ad essere un capolavoro, ma solo a riportare in tv quello humor nero che ha caratterizzato l’omonimo franchise cinematografico e ad intrattenere nei mesi più leggeri dell’anno: obiettivi centrati!
Dategli una chance e non guarderete mai più allo stesso modo lo schermo del telefono che squilla, se a comparire è la scritta “numero sconosciuto”.

Se le mie parole non dovessero esservi bastate, vi lascio con l’adrenalinico trailer della prima stagione di Scream:

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